Riservatezza

Che cosa sappiamo di te

Poco, e per scelta. Questa pagina dice esattamente quanto: senza rimandi, senza allegati, e senza la formula «potremmo raccogliere», che non vuol dire niente.

Se leggi e basta

Da parte nostra, quasi niente. Teniamo dei contatori: quante visite e quante pagine riceve il sito ogni giorno, quante volte è stata aperta ciascuna pagina, da quale paese e da quale città è arrivata la connessione, e da quale sito si è arrivati — «da Google», «da Wikipedia», «direttamente». Sono numeri che salgono di uno: non c’è un elenco di visite, e da questi contatori non si torna indietro a nessuno.

Contiamo anche tre cose, allo stesso modo. Finché una pagina è aperta e in primo piano, ogni minuto manda al server il proprio indirizzo e basta: serve a sapere quante pagine sono aperte in quel momento, e non viene scritto da nessuna parte. Quando scarichi un formulario ci arriva quale modello e in che formato, e se era compilato o vuoto: quello che hai scritto nel formulario no, perché il file si prepara sul tuo computer e da lì non parte. Quando premi «Stampa / PDF» su un articolo, ci arriva quale articolo.

Il tuo indirizzo IP non lo conserviamo. Serve al server per risponderti, e nel momento in cui arriva lo usiamo per ricavare il paese consultando l’anagrafe pubblica degli indirizzi, che sta sul nostro server; poi finisce lì, e da nessuna parte resta scritto. La città è una stima ricavata dalla stessa consultazione, e per una connessione mobile o aziendale è quella del nodo dell’operatore: non dice dove sei. Per questo conteggio nessun cookie, nessun identificativo, nessun profilo. Non usiamo Google Analytics, e i caratteri tipografici sono ospitati sul nostro server, così nemmeno chi li fornisce vede il tuo passaggio.

Dentro il sito c’è della pubblicità, e senza il tuo consenso è senza codice di terzi: gli annunci — librerie e inserzionisti dei circuiti Tradedoubler e Awin — sono uguali per tutti, e immagini e loghi li serviamo dal nostro server. Se clicchi un annuncio passi per il circuito da cui arriva, che registra il clic sul proprio dominio per attribuirlo all’inserzionista, e da lì in poi valgono le regole sue e di chi vende.

Gli annunci su Google, solo se acconsenti. Dal 2 ottobre 2026 Iuspedia si fa conoscere con annunci su Google. Per sapere se un annuncio ha portato qualcuno che poi usa il sito serve il codice di Google Ads nelle pagine, e quello è codice di un terzo: si carica soltanto se premi «Accetta» nella finestra della prima visita (la base è il tuo consenso: art. 6, par. 1, lett. a del Regolamento e art. 122 del Codice privacy). Quando è acceso, Google riceve l’indirizzo e il titolo della pagina che apri, la pagina da cui arrivi, il tuo indirizzo IP, i dati del browser, gli identificativi dei suoi cookie e quello dell’annuncio cliccato — e, se ti registri, il fatto che una registrazione è avvenuta, senza il tuo nome né il tuo indirizzo. I cookie sono elencati nella pagina dei cookie. Il codice gira solo sulle pagine pubbliche: nell’area personale, nell’area per avvocati, nella ricerca e nelle pagine di accesso non si carica. La personalizzazione degli annunci è spenta. Il fornitore è Google Ireland Limited, che tratta questi dati anche per sé come titolare autonomo e può trasferirli fuori dall’Unione, secondo le sue regole. Il consenso vale sei mesi e si ritira in ogni momento da «Preferenze e cookie», in fondo a ogni pagina. Se non acconsenti né a questo né ai banner animati (qui sotto), su queste pagine non gira nessun codice pubblicitario o di misurazione di terzi.

I banner animati, solo se acconsenti. Dal 7 ottobre 2026, nella colonna degli articoli, a chi acconsente possono comparire anche banner animati del circuito Awin (oggi Sky, anche per Sky Wifi, Plenitude, WindTre e Very Mobile). Sono pagine di Awin caricate in una cornice separata dal resto della pagina, che non può leggere i nostri cookie né quello che fai sul sito. Quando un banner animato si carica, Awin AG (Berlino) riceve il tuo indirizzo IP, i dati del browser e del dispositivo e il fatto che il banner è su Iuspedia — non la pagina che stai leggendo — e usa i suoi cookie per contare le visualizzazioni e riconoscere i clic. Gli inserzionisti mostrano questi banner con Campaign Manager di Google, quindi anche Google Ireland Limited (su googletagservices.com e doubleclick.net) riceve gli stessi dati e scrive i suoi cookie, e può usarli per decidere quale versione del banner mostrarti e quante volte. Lo fa per conto dell’inserzionista, che di questi dati è titolare secondo la propria informativa (Sky Italia, Eni Plenitude, WindTre, Very Mobile), e secondo le regole di Google, che prevedono anche trasferimenti fuori dall’Unione con le garanzie di legge. Il sito dell’inserzionista entra in gioco solo se clicchi. Awin tratta i suoi dati secondo la sua informativa, che dice di conservarli fino a tre anni. La base è il tuo consenso, come per Google Ads; vale sei mesi e si ritira da «Preferenze e cookie»: i banner animati spariscono subito, e i cookie che Awin e gli inserzionisti tengono sui propri domini si cancellano dalle impostazioni del browser. Senza consenso il banner della colonna resta un’immagine servita da noi.

Fino a settembre 2026 le pagine caricavano Google AdSense: è stato tolto, e i cookie che aveva lasciato sul nostro dominio il sito li cancella da sé alla prima visita.

Il server annota le richieste che riceve, come fa qualunque server: indirizzo chiesto, momento, esito. Servono a capire se il sito è rotto, e si sovrascrivono da sole. La scelta fra tema chiaro e scuro resta nel tuo browser e non arriva mai a noi.

Se installi il sito come applicazione, le pagine che apri restano copiate sul tuo telefono per poterle rileggere senza rete. Quella copia è tua e sta lì: non ci arriva, e sparisce disinstallando o svuotando i dati del sito. Le risposte generate dall’intelligenza artificiale e le cose che hai salvato non vengono mai copiate.

Se fai l’accesso

Si entra in due modi: con Google, oppure con un indirizzo di posta e una password.

Con email e password. Conserviamo il nome che scrivi, l’indirizzo e, della password, solo un’impronta non reversibile (scrypt, con un sale diverso per ogni conto): la password non la conosciamo e non possiamo leggerla. Alla registrazione ti mandiamo un’email con un collegamento di conferma, che vale un giorno e una volta sola; il conto si apre solo dopo. Se chiedi di reimpostare la password, ti mandiamo un collegamento che vale un’ora. Dopo cinque tentativi sbagliati di fila il conto resta chiuso per un quarto d’ora, e il tempo raddoppia a ogni blocco. Se un giorno entri con Google usando lo stesso indirizzo, già confermato, i due accessi si uniscono nello stesso conto.

Con Google. A Google chiediamo tre ambiti: openid, email e profile. Servono a fare un’area personale che sappia dire chi sei.

Di te riceviamo e conserviamo, quindi:

  • il nome che hai su Google;
  • l’indirizzo di posta, se Google ce lo dà come verificato;
  • l’immagine del profilo — di quella teniamo solo l’indirizzo, perché la fotografia resta sui server di Google e arriva al tuo browser senza passare da noi;
  • il giorno del primo accesso e quello dell’ultimo.

Non riceviamo altro: né la data di nascita, né i contatti, né il calendario, né i file. Quello che Google consegna è esattamente quello che vedi scritto nella sua schermata di consenso.

L’identificativo con cui Google ti riconosce non lo conserviamo com’è: lo trasformiamo in un’impronta irreversibile, ed è quella a dare il nome al tuo archivio. Google, dal canto suo, sa che sei entrato qui — è lui che ti riconosce. Quel passaggio segue le sue regole, non le nostre.

Le sessioni. Di ogni dispositivo da cui sei entrato conserviamo, per trenta giorni dall’ultimo uso, il browser e il sistema («Safari su iPhone»), la data dell’accesso e dell’ultimo uso: mai l’indirizzo IP. Li vedi nella pagina Sicurezza della tua area, da cui puoi chiudere una sessione o tutte le altre.

Gli avvisi. Se nella pagina Notifiche accendi l’avviso, ti scriviamo all’indirizzo del conto quando cambia il testo di una norma che hai messo da parte: una email al giorno al massimo, solo se c’è qualcosa. Per ricordare di che cosa ti abbiamo già scritto conserviamo, per ogni norma, la data della modifica avvisata. L’interruttore parte spento e si spegne da dove si accende. Non mandiamo altro.

Chi gestisce il sito. Per amministrare i conti chi gestisce Iuspedia vede, di ognuno, i dati del conto: nome, indirizzo, tipo di profilo, date di iscrizione e dell’ultimo accesso, come entri, i dispositivi collegati e quanti preferiti e riassunti hai. Il loro contenuto no: preferiti, riassunti e ricerche salvate non si aprono dal pannello di amministrazione. Un conto usato in modo scorretto può essere sospeso — non entra finché non viene riattivato, e i suoi dati restano dove sono — o cancellato. Di ogni intervento resta una riga in un registro interno: la data, chi l’ha fatto e il conto, indicato con il suo identificativo e non con il nome.

Che cosa finisce nei preferiti

Solo quello che aggiungi tu premendo il cuore:

  • il testo della ricerca, o il nome dell’articolo;
  • l’indirizzo della pagina, per riportartici;
  • la spiegazione generata dall’intelligenza artificiale, se hai scelto di tenerla;
  • il giorno in cui l’hai messo da parte.

Non teniamo traccia di che cosa leggi o cerchi: nell’archivio finisce quello che scegli tu, e nient’altro.

Se studi con la sezione studenti

Quando in un programma d’esame segni una parte come studiata o da ripassare, nel conto finisce quale parte e quale segno, nient’altro: serve a ritrovare il tuo avanzamento su ogni dispositivo. Il segno si toglie con lo stesso tasto, e sparisce con il conto.

Se imposti il tuo piano di studio, nel conto salviamo l’ateneo, il corso, l’anno di immatricolazione e l’indirizzo che scegli, e gli esami del piano, con anno, crediti e docente: quello che scrivi o scegli tu, oppure quello che il tuo ateneo indica nel suo catalogo dei corsi. Li vedi solo tu, li cambi o li togli dalla pagina del piano, e spariscono con il conto. L’elenco di atenei e corsi viene dai dati aperti del Ministero dell’università, gli esami e i docenti dai cataloghi pubblici degli atenei; quello che scegli non lo mandiamo a nessuno, nemmeno al tuo ateneo.

Se ci chiedi un argomento, salviamo il testo della richiesta, l’esame da cui è partita e il giorno, senza il tuo nome e senza il tuo indirizzo: non ti risponderemo, ci serve a scegliere che cosa costruire. La richiesta si cancella da sola dopo 12 mesi. Non scriverci dentro dati tuoi: non servono.

I riassunti che scrivi nel foglio di lavoro stanno sul nostro server, accanto al tuo conto: titolo, testo, l’esame a cui si riferiscono e le date. Li vedi solo tu. Il loro testo esce dal nostro server in due casi soli: quando chiedi un suggerimento (qui sotto) e quando premi «Controlla con l’IA», che manda il riassunto e gli articoli che citi agli stessi servizi delle spiegazioni (più in basso). Il controllo delle citazioni lo fa il nostro server sull’archivio; «Spiegamelo» e le domande di ripasso mandano al modello gli articoli di legge, non quello che hai scritto. I riassunti finiscono nel file dei tuoi dati e spariscono con il conto.

Se chiedi un suggerimento (tre al mese), il testo del riassunto fino al cursore, e poche righe dopo, va agli stessi servizi delle spiegazioni, insieme agli articoli e alle massime da cui il suggerimento può attingere. Nel conto salviamo solo quanti suggerimenti hai usato nel mese e la tua risposta all’invito, non il testo che l’IA ha scritto: quello finisce nel tuo riassunto, e lo tieni o lo togli tu.

Se accanto a un riassunto apri una video lezione, del link salviamo solo il link, nel riassunto: il video non passa dal nostro server e non lo conserviamo. Lo manda al tuo browser il sito che lo ospita (YouTube, Vimeo, Google Drive, la piattaforma del tuo ateneo), con il suo lettore e le sue regole sulla privacy; YouTube nella versione senza cookie di profilazione, Vimeo con la richiesta di non tracciare. Il lettore si carica solo quando apri la lezione. Una registrazione dal telefono o dal computer la apre il tuo browser e resta sul tuo dispositivo: non la carichiamo da nessuna parte.

Se confermi la tua mail d’ateneo, ti spediamo un codice a quell’indirizzo, che deve stare nel dominio ufficiale dell’università che hai scelto. Nel conto restano l’indirizzo, l’ateneo e il giorno della conferma; il codice vale mezz’ora e ne teniamo solo un’impronta, che serve a controllarlo. Cambiando ateneo la conferma cade.

Se eserciti: l’area per avvocati

Se scegli il profilo da professionista, nel conto salviamo i dati che scrivi: qualifica, nome, ordine, studio, indirizzo, PEC, telefono e codice fiscale. Servono a salutarti nell’area e a riempire l’intestazione degli atti del formulario.

Se confermi la PEC, ti spediamo un codice a quell’indirizzo con la nostra posta: nel conto restano l’indirizzo e il giorno della conferma, del codice solo un’impronta per mezz’ora. La conferma dice che la casella è tua, non che sei iscritto all’albo: quel registro non possiamo consultarlo. Se cambi la PEC, la conferma cade.

I fascicoli che crei (ufficio, numero di ruolo, parti, eventi, udienze, scadenze, note) e i documenti che carichi stanno sul nostro server, cifrati con AES-256: ogni conto ha una sua chiave, ricavata da una chiave che sta solo nella configurazione del server. Chi copiasse l’archivio non leggerebbe niente; la cifratura non basta invece contro chi gestisce il server, e per questo ti diciamo che cosa facciamo: non li leggiamo, non li mandiamo a nessuno, non li usiamo per nient’altro e non li passiamo all’IA. Ogni documento può pesare fino a 30 MB, e ogni conto ha 500 MB. Ogni apertura, modifica e caricamento finisce nel registro delle operazioni del tuo conto: che cosa e quando, senza indirizzi IP.

Se colleghi la tua PEC, conserviamo indirizzo, nome utente, password e server del gestore, cifrati con una chiave del tuo conto: la password non torna mai al browser. I messaggi si leggono dalla tua casella quando apri la pagina della PEC e non ne teniamo copia, se non di quelli che salvi in un fascicolo. Scollegando la PEC le credenziali si cancellano subito.

I dati dei tuoi clienti che scrivi nei fascicoli li tratti tu, come titolare: noi li conserviamo per conto tuo e solo per mostrarli a te. Fascicoli e registro finiscono nel file dei tuoi dati (i documenti si scaricano uno per uno dalla scheda del fascicolo), e cancellando il conto spariscono tutti, documenti compresi.

Tutti i dettagli sono nell’informativa per i professionisti, nelle condizioni d’uso e nell’accordo sul trattamento dei dati dei clienti, che si accettano all’ingresso dell’area.

Come vuoi vedere il sito

Nel conto finiscono anche le due scelte d’aspetto: il tema — chiaro, scuro, o come il tuo dispositivo — e la dimensione del testo. Stanno lì per una ragione sola: ritrovare il sito com’è a casa quando lo apri dal telefono, senza doverlo ridire.

Le stesse due scelte restano anche nella memoria del tuo browser, dove stavano già prima che l’accesso esistesse: è quello che le fa arrivare corrette al primo istante, prima ancora che il sito sappia chi sei. Non servono a riconoscerti e non vanno da nessuna parte.

Quando chiedi una spiegazione

La spiegazione di un articolo, la risposta a una domanda scritta nella ricerca e gli aiuti del foglio dei riassunti li scrive un modello di intelligenza artificiale esterno. Gli mandiamo la tua domanda, o il riassunto, e il testo degli articoli. I servizi sono due:

  • RatioAI, un nostro programma che gira sullo stesso server del sito. Non conserva le domande: le passa a un modello gratuito di Groq (Stati Uniti) o di Mistral AI (Francia). Groq si impegna per contratto a non usarle per addestrare modelli e può tenerle al massimo trenta giorni, per il funzionamento del servizio e il controllo degli abusi; verso gli Stati Uniti i dati viaggiano con le clausole contrattuali tipo della Commissione europea. Presso Mistral abbiamo disattivato l’uso per l’addestramento.
  • I modelli Gemini di Google, interrogati direttamente. Per chi li usa dall’Unione europea valgono anche sulla fascia gratuita le regole del servizio a pagamento: Google non usa i contenuti per migliorare i suoi prodotti.

Per le spiegazioni degli articoli proviamo prima RatioAI e, se non risponde, Gemini. Per la ricerca e per il foglio dei riassunti, dove conta di più ragionare da giurista, l’ordine è inverso: prima Gemini, poi RatioAI. Se nessuno dei due risponde, il testo non si genera.

Sotto ogni testo compare il nome RatioAI, anche quando l’ha scritto Gemini: è il nome del servizio di intelligenza artificiale del sito nel suo insieme, e i modelli che usa sono quelli elencati qui.

Non mandiamo insieme alla domanda nulla che ti riguardi: né la sessione, né l’impronta, né l’indirizzo da cui scrivi. Ma la domanda in sé la stai mandando fuori, ed è giusto che tu lo sappia prima di scriverci dentro il nome di qualcuno o i dettagli di una vicenda vera.

Quando ci segnali un modello

Se nella pagina del formulario usi «Segnalacelo», ci mandi il tuo nome, il tuo indirizzo email, l’oggetto e il testo della richiesta. Li usiamo solo per valutare il modello che chiedi e per risponderti: la richiesta arriva per posta elettronica alla nostra casella, e a te arriva una ricevuta. Niente newsletter, niente pubblicità, nessuna lista. Non conserviamo l’indirizzo da cui scrivi.

La richiesta resta nel nostro archivio per 12 mesi, poi si cancella da sola. Il presupposto giuridico è rispondere a una richiesta che fai tu (art. 6, par. 1, lett. b del Regolamento UE 2016/679).

I tuoi diritti

Nella tua area hai tutto in mano, senza scrivere a nessuno e senza aspettare risposta: il tasto per togliere un preferito, quello per toglierli tutti, quello per scaricare in un file tutto ciò che l’archivio contiene su di te — profilo, preferiti, spiegazioni conservate, preferenze, segni sui programmi d’esame, piano di studio e riassunti, così com’è scritto sul disco — e quello per cancellare il conto. Cancellare il conto fa sparire nome, indirizzo, immagine, preferenze, preferiti, piano di studio e riassunti: non teniamo una copia «per sicurezza» e non c’è un cestino da cui ripescare.

Il regolamento europeo ti dà il diritto di sapere che cosa conserviamo, di chiederne copia, di correggerlo, di cancellarlo e di opporti al trattamento: si scrive a info@iuspedia.it. Se ritieni che qualcosa non vada, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali. Il presupposto giuridico è l’esecuzione del servizio che hai chiesto tu (art. 6, par. 1, lett. b del Regolamento UE 2016/679).

Chi risponde di tutto questo

Titolare del trattamento: Iuspedia — progetto personale, non una società. Si scrive a info@iuspedia.it.

Il sito sta su un server in Unione europea. Non comunichiamo dati ad altri, con tre eccezioni: ciò che parte verso i modelli di IA quando chiedi una spiegazione o, nel foglio dei riassunti, un suggerimento o il controllo con l’IA; e, solo se hai acconsentito, ciò che il codice di Google Ads manda a Google (sopra, «Gli annunci su Google») e ciò che i banner animati mandano ad Awin, a Google e agli inserzionisti (sopra, «I banner animati»). Non vendiamo niente a nessuno: non c’è niente da vendere.