Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Sanzioni amministrative

Applicazione

Sottovoce della voce 254 nella classificazione del Massimario

35 massime, da pronunce dal 6 aprile 2025 al 25 maggio 2026

Massime della Corte di cassazione

35 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16093/2026

    Opposizione

    Mancata comparizione dell'opponente - Convalida del provvedimento sanzionatorio impugnato - Presupposti di legittimità - Obbligo di motivazione - Sussistenza - Modalità - Fondamento - Sindacabilità in Cassazione - Limiti.

    In tema di giudizio di opposizione a sanzioni amministrative, l'ordinanza con la quale il giudice convalida il provvedimento impugnato per mancata comparizione alla prima udienza dell'opponente, che non abbia fatto pervenire tempestiva notizia di un suo legittimo impedimento, è sufficientemente motivata ove il giudice dia espressamente atto di aver valutato la documentazione prodotta, ritenendola inidonea ad incidere sulla valenza della pretesa sanzionatoria, senza necessità di una specifica disamina di ciascuna delle censure rivolte al provvedimento impugnato, cosicché, ove il provvedimento di convalida risponda a tali requisiti, resta esclusa la possibilità di sindacarne, in cassazione, la fondatezza ovvero la persuasività sotto il profilo della completezza e dell'esattezza, poiché solo la motivazione apparente o comunque avulsa dalle risultanze documentali costituisce vizio rilevabile in sede di legittimità.

    Rv. 678927-01Rassegna di maggio 2026, p. 108 ↗Art. 111 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 15440/2026

    Pronuncia penale su fattispecie di cui all'art. 171-ter, l. n. 633 del 1941 - Successiva irrogazione di sanzione amministrativa ex art. 174-bis della stessa legge per i medesimi fatti - Doppio binario punitivo - Ne bis in idem - Violazione - Sussistenza - Cd. doppia pregiudizialità - Prerogative rimediali del giudice comune - Contenuto.

    In tema di diritto d'autore, la definizione del procedimento penale per una delle violazioni previste dall'art. 171-ter della l. n. 633 del 1941 preclude l'irrogazione, per i medesimi fatti, della sanzione amministrativa prevista dall'art. 174-bis della stessa legge, attesa la comune natura punitiva delle relative sanzioni e la conseguente violazione del principio del ne bis in idem derivante dalla loro autonoma applicazione. Ne consegue che, nell'ambito del sistema del doppio binario sanzionatorio, spetta al giudice valutare, in presenza di contemporanea violazione della Costituzione e del diritto unionale (cd. doppia pregiudizialità), se sollevare questione di legittimità costituzionale ovvero disapplicare la normativa interna incompatibile con il diritto dell'Unione. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato la pronuncia impugnata e deciso la causa nel merito, dando atto dell'improseguibilità del giudizio di accertamento dell'illecito amministrativo sulla scorta dell'interpretazione del sistema di tutela integrata dei diritti fondamentali operata dalla Corte costituzionale - con riferimento all'ipotesi di preventiva emanazione di sentenza penale definitiva - nella pronuncia n. 149 del 2022).

    Rv. 679105-01Rassegna di maggio 2026, p. 94 ↗Art. 117 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 14193/2026

    Opposizione

    Opposizione giudiziaria ad ordinanza ingiunzione - Art. 16 del d.lgs. n. 124 del 2004, così come riformulato ai sensi del d.lgs. n. 149 del 2015 - Entrata in vigore della riformulazione - Effetto interruttivo del decorso del termine di decadenza ad opera del ricorso amministrativo - Esclusione - Rilevanza per i ricorsi amministrativi definiti a cavallo dell’entrata in vigore - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie.

    In tema di opposizione ad ordinanza ingiunzione in materia di lavoro e previdenza, la riformulazione dell'art. 16 del d.lgs. n. 124 del 2004 operata dal d.lgs. n. 149 del 2015 - che ha fatto venir meno l'effetto interruttivo-sospensivo del decorso del termine di decadenza fino alla definizione, anche con il silenzio-rigetto, del procedimento amministrativo, che la previgente disciplina ricollegava alla proposizione del ricorso amministrativo - è applicabile, in forza del principio tempus regit actum, trattandosi di norma processuale, anche ai ricorsi amministrativi proposti in data antecedente alla sua entrata in vigore, fissata a decorrere dall'1° gennaio 2017, che a tale data non fossero stati ancora decisi o per i quali non fosse ancora decorso il termine di 60 giorni per la formazione del silenzio-rigetto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto inammissibile, in quanto tardiva, l'opposizione ad ordinanza ingiunzione proposta con ricorso giudiziario depositato in data 6 marzo 2017, ossia oltre i trenta giorni decorrenti dal 1° gennaio 2017, non essendosi ancora formato il silenzio-rigetto sul ricorso amministrativo del 9 dicembre 2016).

    Rv. 679216-01Rassegna di maggio 2026, p. 193 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12790/2026

    In tema di sanzioni amministrative in materia di scarichi di acque reflue urbane, la linea di demarcazione tra scolmatore lecitamente funzionante e scarico va individuata nelle modalità di attivazione del primo, che integra un sistema di emergenza idraulica solo se connesso a fenomeni meteorici eccezionali, mentre la sua utilizzazione in condizioni climatiche normali, quale strumento ordinario di gestione del refluo, lo riconduce alla nozione di scarico illecito, in contrasto con la disciplina interna e con i principi eurounitari che impongono, in condizioni ordinarie, la raccolta e il trattamento della totalità delle acque reflue urbane.

    Classificata anche sotto: Acque

    Rv. 677941-01Rassegna di maggio 2026, p. 71 ↗Art. 124 t.u.a. · Art. 133 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12792/2026

    Sanzioni amministrative - Acque reflue - Campionamento e analisi - Natura non cogente delle modalità tecniche - Nullità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di sanzioni amministrative in materia di scarichi, le modalità tecniche di campionamento e analisi previste dalla normativa di settore non hanno carattere cogente, sicché la loro inosservanza, in assenza di espressa previsione di invalidità, non determina la nullità delle operazioni, le quali hanno funzione meramente strumentale all'accertamento del rispetto dei limiti di emissione, da compiersi sulla base della complessiva valutazione degli elementi acquisiti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva ritenuto illegittima l'ordinanza- ingiunzione per il mancato rispetto della "raccomandazione" relativa al tempo massimo di conservazione del campione di "Escherichia Coli" di 18 ore, senza considerare l'"obbligo", ritenuto congruo ai fini dell'attendibilità delle analisi, del diverso termine di 24 ore).

    Rv. 677987-01Rassegna di maggio 2026, p. 72 ↗Art. 101 t.u.a. · Art. 133 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 10615/2026

    Ordinanza › Procedimento › Competenze

    In tema di insider trading secondario, la violazione amministrativa non richiede un collegamento causale orientato tra la conoscenza posseduta e la comunicazione ad opera di un informatore qualificato, bensì il nesso eziologico tra il possesso dell'informazione e l'utilizzo di essa mediante operazioni su strumenti finanziari, cosicché l'assoluzione o l'archiviazione, in sede penale, a favore dell'insider primario, non fa venir meno l'illecito amministrativo di cui risponde l'insider secondario ed è perciò priva di effetti nel giudizio di opposizione alle sanzioni amministrative inflitte a quest'ultimo dall'autorità di vigilanza.

    Classificata anche sotto: Borsa

    Rv. 677919-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 171 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 9645/2026

    Opposizione › Procedimento › Competenza

    In tema di opposizione all'esecuzione esattoriale, qualora il debitore contesti l'unitaria pretesa esecutiva azionata mediante intimazione di pagamento su plurime cartelle, sussiste, ai fini dell'applicazione dell'art. 97 c.p.c., un interesse comune tra l'agente della riscossione e gli enti impositori che abbiano partecipato al giudizio in funzione difensiva rispetto alla medesima pretesa, indipendentemente dalla distinzione dei rispettivi ruoli sul piano sostanziale o dall'imputabilità dell'esito della lite a condotte riferibili all'uno o all'altro; con la conseguenza che la condanna solidale alle spese di lite costituisce corretta applicazione anche solo del principio di causalità, restando irrilevanti, nei rapporti con il debitore vittorioso, le questioni attinenti al riparto interno delle responsabilità tra ente creditore ed esattore.

    Classificata anche sotto: Spese giudiziali civili › Condanna alle spese

    Rv. 677582-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 261 ↗Art. 97 c.p.p. · Art. 615 c.p.c. · Art. 91 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 8057/2026

    Opposizione › Procedimento

    Deposito di documenti strettamente connessi all'impugnazione da parte dell'amministrazione - Termine ex art. 7, comma 7, del d.lgs. n. 150 del 2011 - Natura perentoria - Esclusione - Deposito di altri documenti - Applicabilità del termine perentorio di cui all'art. 416 c.p.c.

    Il termine ex art. 7, comma 7, del d.lgs. n. 150 del 2011 per il deposito di documenti strettamente connessi all'impugnazione da parte dell'amministrazione non è perentorio, in assenza di espressa previsione, a differenza di quello ex art. 416 c.p.c., che si applica agli altri documenti in virtù del richiamo operato dal comma 1 del medesimo art. 7.

    Rv. 677497-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 149 ↗Art. 416 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 3281/2026

    Procedimento sanzionatorio della Consob ex art. 195 del d.lgs. n. 58 del 1998 - Accesso agli atti - Diniego - Atti non rilevanti ai fini del procedimento sanzionatorio - Violazione del diritto generalizzato di accesso - Insussistenza - Richiesta di ostensione dei documenti di indagine - Contenuto.

    In tema di sanzioni amministrative irrogate dalla Consob ex art. 195 del d.lgs. n. 58 del 1998, non viola il diritto di accesso dell'interessato il rifiuto all'ostensione di documenti secondari - acquisiti nel corso dell'ispezione e non utilizzati dall'amministrazione per fondare gli addebiti - in quanto neppure astrattamente la loro messa a disposizione risulta funzionale a garantire il diritto di difesa del ricorrente, la cui istanza di accesso deve essere circoscritta e mirata, fornendo indizi precisi e concordanti circa l'oggetto degli atti e la loro pertinenza rispetto al procedimento civile nel quale devono essere utilizzati.

    Rv. 677306-01Rassegna di febbraio 2026, p. 54 ↗Art. 22 l. 241/1990 · Art. 4 Testo unico intermediazione finanziaria · Art. 195 Testo unico intermediazione finanziariaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 2158/2026

    Opposizione › Procedimento › Competenza

    Le opposizioni avverso le sanzioni applicate in relazione alle violazioni di cui all'art. 1, comma 2- sexies del d.l. n. 130 del 2020 (convertito nella l. n. 173 del 2020), vigente ratione temporis, commesse dal comandante della nave o dall'armatore, si propongono davanti al Tribunale quando è stata applicata una sanzione di natura diversa da quella pecuniaria, sola o congiunta a quest'ultima, anche nel caso in cui la sanzione accessoria sia stata emessa e notificata in un momento diverso da quello della notifica della sanzione pecuniaria contenuta nella ordinanza- ingiunzione, in considerazione dell'unità del precetto in materia di illecito amministrativo ed al fine di salvaguardare la coerenza del sistema sanzionatorio e del sistema processual-civilistico, non essendo predeterminata dalla legge una specifica scansione temporale tra le due sanzioni. (Nella fattispecie, nei confronti di una motonave impegnata nelle attività di salvataggio ed assistenza dei migranti naufraghi nel Mar Mediterraneo, era stata irrogata dapprima la sanzione accessoria del fermo amministrativo e successivamente la sanzione principale pecuniaria).

    Rv. 676948-01Rassegna di febbraio 2026, p. 42 ↗Art. 22 Modifiche al sistema penaleDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗ e maggio 2026 ↗.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

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  • Ordinanza n. 380/2008Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 18 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Giudice di pace di Sorgono, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 novembre…

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    Questione giudicata su: Art. 22 Modifiche al sistema penale

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  • Ordinanza n. 297/2007Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 86 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 49, 57 e 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), e degli artt. 2 e 19 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 dell…

  • Ordinanza n. 161/2007Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 86 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 103 e 113 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Sicilia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della…

  • Ordinanza n. 5/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 22 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 82 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37 (Norme integrative e di attuazione del R.D.L. 27 novembre 1993, n. 1578, sull'ordinamento della professione di avvocato e di procuratore) e dell'art. 330 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della C…

  • Ordinanza n. 149/2006Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 86 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dall'art. 1, comma 1, lettera q), del decreto legislativo 27 aprile 2001, n. 193 (Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 26 febbraio 1999, n. 46, e 13 aprile 1999, n.…

  • Ordinanza n. 318/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 86 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 86, comma 1, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera q), del decreto legislativo 27 aprile 2001, n. 193 (Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 26 febbraio 1999, n. 46, e 13 aprile…

  • Ordinanza n. 226/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 18 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 giugno 2005. F.to: Fernanda CONTRI…

  • Ordinanza n. 130/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 23 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 23, comma undicesimo, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) – richiamato dall'art. 204-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) –, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 111, comma secondo, della Costituzione, dal Giudic…

  • Ordinanza n. 114/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 22 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) e 204-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Roma, sezione distaccata di Ostia, co…

  • Ordinanza n. 363/2004Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 22 Modifiche al sistema penale · Art. 23 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti al Giudice di pace di Roma ed al Giudice di pace di Cesena. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 novembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Annibale MARINI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 25 novembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA

  • Ordinanza n. 188/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 86 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 42 della Costituzione, dal Tribunale di Sulmona con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nell…

  • Ordinanza n. 189/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 86 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 86, commi 1 e 2, e 91-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 53 e 97 della Costituzione, dal Giudice di pace di Bianco con le ordinanze in epigrafe…

  • Ordinanza n. 130/2004Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 22 Modifiche al sistema penale · Art. 23 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: a) dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 24 novembre 1989, n. 689 (Modifiche al sistema penale), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 111, secondo comma, e 113 della Costituzione, dal Giudice di pace di Orbetello, con l'ordinanza in epigrafe; b) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costitu…

  • Ordinanza n. 61/2004Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 22 Modifiche al sistema penale

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Bovino, con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'ar…

Se ne mostrano 30 su 55: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 12, da gennaio 2025 a maggio 2026. Fonti e metodologia

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