Codice dell’ambiente

Art. 124 t.u.a. — criteri generali

Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati. L'autorizzazione e' rilasciata al titolare dell'attivita' da cui origina lo scarico. Ove uno o piu' stabilimenti conferiscano, tramite condotta, ad un terzo soggetto, titolare dello scarico finale, le acque reflue provenienti dalle loro attivita', oppure qualora tra piu' stabilimenti sia costituito un consorzio per l'effettuazione in comune dello scarico delle acque reflue provenienti dalle attivita' dei consorziati, l'autorizzazione e' rilasciata in capo al titolare dello scarico finale o al consorzio medesimo, ferme restando le responsabilita' dei singoli titolari delle attivita' suddette e del gestore del relativo impianto di depurazione in caso di violazione delle disposizioni della parte terza del presente decreto. Il regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, servite o meno da impianti di depurazione delle acque reflue urbane, e' definito dalle regioni nell'ambito della disciplina di cui all'articolo 101, commi 1 e 2. In deroga al comma 1, gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi nell'osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato ed approvati ((dall'ente di governo dell'ambito)). Il regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue termali e' definito dalle regioni; tali scarichi sono ammessi in reti fognarie nell'osservanza dei regolamenti emanati dal gestore del servizio idrico integrato ed in conformita' all'autorizzazione rilasciata ((dall'ente di governo dell'ambito)). Le regioni disciplinano le fasi di autorizzazione provvisoria agli scarichi degli impianti di depurazione delle acque reflue per il tempo necessario al loro avvio ((oppure, se gia' in esercizio, allo svolgimento di interventi, sugli impianti o sulle infrastrutture ad essi connesse, finalizzati all'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, ovvero al potenziamento funzionale, alla ristrutturazione o alla dismissione)). Salvo diversa disciplina regionale, la domanda di autorizzazione e' presentata alla provincia ovvero ((all'ente di governo dell'ambito)) se lo scarico e' in pubblica fognatura. L'autorita' competente provvede entro novanta giorni dalla ricezione della domanda. Salvo quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, l'autorizzazione e' valida per quattro anni dal momento del rilascio. Un anno prima della scadenza ne deve essere chiesto il rinnovo. Lo scarico puo' essere provvisoriamente mantenuto in funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nella precedente autorizzazione, fino all'adozione di un nuovo provvedimento, se la domanda di rinnovo e' stata tempestivamente presentata. Per gli scarichi contenenti sostanze pericolose di cui all'articolo 108, il rinnovo deve essere concesso in modo espresso entro e non oltre sei mesi dalla data di scadenza; trascorso inutilmente tale termine, lo scarico dovra' cessare immediatamente. La disciplina regionale di cui al comma 3 puo' prevedere per specifiche tipologie di scarichi di acque reflue domestiche, ove soggetti ad autorizzazione, forme di rinnovo tacito della medesima. Per gli scarichi in un corso d'acqua nel quale sia accertata una portata naturale nulla per oltre centoventi giorni annui, oppure in un corpo idrico non significativo, l'autorizzazione tiene conto del periodo di portata nulla e della capacita' di diluizione del corpo idrico negli altri periodi, e stabilisce prescrizioni e limiti al fine di garantire le capacita' autodepurative del corpo ricettore e la difesa delle acque sotterranee. In relazione alle caratteristiche tecniche dello scarico, alla sua localizzazione e alle condizioni locali dell'ambiente interessato, l'autorizzazione contiene le ulteriori prescrizioni tecniche volte a garantire che lo scarico, ivi comprese le operazioni ad esso funzionalmente connesse, avvenga in conformita' alle disposizioni della parte terza del presente decreto e senza che consegua alcun pregiudizio per il corpo ricettore, per la salute pubblica e l'ambiente. Le spese occorrenti per l'effettuazione di rilievi, accertamenti, controlli e sopralluoghi necessari per l'istruttoria delle domande di autorizzazione allo scarico previste dalla parte terza del presente decreto sono a carico del richiedente. L'autorita' competente determina, preliminarmente all'istruttoria e in via provvisoria, la somma che il richiedente e' tenuto a versare, a titolo di deposito, quale condizione di procedibilita' della domanda. La medesima Autorita', completata l'istruttoria, provvede alla liquidazione definitiva delle spese sostenute sulla base di un tariffario dalla stessa approntato. Per insediamenti, edifici o stabilimenti la cui attivita' sia trasferita in altro luogo, ovvero per quelli soggetti a diversa destinazione d'uso, ad ampliamento o a ristrutturazione da cui derivi uno scarico avente caratteristiche qualitativamente e/o quantitativamente diverse da quelle dello scarico preesistente, deve essere richiesta una nuova autorizzazione allo scarico, ove quest'ultimo ne risulti soggetto. Nelle ipotesi in cui lo scarico non abbia caratteristiche qualitative o quantitative diverse, deve essere data comunicazione all'autorita' competente, la quale, verificata la compatibilita' dello scarico con il corpo recettore, adotta i provvedimenti che si rendano eventualmente necessari.

Testo vigente dal 12 novembre 2014

Versioni nel tempoStampa / PDF

Corte di cassazione

3 pronunce che riguardano l’art. 124 t.u.a., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12790/2026

    5 maggio 2026

    In tema di sanzioni amministrative in materia di scarichi di acque reflue urbane, la linea di demarcazione tra scolmatore lecitamente funzionante e scarico va individuata nelle modalità di attivazione del primo, che integra un sistema di emergenza idraulica solo se connesso a fenomeni meteorici eccezionali, mentre la sua utilizzazione in condizioni climatiche normali, quale strumento ordinario di gestione del refluo, lo riconduce alla nozione di scarico illecito, in contrasto con la disciplina interna e con i principi eurounitari che impongono, in condizioni ordinarie, la raccolta e il trattamento della totalità delle acque reflue urbane.

    Art. 124 t.u.a. · Art. 133 t.u.a.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12566/2026

    4 maggio 2026
    • Atti amministrativi

    In tema di autorizzazione allo scarico di acque reflue, l'atto autorizzatorio non ha natura recettizia, non rientrando tra i provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei privati di cui all'art. 21-bis della legge n. 241 del 1990 ma, avendo carattere ampliativo e costitutivo di una situazione giuridica prima inesistente, la sua efficacia decorre dal momento della sua adozione e non da quello della comunicazione al destinatario, restando irrilevante la previsione di prescrizioni a suo carico.

    Art. 124 t.u.a. · Art. 21-bis l. 241/1990 · Art. 125 t.u.a. · Art. 208 t.u.a.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 31823/2025

    5 dicembre 2025

    In tema di sanzioni amministrative per l'illegittima gestione dei rifiuti, il possesso di un titolo abilitativo non legittima l'esercizio dell'attività in luogo diverso da quello in relazione al quale esso è stato rilasciato, giacché la finalità di controllo in materia è soddisfatta quando sussiste un legame con le caratteristiche tecniche dell'impianto autorizzato, il cui mutamento richiede una nuova valutazione amministrativa.

    Art. 124 t.u.a.

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per articolo da Iuspedia.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

Richiamate nel testo

Gli articoli che questa norma nomina.

Rinviano a questo articolo

Gli articoli che nel proprio testo richiamano questo.

Sullo stesso tema

Articoli vicini per contenuto, trovati dall’indice del sito: una somiglianza, non un rinvio.

Che cosa è cambiato dal 12 novembre 2014

Confronto con la versione in vigore dal 13 febbraio 2008 al 12 novembre 2014. 7 parole tolte, 47 parole aggiunte.

… sempre ammessi nell'osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato ed approvati tolto: dall'Autorita' d'ambito aggiunto: dall'ente di governo dell'ambito. Il regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue termali e' definito dalle regioni; … dei regolamenti emanati dal gestore del servizio idrico integrato ed in conformita' all'autorizzazione rilasciata tolto: dall'Autorita' di ambito aggiunto: dall'ente di governo dell'ambito. Le regioni disciplinano le fasi di autorizzazione provvisoria agli scarichi degli impianti di depurazione delle acque reflue per il tempo necessario al loro avvio aggiunto: oppure, se gia' in esercizio, allo svolgimento di interventi, sugli impianti o sulle infrastrutture ad essi connesse, finalizzati all'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, ovvero al potenziamento funzionale, alla ristrutturazione o alla dismissione. Salvo diversa disciplina regionale, la domanda di autorizzazione e' presentata alla provincia ovvero tolto: all'Autorita' d'ambito aggiunto: all'ente di governo dell'ambito se lo scarico e' in pubblica fognatura. L'autorita' competente provvede entro novanta giorni …

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152~art124 · fonte del testo

Iuspedia

Prima di continuare

Iuspedia si fa conoscere con annunci su Google, e per sapere se funzionano serve il codice di Google Ads nelle pagine. Nella colonna degli articoli, poi, possono comparire banner animati del circuito Awin, che si caricano dai loro server. Accendiamo l’uno e gli altri solo se sei d’accordo. Puoi dire di no: il sito funziona lo stesso, i banner restano immagini servite da noi, e la scelta si cambia in ogni momento da «Preferenze e cookie», in fondo a ogni pagina.

Solo cookie tecnici
Anche misurazione degli annunci su google, banner animati dei circuiti pubblicitari