Corte di cassazione · Massimario

Lavoro

Voce 103 della classificazione del Massimario

238 massime, da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 31 maggio 2026

Pagina 1 di 5 delle massime

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  • Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni)231 massime
  • Lavoro autonomo (nozione, caratteri, distinzioni)5 massime
  • In materia di navigazione marittima ed aerea3 massime

Massime della Corte di cassazione

238 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 17102/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Contratto collettivo › Interpretazione

    Periodo di comporto - Art. 31, lett. B, comma 4, c.c.n.l. Chimici-Coibenti - Esclusione delle assenze per terapie cd salvavita - Interpretazione - Estensione anche alle assenze per recupero dagli effetti inabilitanti connessi - Sussistenza - Fattispecie.

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Diritto alla conservazione del posto › Infortuni e malattie › Comporto

    In tema di periodo di comporto, l'art. 31, lett. B, comma 4, del c.c.n.l. Chimici-Coibenti, nell'escludere dal computo delle assenze per malattia rilevanti i giorni richiesti per la somministrazione di terapie cd. salvavita, deve essere interpretato nel senso di ricomprendere nell'esclusione non solo i giorni di effettiva somministrazione della terapia, ma anche quelli immediatamente successivi necessari al recupero dagli effetti inabilitanti da essa direttamente derivanti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva escluso dal periodo di comporto, oltre ai giorni di somministrazione della chemioterapia, anche i periodi successivi di terapia domiciliare e di riposo necessari per il recupero dagli effetti collaterali, accertati sulla base di certificazione medica).

    Rv. 678750-01Rassegna di maggio 2026, p. 212Art. 2110 c.c. · Art. 1362 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 17130/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Costituzione del rapporto › Assunzione › Assunzione in prova › Recesso

    Pensione anticipata - Lavoratori cd. "precoci" - Requisiti - Stato di disoccupazione a seguito di licenziamento - Licenziamento per esito negativo della prova ex art. 2096 c.c. - Inclusione - Sussistenza.

    In tema di pensione anticipata in favore dei lavoratori c.d. "precoci", ex art. 1, comma 199, lett. a) della l. n. 232 del 2016 (ossia coloro che vantano almeno dodici mesi di contributi effettivi prima del compimento del diciannovesimo anno di età e si ritrovano in stato di disoccupazione prima del raggiungimento del requisito anagrafico, avendo altresì terminato da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione, per i quali il requisito contributivo è ridotto a quarantuno anni), la condizione del lavoratore che si trova in stato di disoccupazione a seguito del recesso datoriale per esito negativo della prova, ex art. 2096, ove non sia contestata la validità del patto né la legittimità del recesso, integra il requisito richiesto per accedere al trattamento di quiescenza, trattandosi di licenziamento, seppure discrezionale e senza obbligo di fornire motivazione.

    Classificata anche sotto: Previdenza (assicurazioni sociali) › Assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti

    Rv. 678759-01Rassegna di maggio 2026, p. 213Art. 2096 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 16525/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Periodo di riposo › Ferie annuali

    In tema di indennità sostitutiva delle ferie non godute, l'art. 1, comma 55, della l. n. 228 del 2012 si interpreta nel senso che spetta al personale docente con incarico di supplenza breve e saltuaria o docenza fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche il trattamento economico sostitutivo per i giorni non goduti entro il termine dell'anno scolastico e comunque dell'ultimo contratto stipulato nel corso del medesimo anno, nei limiti della differenza tra i giorni spettanti e quelli di sospensione delle lezioni indicate dai calendari scolastici regionali che ricadono tra l'inizio e la fine delle lezioni, in cui è consentito, ex lege, fruirne, senza necessità di apposito avviso del dirigente scolastico, necessario, invece, per il periodo ricompreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno, in quanto normalmente destinato a scrutini, esami ed attività valutative. (Principio enunciato ai sensi dell'art. 363-bis c.p.c.).

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico

    Rv. 679373-01Rassegna di maggio 2026, p. 210Art. 74 Testo unico vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e gradoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 16525/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Periodo di riposo › Ferie annuali

    In tema di indennità sostitutiva delle ferie non godute, l'art. 1, comma 55, della l. n. 228 del 2012 si interpreta nel senso che spetta al personale docente con incarico di supplenza breve e saltuaria o docenza fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, il trattamento economico sostitutivo per le giornate di riposo di cui alla l. n. 937 del 1977 non godute entro il termine dell'anno scolastico e comunque dell'ultimo contratto stipulato nel corso del medesimo anno, nei limiti della differenza tra i giorni spettanti e quelli di sospensione delle lezioni indicate dai calendari scolastici regionali che ricadono tra l'inizio e la fine delle lezioni, in cui è consentito, ex lege, fruirne, senza necessità di apposito avviso del dirigente scolastico, necessario, invece, per il periodo ricompreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno, in quanto normalmente destinato a scrutini, esami ed attività valutative. (Principio enunciato ai sensi dell'art. 363-bis c.p.c.).

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico

    Rv. 679373-02Rassegna di maggio 2026, p. 211Art. 1 Attribuzione di giornate di riposo ai dipendenti delle pubbliche amministrazioniDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 16394/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro › Tutela delle condizioni di lavoro

    Morte ad eziologia lavorativa - Diritto al risarcimento del danno - Azione proposta dagli eredi - Prescrizione - Decorrenza - Morte del de cuius - Esclusione - Momento della percepibilità della dipendenza da causa di servizio - Sussistenza - Fattispecie.

    In caso di morte del lavoratore conseguente a patologia contratta nel corso del rapporto di lavoro, la prescrizione del diritto dei superstiti al risarcimento del danno decorre, tanto con riguardo alle pretese risarcitorie avanzate iure proprio quanto con riguardo a quelle vantate iure hereditatis - ferma restando la diversa durata del termine prescrizionale (quinquennale nel primo caso e decennale nel secondo) - non già dall'evento morte del de cuius, bensì dal momento della conoscenza o della conoscibilità, da parte dei medesimi, dell'eziologia lavorativa del decesso. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva dichiarato prescritta l'azione risarcitoria proposta dagli eredi del lavoratore, individuando il dies a quo nel giorno della morte del lavoratore anziché nella data della sentenza che aveva riconosciuto la contestata dipendenza del decesso da causa di servizio).

    Classificata anche sotto: Prescrizione civile › Decorrenza

    Rv. 679308-01Rassegna di maggio 2026, p. 210Art. 2087 c.c. · Art. 2935 c.c. · Art. 2943 c.c. · Art. 2946 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 16220/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro › Mansioni › Comandi e distacchi

    Il "comando" previsto dall'art. 6 della l. n. 152 del 2001 – il quale consente l'utilizzo, da parte degli istituti di patronato e di assistenza sociale, di lavoratori dipendenti delle organizzazioni promotrici se da queste "comandati" - non è riconducibile all'istituto di matrice pubblicistica, in quanto non coinvolge pubbliche amministrazioni, essendo soggetti di diritto privato sia gli istituti di patronato che le loro organizzazioni promotrici, e non viene disposto con provvedimento di natura amministrativa del beneficiario, né nel suo esclusivo interesse; ne consegue che all'organizzazione promotrice non spetta il rimborso delle spese sostenute per il proprio personale comandato, atteso che tale diritto non è previsto dalla l. n. 152 del 2001 né può trovare base normativa in disposizioni, quali l'art. 70, comma 12, del d.lgs. n. 165 del 2001, che lo prevedono in relazione al comando di diritto pubblico. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che, ricondotta la fattispecie all'istituto del distacco privatistico di cui all'art. 30 del d.lgs. n. 276 del 2003, ha escluso il diritto al rimborso dell'organismo promotore relativamente al comando di tre lavoratori presso un istituto di patronato).

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico

    Rv. 679309-01Rassegna di maggio 2026, p. 207Art. 6 Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale · Art. 70 TU pubblico impiegoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 15678/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Licenziamento individuale › Disciplinare

    Licenziamento disciplinare - Accertamento dei fatti contenuto in sentenza penale - Nuova valutazione nel giudizio civile - Ammissibilità - Limiti - Riqualificazione della condotta contestata - Accertamento del nucleo centrale dei fatti - Rilevanza - Fondamento.

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Licenziamento individuale › Per giusta causa

    In tema di licenziamento disciplinare nel pubblico impiego, il giudice civile può autonomamente utilizzare e rivalutare, ai fini della responsabilità disciplinare, gli accertamenti di fatto compiuti in sede penale, anche se contenuti in una sentenza non passata in giudicato, attesa la diversità dei presupposti delle due forme di responsabilità, con la conseguenza che non viola il principio di immutabilità della contestazione la diversa qualificazione giuridica della condotta contestata - nella specie, da concussione a corruzione -, ove il nucleo essenziale dei fatti addebitati, autonomamente considerato, resti accertato e risulti disciplinarmente rilevante e idoneo a fondare la sanzione.

    Rv. 679199-01Rassegna di maggio 2026, p. 206Art. 2119 c.c. · Art. 2697 c.c. · Art. 55-bis TU pubblico impiego · Art. 55-quater TU pubblico impiego e altri 3Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 15429/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Costituzione del rapporto › Durata del rapporto › A tempo determinato

    L'indennità risarcitoria di cui all'art 32, comma 5, l. n. 183 del 2010, ratione temporis vigente, esaurisce i danni subiti dal lavoratore nei periodi di allontanamento dal lavoro per effetto dell'indebita frammentazione del rapporto, mentre, con riferimento ai periodi lavorati, egli ha diritto a essere regolarmente retribuito e al computo unitario di tali periodi ai fini dell'anzianità di servizio e della maturazione degli scatti di anzianità, non potendo la liquidazione del "danno comunitario" limitare il diritto alle differenze retributive, che discende dal principio secondo cui il rapporto di lavoro subordinato instaurato con un ente pubblico non economico, anche se affetto da nullità perché vietato da norma imperativa, rientra nella sfera di applicazione dell'art. 2126 c.c.. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, in un caso di reiterazione di contratti di lavoro autonomo dissimulanti un rapporto di lavoro subordinato, aveva riconosciuto al lavoratore le differenze retributive maturate, in relazione al corretto inquadramento giuridico, ex art. 2126 c.c.).

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Accesso ai pubblici impieghi in genere

    Rv. 678721-01Rassegna di maggio 2026, p. 202Art. 36 TU pubblico impiego · Art. 32 Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile · Art. 28 jobs act · Art. 2126 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 14632/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Per mutuo consenso dimissioni

    Emergenza da Covid-19 - Lavoratori esercenti professioni sanitarie - Rifiuto di adempiere l'obbligo vaccinale - Sospensione del rapporto - Impossibilità sopravvenuta della prestazione per inidoneità del lavoratore - Configurabilità - Esclusione - Dimissioni in pendenza del periodo di sospensione - Obbligo di preavviso - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di emergenza da Covid-19, la sospensione del rapporto di lavoro per rifiuto, da parte degli esercenti le professioni sanitarie, di adempiere all'obbligo vaccinale previsto dall'art. 4, comma 1, del d.l. n. 44 del 2021, conv. con modif. dalla l. n. 76 del 2021, non integra un'ipotesi di impossibilità sopravvenuta della prestazione dovuta a inidoneità del lavoratore che, in base ai principi generali di cui agli artt. 1463 e 1464 c.c., giustifica le dimissioni senza obbligo di preavviso, essendo tale rifiuto frutto di una scelta reversibile in ogni momento previo adempimento dell'obbligo, sicché, permanendo l'astratta possibilità di un rientro immediato del lavoratore sul posto di lavoro, permane altresì l'interesse del datore a conoscerne la diversa intenzione con adeguato preavviso e trova applicazione l'art. 2118 c.c..

    Rv. 678738-01Rassegna di maggio 2026, p. 198Art. 1218 c.c. · Art. 1463 c.c. · Art. 1464 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 14591/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Associazioni sindacali › Immunità › Sindacati (postcorporativi) › Libertà sindacale › Repressione della condotta antisindacale

    Regolamento di Ateneo - Designazione di componente del Comitato unico di garanzia (C.U.G.) - Previsione di incompatibilità con la carica di rappresentante sindacale - Lesione delle prerogative sindacali - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di repressione della condotta antisindacale, la norma del Regolamento di Ateneo di un'Università che stabilisce l'incompatibilità tra la carica di rappresentante sindacale e quella di componente del Comitato unico di garanzia (C.U.G.) comporta una lesione delle prerogative sindacali, perché tale limite non è previsto dalla legge, ponendosi in contrasto con l'art. 57 del d.lgs. n. 165 del 2001 - che, da un lato, non prevede alcuna delega alla P.A. in tema di individuazione di ipotesi di incompatibilità per la nomina e, dall'altro, consente una designazione libera dei componenti del CUG da parte delle organizzazioni sindacali, senza alcuna possibilità di interferenza da parte della P.A. stessa - e non è rispondente ad alcuna reale esigenza che lo giustifichi.

    Rv. 678744-01Rassegna di maggio 2026, p. 196Art. 57 TU pubblico impiego · Art. 28 statuto dei lavoratoriDove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da Iuspedia.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 197/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nel testo antecedente alla modifica normativa introdotta con l'art. 2, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 30 gi…

  • Sentenza n. 111/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 6 Licenziamenti individuali

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), nella parte in cui non prevede che, se al momento della ricezione della comunicazione del licenziamento o in pendenza del termine di sessanta giorni previsto per la sua impugnazione, anche extragiudiziale, il lavoratore versi in condizione di incapacità di int…

  • Sentenza n. 128/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 3 tutele crescenti

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), nella parte in cui non prevede che si applichi anche nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo in cui sia direttamente dimost…

  • Sentenza n. 22/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2 tutele crescenti

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), limitatamente alla parola «espressamente». Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 gennaio 2024.…

  • Sentenza n. 125/2022Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 18 statuto dei lavoratori · Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma…

  • Sentenza n. 59/2021Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 18 statuto dei lavoratori · Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma…

  • Sentenza n. 212/2020Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 32 Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile · Art. 6 Licenziamenti individuali

    Questione giudicata anche su: Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, secondo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), come sostituito dall'art. 32, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi a…

  • Sentenza n. 232/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni s…

  • Sentenza n. 194/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 3 tutele crescenti

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183) - sia nel testo originario sia nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (Disposizioni urgenti per la dignit…

  • Sentenza n. 15/2017Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 20, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui prevede ch…

  • Sentenza n. 7/2017Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito con modificazioni dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui prevede che le so…

  • Sentenza n. 213/2016Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 33 Legge 104

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), come modificato dall'art. 24, comma 1, lettera a), della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di…

  • Sentenza n. 129/2016Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 16, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui non preved…

  • Sentenza n. 125/2015Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con i ricorsi indicati in epigrafe; riuniti i giudizi, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 15, comma 13, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito, con…

  • Sentenza n. 79/2014Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale del terzo periodo del comma 2 dell'art. 16 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella…

  • Sentenza n. 203/2013Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stab…

  • Sentenza n. 246/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), come modificato dall'art. 2, comma 159, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni,…

  • Sentenza n. 124/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), nel testo vigente prima dell'entrata in vigore dell'art. 40 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttiv…

  • Sentenza n. 19/2009Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assen…

  • Sentenza n. 158/2007Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede, in via prioritaria rispetto agli altri congiunti indicati dalla norma, anche per il coniuge c…

  • Sentenza n. 233/2005Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazion…

  • Sentenza n. 427/1989Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 7 statuto dei lavoratori

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 7, secondo e terzo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), nella parte in cui è esclusa la loro applicabilità al licenziamento per motivi disciplinari irrogato da imprenditor…

  • Sentenza n. 1103/1988Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 48 Istituzione del servizio sanitario nazionale

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Liguria, riapprovata il 25 marzo 1985, dal titolo "Collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale dei medici inseriti nelle graduatorie previste dagli accordi nazionali di cui all'art. 48 della legge 23 dicembre 1978 n. 833". Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il…

  • Sentenza n. 616/1987Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2109 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 2109 cod. civ. nella parte in cui non prevede che la malattia insorta durante il periodo feriale ne sospenda il decorso. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1987. Il Presidente: SAJA Il redattore: GRECO Depositata in cancelleria il 30 dic…

  • Sentenza n. 204/1982Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 7 statuto dei lavoratori

    Questione giudicata anche su: Art. 18 statuto dei lavoratori

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 738 e 758 R.O. 1976, 38, 39, 57 e 168 R.O. 1977, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dei commi primo, secondo e terzo dell'art. 7 (sanzioni disciplinari) l. 20 maggio 1970, n. 300 (norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento),…

  • Sentenza n. 189/1980Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 2109 c.c. · Art. 2096 c.c.

    Questione giudicata anche su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: 1. - dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2096, terzo comma, cod. civ. nella parte in cui non riconosce il diritto alla indennità di anzianità di cui agli artt. 2120 e 2121 stesso codice, al lavoratore assunto con patto di prova nel caso di recesso dal contratto durante il periodo di prova medesimo. 2. - Ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 dichiara…

  • Sentenza n. 75/1968Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, primo Comma, del Codice civile, nella parte in cui, nel caso di cessazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclude il diritto del prestatore di lavoro ad un'indennità proporzionale agli anni di servizio, allorquando la cessazione stessa derivi dal licenziamento per colpa di lui o da dimissioni volontarie. Così…

  • Sentenza n. 66/1963Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2109 c.c.

    Dispositivo: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 2109, secondo comma, del Codice civile, limitatamente all'inciso "dopo un anno di ininterrotto servizio", in riferimento all'art. 36, terzo comma, della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 maggio 1963. GASPARE AMBROSINI - GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO - ANTONINO PAP…

  • Sentenza n. 85/2026Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2946 c.c.

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 20, comma 6, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 (Riordino del servizio nazionale della riscossione, in attuazione della delega prevista dalla legge 28 settembre 1998, n. 337), sollevate, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 97 e 111 della Costituzione, dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grad…

  • Ordinanza n. 155/2024Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 32 Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il…

Se ne mostrano 30 su 157: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 12, da gennaio 2025 a maggio 2026. Fonti e metodologia

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