Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Fallimento ed altre procedure concorsuali

Fallimento

Sottovoce della voce 081 nella classificazione del Massimario

235 massime, da pronunce dal 2 gennaio 2025 al 30 maggio 2026

Pagina 1 di 5 delle massime

Massime della Corte di cassazione

235 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 16965/2026

    Effetti › Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) › Azione revocatoria fallimentare

    Creditore ipotecario che agisce per l'insinuazione allo stato passivo, successivamente fallito - Eccezione revocatoria ex art. 67, comma 1, n. 4, l. fall. - Opponibilità da parte della curatela insinuata - Fondamento.

    Effetti › Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) › Azione revocatoria fallimentare › Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie

    In tema di opposizione allo stato passivo, al creditore ipotecario che agisce per l'insinuazione allo stato passivo del suo credito prelazionario (e che, successivamente alla presentazione della sua domanda, sia stato dichiarato fallito) ben può essere opposta da parte della curatela fallimentare, insinuata dalla predetta domanda, l'eccezione revocatoria ex art. 67, comma 1, n. 4, l. fall., essendo tale eccezione diretta semplicemente a paralizzare la pretesa creditoria avanzata ex adverso dalla curatela fallimentare che domanda l'insinuazione al passivo del suo credito.

    Rv. 679088-01Rassegna di maggio 2026, p. 63Art. 2740 c.c. · Art. 2901 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 16623/2026

    Organi preposti al fallimento › Curatore › Poteri › Rappresentanza giudiziale

    Azione ex art. 2932 c.c. con richiesta di condanna alla cancellazione di ipoteca - Concordato preventivo del promittente venditore - Inammissibilità o improcedibilità della domanda - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.

    L'azione ex art. 2932 c.c. esperita dal promissario acquirente, con richiesta di condanna alla cancellazione di ipoteca gravante sull'immobile oggetto di preliminare di compravendita, non è preclusa dall'ammissione del promittente venditore ad un concordato preventivo, in quanto le limitazioni poste da tale procedura concorsuale operano esclusivamente in sede esecutiva e non comportano il venir meno dell'obbligazione di trasferire l'immobile libero da iscrizioni pregiudizievoli, assunta con il contratto preliminare, cosicché, ove non sia possibile la cancellazione dell'ipoteca senza il consenso del creditore, nel caso in cui l'attivo della procedura non presenti la capienza necessaria per soddisfare il medesimo, il promissario acquirente potrà chiedere la risoluzione del rapporto derivante dalla sentenza ex art. 2932 c.c., oltre che la garanzia per l'evizione.

    Rv. 679119-02Rassegna di maggio 2026, p. 117Art. 1453 c.c. · Art. 1476 c.c. · Art. 1483 c.c. · Art. 2932 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 16285/2026

    Organi preposti al fallimento › Tribunale fallimentare › Provvedimenti › Decisione dei reclami

    Ordine di liberazione di un immobile occupato, emesso dal giudice delegato - Reclamo proposto dal conduttore - Domanda riconvenzionale di risoluzione per inadempimento del contratto di locazione proposta dal fallimento - Provvedimento che decide il reclamo ex art. 26 l.fall. - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Fondamento.

    Il decreto con il quale il Tribunale fallimentare, provvedendo sul reclamo ex art. 26 l. fall., proposto dal conduttore di un immobile avverso l'ordine di liberazione emesso dal giudice delegato, contestualmente decide anche sulla domanda riconvenzionale avanzata dalla curatela di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento, è impugnabile con l'appello e non con il ricorso straordinario ex art. 111 Cost., giacché la decisione, indipendentemente dalla forma e, dunque, dall'adozione con la cognizione sommaria propria del procedimento di reclamo, ha natura sostanziale di sentenza, resa all'esito di un giudizio di primo grado, provocato dalla proposizione della domanda riconvenzionale.

    Classificata anche sotto: Giurisdizione volontaria

    Rv. 678370-01Rassegna di maggio 2026, p. 172Art. 111 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 16285/2026

    Organi preposti al fallimento › Tribunale fallimentare › Provvedimenti

    Reclamo ex art. 26 l.fall. - Opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. - Equivalenza - Natura della cognizione - Conseguenze - Questione non dedotta dal reclamante - Rilievo ufficioso - Ammissibilità - Esclusione.

    Il reclamo ex art. 26 l. fall., attesa la sua sostanziale equivalenza, in ambito fallimentare, all'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., ha natura di giudizio oppositivo, dando luogo ad una cognizione limitata alle sole censure prospettate dal reclamante opponente, sicché è precluso al giudice del reclamo il rilievo ufficioso di questioni non fatte valere dalla parte.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Giudice

    Rv. 678370-02Rassegna di maggio 2026, p. 172Art. 617 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 16186/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Procedimento › Audizione dell'imprenditore

    Liquidazione giudiziale - Notificazione del ricorso a cura della cancelleria a mezzo PEC - Domicilio digitale assegnato d'ufficio - Vizi della procedura di assegnazione - Irrilevanza.

    In tema di liquidazione giudiziale, la notificazione del ricorso per l'apertura della procedura concorsuale - effettuata a cura della cancelleria a mezzo PEC ai sensi dell'art. 40, comma 6, CCII presso il domicilio digitale assegnato d'ufficio per la violazione dell'obbligo di tenere attiva la PEC precedentemente indicata - non viene inficiata da eventuali vizi della procedura di assegnazione prevista dall'art. 16, comma 6-bis, del d.l. n. 185 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 2 del 2009, ai quali nessuna rilevanza può essere attribuita ove la notificazione sia comunque avvenuta all'indirizzo PEC risultante dal registro delle imprese, facilmente (e doverosamente) consultabile dall'imprenditore presso il proprio cassetto digitale.

    Rv. 678829-01Rassegna di maggio 2026, p. 57Art. 1 c.a.d.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 15648/2026

    Effetti › Sui rapporti preesistenti › Vendita › Non eseguita

    Curatore - Facoltà di scioglimento dal contratto - Natura giuridica dello scioglimento - Assimilabilità alla risoluzione o al recesso contrattuale - Esclusione - Conseguenze - Domanda risarcitoria della curatela per il ritardo nella riconsegna dell'immobile - Ammissibilità - Dies a quo.

    La domanda risarcitoria per ritardata restituzione di un immobile, proposta dalla curatela fallimentare che, nell'esercizio della facoltà riconosciuta dall'art. 72 l.fall., abbia optato per lo scioglimento di un preliminare di compravendita con cui il fallito, promittente venditore, abbia già trasferito la detenzione del bene al promissario acquirente, si fonda sul regime normativo di cui agli artt. 2033 e 2040 c.c., in forza dei quali l'obbligo di riconsegna di un bene è adempiuto compiutamente se risulti contestualmente soddisfatto anche il diritto al risarcimento del danno maturato per l'eventuale ingiustificato ritardo, a decorrere dal momento in cui il diritto di scioglimento è esercitato.

    Rv. 678993-01Rassegna di maggio 2026, p. 97Art. 2033 c.c. · Art. 2040 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 15790/2026

    Attività fallimentari › Amministrazione

    Provvedimento del giudice delegato adottato in sostituzione del comitato dei creditori, art. 41, comma 4, l.f. - Impugnabilità - Motivi - Reclamo ex art. 36 l.f. - Applicabilità - Fondamento - Ricorso per cassazione - Esclusione.

    Il provvedimento adottato dal giudice delegato in sostituzione del comitato dei creditori ai sensi dell'art. 41, comma 4, l.f. è impugnabile mediante reclamo ex art. 36 l.f., proponibile direttamente dinanzi al tribunale e nei soli limiti della violazione di legge, poiché l'individuazione del rimedio impugnatorio deve avvenire in ragione della natura gestoria e della funzione sostanziale dell'atto, e non dell'organo che lo ha emanato, con la conseguenza che il decreto pronunciato dal tribunale in sede di reclamo non è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto privo dei caratteri della decisorietà e della definitività.

    Rv. 678828-01Rassegna di maggio 2026, p. 56Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 15804/2026

    Effetti › Per i creditori › Debiti pecuniari › Compensazione

    Procedure concorsuali - Fusione tra società - Atto stipulato tra soggetti giuridicamente esistenti - Art. 56, comma 2, l.fall. - Acquisto di un credito da società partecipante alla fusione nei confronti del debitore poi fallito - Compensazione tra credito e il debito - Esclusione.

    La fusione tra società, pur configurandosi come un atto che determina l'estinzione della società incorporata e la successione della società incorporante in tutti i rapporti giuridici facenti capo alla prima, resta un atto stipulato tra soggetti ancora esistenti sul piano giuridico ed è pertanto riconducibile all'ipotesi prevista dall'art. 56, comma 2, l.fall.; ne consegue che la società partecipante alla fusione, già debitrice verso l'imprenditore poi fallito, che acquisti, per effetto della fusione stipulata nell'anno anteriore al fallimento o successivamente ad esso, un credito già appartenente ad altra società partecipante alla fusione nei confronti del debitore poi fallito, non può legittimamente invocare la compensazione tra tale credito e il debito verso quest'ultimo.

    Rv. 678898-01Rassegna di maggio 2026, p. 56Art. 2501 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 15490/2026

    Effetti › Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) › Azione revocatoria fallimentare › Atti a titolo gratuito

    Atti a titolo gratuito compiuti dal fallito - Inefficacia - Rimedio stragiudiziale ex art. 64, co. 2, l.fall. - Esclusività - Esclusione.

    In tema di atti compiuti a titolo gratuito dal fallito, il rimedio stragiudiziale previsto dall'art. 64 comma 2 l.fall., che consente una immediata e diretta acquisizione dei beni all'attivo della procedura mediante trascrizione, rimandando ad una eventuale fase successiva ogni contestazione da parte degli interessati, non ha carattere esclusivo, essendo rimessa al curatore fallimentare la facoltà di agire direttamente in giudizio per far accertare, con sentenza dichiarativa, l'inefficacia ex lege dell'atto.

    Rv. 679245-01Rassegna di maggio 2026, p. 50Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 15492/2026

    Effetti › Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) › Azione revocatoria fallimentare › Atti a titolo gratuito

    Azione di inefficacia ex art. 64 l.fall. - Termini decadenziali ex art. 69 bis l.fall. – Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

    I termini di decadenza previsti per la proposizione delle azioni revocatorie dall'art. 69-bis, comma 1, l.fall. non si applicano all'azione di inefficacia disciplinata dall'art. 64 l.fall., rivestendo quest'ultima natura dichiarativa, come tale imprescrittibile, mentre il richiamo contenuto nel primo comma dell'art. 69-bis l.fall. va inteso alle sole azioni revocatorie disciplinate nella sezione III, capo III, della legge fallimentare e non a tutte le azioni ivi contemplate.

    Rv. 679246-01Rassegna di maggio 2026, p. 51Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da Iuspedia.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 39/2008Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 142 fallimento

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale degli articoli 50 e 142 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nel testo anteriore all'entrata in vigore del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'…

  • Sentenza n. 41/2006Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 102 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 38 e 102 del codice di procedura civile, nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo del…

  • Sentenza n. 162/2001Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 54 fallimento

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 54, terzo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui non richiama, ai fini dell'estensione del diritto di prelazione agli interessi, l'art. 2749 del codice civile. Così deciso in Ro…

  • Sentenza n. 408/1989Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 54 fallimento

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 54, comma terzo, e 55, comma primo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, della amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nonché dell'art. 169 dello stesso regio-decreto là dove richiama l'art. 55, nella parte in cui, nelle procedure di falli…

  • Sentenza n. 300/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 54 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 346, 571, 592 R.O. 1984, dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato dispisto degli artt. 59 richiamato dall'art. 169 r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata, della liquidazione coatta amministrativa) nella parte in cui esclude la rivalutazione dei crediti di…

  • Sentenza n. 220/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti gli incidenti 254/1979 e 277/1983, dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 75 e 300 c.p.c. nella parte in cui non prevedono, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al Pubblico Ministero perché promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti debba l'attore riassum…

  • Sentenza n. 156/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 26 fallimento

    Dispositivo: a) dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 26 e 23 comma primo, r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (disciplina del fallimento del concordato preventivo dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) in relazione all'art. 188 dello stesso decreto, nella parte in cui assoggettano al reclamo al tribunale nel termine di tre giorni decorrente dalla data d…

  • Sentenza n. 120/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 98 fallimento

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 98 comma secondo r.d. 16 marzo 1942, n. 267 nella parte in cui non prevede nei confronti del creditore opponente la comunicazione, almeno quindici giorni prima della udienza di comparizione, del decreto ivi indicato, comunicazione dalla quale decorre il termine per la notificazione di esso al curatore; 2) dichiara non fondata l…

  • Sentenza n. 102/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 98 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 503 R.O. 1982 e 544 R. O. 1984, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 98 comma primo r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) nella parte in cui stabilisce che i creatori esclusi o ammessi con riserva possono fa…

  • Sentenza n. 55/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 26 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 438, 439, 491 R.O. 1985, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 26 comma primo, secondo e terzo, in relazione all'art. 23 comma primo e agli artt. 188 comma secondo e terzo, 167 comma secondo e 164 r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coa…

  • Sentenza n. 302/1985Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 36 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 263 R.O. 1978 e 903 R.O. 1984, dichiara non fondata la questione di illegittimità costituzionale a) dell'art. 91 comma secondo r.d. 16 marzo 1942, n. 267, sollevata, in riferimento agli artt. 23 e 36 comma primo Cost., dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con ord. 28 febbraio 1978 (n. 263/1978) nella parte in cui non prevede che il compe…

  • Sentenza n. 42/1981Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 26 fallimento

    Dispositivo: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 26, in relazione all'art. 23, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui assoggetta al reclamo al tribunale, disciplinato nel modo ivi previsto, i provvedimenti decisori emessi dal giudice deleg…

  • Sentenza n. 151/1980Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 18 fallimento

    Dispositivo: riuniti i quattro procedimenti, iscritti ai nn. 323, 484, 508/1977 e 847/1979, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, primo comma, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, nella parte in cui prevede che il termine di quindici giorni per fare opposizione decorra per il debitore dalla affissione della sentenza che ne dichiara il fallimento. Così deciso in Roma, nella sede della…

  • Sentenza n. 152/1980Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 99 fallimento

    Dispositivo: riuniti i procedimenti iscritti ai nn. 102/1977, 81 e 880/ 1979 e 62/1980, dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 99, quinto comma, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, nella parte in cui fa decorrere i termini per appellare e per il ricorso in Cassazione dalla affissione della sentenza resa su opposizioni allo stato passivo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costit…

  • Sentenza n. 69/1982Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 99 fallimento

    Dispositivo: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 99 ultimo comma r.d. 16 marzo 1942 n. 267, nella parte in cui sancisce l'inappellabilità delle sentenze rese su crediti di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatorie, contemplati negli artt. 409 e 442 c.p.c.; questione sollevata dalla Corte d'appello di Milano con le ordinanze rese il 25 giugno 1980 (n. 271 R.O. 1981), il 25 s…

  • Sentenza n. 159/1971Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile nella parte in cui dispone che il termine utile per la prosecuzione o per la riassunzione del processo interrotto a sensi dell'art. 299 dello stesso codice decorre dall'interruzione anziché dalla data in cui le parti ne abbiano avuto conoscenza. In applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953…

  • Sentenza n. 75/1968Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, primo Comma, del Codice civile, nella parte in cui, nel caso di cessazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclude il diritto del prestatore di lavoro ad un'indennità proporzionale agli anni di servizio, allorquando la cessazione stessa derivi dal licenziamento per colpa di lui o da dimissioni volontarie. Così…

  • Sentenza n. 139/1967Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 305 c.p.c.

    Questione giudicata anche su: Art. 301 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del Codice di procedura civile per la parte in cui fa decorrere dalla data dell'interruzione del processo il termine per la sua prosecuzione e la sua riassunzione anche nei casi regolati dal precedente art. 301. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 1967. GASPARE AMB…

  • Sentenza n. 168/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 75, commi primo e secondo, e 300 del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 32, 111, commi primo e secondo, e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e agli artt. 1 e 13 della Convenzione delle Nazioni Unite…

  • Sentenza n. 8/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2033 del codice civile, sollevate, in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dal Tribunale ordinario di Lecce, sezione lavoro, con l'ordinanza iscritta al n. 29…

  • Sentenza n. 101/2022Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2752 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2752, terzo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Livorno, in composizione collegiale, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 marzo 2022. F.to: Giuliano AM…

  • Ordinanza n. 46/2016Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 5 fallimento

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, primo comma, e 5, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, commi primo e secondo, e 41,…

  • Ordinanza n. 266/2014Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 189 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 189 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal Giudice istruttore del Tribunale ordinario di Milano, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 novembre 2014.…

  • Sentenza n. 157/2014Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 91, ultimo comma, del codice di procedura civile, introdotto dall'art. 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 17 febbraio…

  • Ordinanza n. 261/2013Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 3, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 101, 104, 107, 111 e 117…

  • Ordinanza n. 261/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Vicenza con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, palazzo della Consulta il 7 luglio 2010. F.…

  • Ordinanza n. 59/2010Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 52 fallimento

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1917, secondo comma, del codice civile e dell'art. 52 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, dal Tribunal…

  • Sentenza n. 17/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Biella con l’ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 2010.…

  • Sentenza n. 276/2009Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 300, quarto comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui, non richiamando l'art. 789 del codice di procedura civile, non prevede la dichiarazione d'interruzione del processo nel caso di morte del contumace, certificata dall'ufficiale giudiziario nella relazione di notificazi…

  • Ordinanza n. 95/2009Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2729 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 621 del codice di procedura civile e 2729 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Torino, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'1 aprile 2009…

Se ne mostrano 30 su 158: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 12, da gennaio 2025 a maggio 2026. Fonti e metodologia

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