Corte di cassazione · Massimario

Acque

Voce 001 della classificazione del Massimario

11 massime, da pronunce dal 13 luglio 2025 all’8 maggio 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Acque pubbliche8 massime
  • Tribunali delle acque pubbliche2 massime
  • Opere idrauliche, di bonifica e derivazione e utilizzazione delle acque1 massima

Massime della Corte di cassazione

11 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 13351/2026

    Opere idrauliche, di bonifica e derivazione e utilizzazione delle acque

    Danni cagionati da una rete fognaria a sistema misto - Responsabilità del gestore del servizio idrico integrato - Sussistenza - Fondamento - Successive modifiche convenzionali della disciplina - Responsabilità del gestore - Esclusione - Insussistenza - Fondamento.

    In tema di responsabilità da cose in custodia, la responsabilità per i danni cagionati da una rete fognaria a sistema misto (acque nere ed acque meteoriche) grava sul gestore del servizio idrico integrato non già in virtù della mera qualificazione normativa del servizio, bensì in forza del potere di governo e di custodia materiale esercitata sull'infrastruttura fognaria e sulle sue pertinenze (comprese caditoie e griglie), acquisite in gestione senza riserve, anche a fronte di eventuali modifiche convenzionali, atteso che tali modifiche sono inefficaci e inoperative nei confronti dell'ente locale concedente, in difetto di ratifica da parte dell'organo competente e, in ogni caso, nella misura in cui non sia provata positivamente l'esclusione della signoria di fatto sugli impianti.

    Classificata anche sotto: Responsabilità civile › Amministrazione pubblica

    Rv. 677996-01Rassegna di maggio 2026, p. 140Art. 2051 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12790/2026

    Acque pubbliche › Pubblica amministrazione (poteri responsabilità) › Polizia delle acque › Tutela e sanzioni

    Sanzioni amministrative - Acque reflue urbane - Scolmatore - Attivazione - Linea di demarcazione rispetto allo scarico - Conseguenze - Fondamento eurounitario.

    In tema di sanzioni amministrative in materia di scarichi di acque reflue urbane, la linea di demarcazione tra scolmatore lecitamente funzionante e scarico va individuata nelle modalità di attivazione del primo, che integra un sistema di emergenza idraulica solo se connesso a fenomeni meteorici eccezionali, mentre la sua utilizzazione in condizioni climatiche normali, quale strumento ordinario di gestione del refluo, lo riconduce alla nozione di scarico illecito, in contrasto con la disciplina interna e con i principi eurounitari che impongono, in condizioni ordinarie, la raccolta e il trattamento della totalità delle acque reflue urbane.

    Classificata anche sotto: Sanzioni amministrative › Applicazione

    Rv. 677941-01Rassegna di maggio 2026, p. 71Art. 124 t.u.a. · Art. 133 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 2995/2026

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Canoni › Sovracanoni

    Art. 12, comma 1-quinquies, d.lgs. n. 79 del 1999 - Disciplina del “canone binomio” e della cessione gratuita di energia - Applicazione ai titolari di concessioni di grandi derivazioni in corso di validità - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze.

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Grandi e piccole derivazioni

    In tema di "canone binomio" e cessione gratuita di energia, il disposto dell'art. 12, comma 1- quinquies, del d.lgs. n. 79 del 1999, introdotto dal d.l. n. 135 del 2018, conv. con modif. dalla l. n. 12 del 2019, si applica a tutte le concessioni di grande derivazione ad uso idroelettrico, indipendentemente dal loro stato e dunque anche a quelle in corso di validità, non contenendo la norma alcuna distinzione e dovendo essa essere letta unitariamente alle altre disposizioni del citato art. 12, che disciplinano anche concessioni prorogate o tuttora vigenti e, pertanto, le Regioni possono, con propria legge, determinare il canone di concessione secondo il criterio binomio e imporre ai concessionari l'obbligo di cessione gratuita di una quota dell'energia prodotta, anche per i rapporti concessori in corso, in attuazione del principio di onerosità e proporzionalità del corrispettivo dovuto per l'uso di un bene demaniale.

    Classificata anche sotto: Industria

    Rv. 676979-01Rassegna di febbraio 2026, p. 4Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 2995/2026

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Canoni › Sovracanoni

    Art. 12, comma 1-quinquies, d.lgs. n. 79 del 1999 - Canone binomio - Determinazione regionale della componente variabile - Art. 15-bis d.l. n. 4 del 2022 - Incidenza - Esclusione - Ragioni.

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Grandi e piccole derivazioni

    In tema di "canone binomio", la potestà regionale di determinare, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità, la quota variabile dei canoni di concessione per l'uso della risorsa idrica, in coerenza con l'art. 12, comma 1-quinquies, del d.lgs. n. 79 del 1999, introdotto dal d.l. n. 135 del 2018, conv. con modif. dalla l. n. 12 del 2019, non subisce alcuna incidenza da parte del meccanismo del "price cap", introdotto dall'art. 15-bis del d.l. n. 4 del 2022 per limitare gli extraprofitti derivanti dall'aumento dei prezzi dell'energia elettrica, atteso che esso costituisce norma eccezionale destinata a operare nei rapporti tra produttori e Gestore dei Servizi Energetici nell'ambito del mercato elettrico.

    Classificata anche sotto: Industria

    Rv. 676979-02Rassegna di febbraio 2026, p. 4Art. 2 cost. · Art. 41 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 2995/2026

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Regioni (competenza)

    Art. 12, comma 1-quinquies, d.lgs. n. 79 del 1999 - Cessione gratuita di energia o monetizzazione - Natura impositiva - Esclusione - Componente del corrispettivo della concessione - Funzione.

    Ai sensi dell'art. 12, comma 1-quinquies, d.lgs. n. 79 del 1999, introdotto dal d.l. n. 135 del 2018, conv. con modif. dalla l. n. 12 del 2019, l'obbligo della cessione gratuita di energia o della sua monetizzazione non ha natura impositiva o tributaria, ma costituisce una componente del corrispettivo della concessione, avente funzioni solidaristiche e perequative legate all'utilizzo in concessione di un bene sottratto alla collettività e, pertanto, applicabile a tutte le concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, senza che possa configurare un trattamento arbitrario o eccessivo rispetto ad altri operatori del settore.

    Classificata anche sotto: Comunità europea

    Rv. 676979-03Rassegna di febbraio 2026, p. 5Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 31823/2025

    Acque pubbliche › Pubblica amministrazione (poteri responsabilità) › Polizia delle acque › Tutela e sanzioni

    Gestione di rifiuti - Possesso di titolo abilitativo - Esercizio in luogo diverso - Esclusione - Fondamento.

    In tema di sanzioni amministrative per l'illegittima gestione dei rifiuti, il possesso di un titolo abilitativo non legittima l'esercizio dell'attività in luogo diverso da quello in relazione al quale esso è stato rilasciato, giacché la finalità di controllo in materia è soddisfatta quando sussiste un legame con le caratteristiche tecniche dell'impianto autorizzato, il cui mutamento richiede una nuova valutazione amministrativa.

    Rv. 676476-01Rassegna di dicembre 2025, p. 63Art. 124 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 24343/2025

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Canoni

    Servizio pubblico idrico - Domanda dell’utente volta all’applicazione di una tariffa ridotta - Giurisdizione del g.o. - Sussistenza - Ragioni.

    Spetta al giudice ordinario la giurisdizione sulla domanda con la quale l'utente del servizio pubblico di erogazione dell'acqua chiede l'applicazione di una tariffa ridotta, trattandosi di domanda di condanna all'adempimento e di risarcimento del danno ai sensi dell'art. 1218 c.c., che introduce una controversia relativa al rapporto individuale di utenza.

    Classificata anche sotto: Giurisdizione civile › Giurisdizione ordinaria e amministrativa

    Rv. 675788-01Rassegna di settembre 2025, p. 4Art. 1218 c.c. · Art. 154 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 23858/2025

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Canoni

    Servizio idrico integrato - Conguaglio dei costi per partite pregresse - Applicazione della disciplina tariffaria ex d.m. 1° agosto 1996 - Necessità - Ragioni.

    In tema di servizio idrico integrato, i conguagli che il gestore può richiedere, a norma dell'art. 31 della delibera AEEGSI 643/2013/R/idr del 27 dicembre 2013, e che dovevano essere oggetto di liquidazione e approvazione da parte degli Enti d'ambito o dagli altri soggetti competenti entro il 30 giugno 2014, ricomprendono le sole somme che potevano essere addebitate agli utenti in ragione della disciplina tariffaria contenuta nel d.m. 1 agosto 1996, con cui è stato istituito e regolamentato il "metodo tariffario normalizzato", dal momento che, da un lato, il citato art. 31 assume autonomo valore precettivo con esclusivo riguardo all'individuazione della data entro cui i relativi conguagli andavano approvati; dall'altro, l'addebito dei conguagli riferiti a partite pregresse non può implicare la violazione dei principi di irretroattività degli atti amministrativi e di affidamento nell'esecuzione del contratto di somministrazione.

    Rv. 675783-01Rassegna di luglio 2025, p. 30Art. 1339 c.c. · Art. 1560 c.c. · Art. 1561 c.c. · Art. 154 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20014/2025

    Acque pubbliche › Derivazioni e utilizzazioni (utenze) › Canoni

    Servizio di depurazione acque - Temporanea inattività - Concorso del proprietario- gestore dell'impianto nell'inadempimento del soggetto che ha concluso il contratto relativo al servizio con gli utenti - Azione di regresso di tale soggetto, ove convenuto in giudizio, nei confronti del detto proprietario-gestore - Ammissibilità.

    In presenza di una temporanea inattività del servizio di depurazione acque, la condotta del proprietario dell'impianto, nonché gestore del servizio di depurazione, integra un concorso nell'inadempimento ascrivibile al soggetto che abbia concluso con gli utenti il relativo contratto, sicché il medesimo, convenuto in giudizio da costoro per la restituzione della quota del corrispettivo del servizio dovuta a titolo di depurazione acque, ha diritto ad agire in via di regresso nei confronti del predetto proprietario dell'impianto e gestore del servizio.

    Classificata anche sotto: Responsabilità civile › Solidarietà

    Rv. 675448-01Rassegna di luglio 2025, p. 200Art. 1218 c.c. · Art. 1292 c.c. · Art. 1298 c.c. · Art. 2043 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 19393/2025

    Tribunali delle acque pubbliche › Tribunale superiore delle acque pubbliche › Giurisdizione in sede di legittimità

    Provvedimenti amministrativi in materia di acque pubbliche - Termini per ricorrere da parte di soggetti non direttamente contemplati - Decorrenza - Conoscenza legale - Presupposti - Pubblicazione sulla Rete civica dell’Alto Adige ex art. 16 della l.p. Bolzano n. 2 del 2012 - Idoneità - Esclusione - Fondamento.

    Il termine per impugnare i provvedimenti amministrativi in materia di acque pubbliche, da parte di soggetti dagli stessi non direttamente contemplati, decorre, ex art. 146 T.U. acque, dalla conoscenza legale dell'atto, conseguente all'assolvimento di un onere di pubblicazione qualificato - ossia la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale o nel Foglio degli annunci legali della Provincia - , essendo a tal fine inidonea la pubblicazione sul sito della Rete Civica dell'Alto-Adige, prevista dall'art. 16 della l.p. Bolzano n. 2 del 2015, in quanto l'effetto conoscitivo opponibile erga omnes deve poggiare su una espressa base positiva, mentre tale disposizione non attribuisce alla pubblicazione telematica valore ufficiale di pubblicità legale.

    Classificata anche sotto: Atti amministrativi

    Rv. 675359-01Rassegna di luglio 2025, p. 8Art. 143 Testo unico di legge sulle acque e sugli impianti elettrici · Art. 146 Testo unico di legge sulle acque e sugli impianti elettrici · Art. 18 Testo unico di legge sulle acque e sugli impianti elettriciDove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da Iuspedia.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 305/2002Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 143 Testo unico di legge sulle acque e sugli impianti elettrici

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 139 e 143, terzo comma, del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici), nella parte in cui non prevede meccanismi di sostituzione del componente astenuto, ricusato o legittimamente impedito del Tribunale superiore delle acque pubbliche. Cos…

  • Sentenza n. 42/1991Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 143 Testo unico di legge sulle acque e sugli impianti elettrici

    Dispositivo: 1) Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 143, primo comma, lettere a) e b), del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici), limitatamente alle parole "definitivi"; 2) Dichiara, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 143, secondo…

  • Ordinanza n. 48/2012Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 154 t.u.a.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 154, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui stabilisce che la tariffa del servizio idrico integrato va determinata tenendo conto anche «dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito», sollevata Giudice di pace di Anzio con l'o…

  • Ordinanza n. 337/1991Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 143 Testo unico di legge sulle acque e sugli impianti elettrici

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 143 del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 102 e 113 della Costituzione, dal Tribunale superiore delle acque pubbliche, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così…

  • Ordinanza n. 162/1991Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 143 Testo unico di legge sulle acque e sugli impianti elettrici

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 143 del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 102 e 113 della Costituzione, dal Tribunale superiore delle acque pubbliche, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 12, da gennaio 2025 a maggio 2026. Fonti e metodologia

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