Non è fondata, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 279, quarto comma, seconda parte, cod. proc. civ., denunziato nella parte in cui richiede l'istanza concorde delle parti, e non già della sola parte interessata, al fine di sospendere l'ulteriore istruzione disposta dal collegio che abbia emesso sentenza non definitiva, in pendenza di appello avverso quest'ultima. La norma, la cui 'ratiò è quella di escludere che la possibilità d'impugnazione immediata rallenti il corso del processo per il solo fatto della pendenza del gravame, non configura lesione del principio di ragionevolezza, poiché il meccanismo predisposto appare come la risultante di un equilibrato bilanciamento tra l'interesse a non compiere un'attività istruttoria, che alla fine potrebbe rivelarsi inutile e l'esigenza di proseguire ulteriormente secondo le coordinate espresse dalle decisioni del collegio, ma anche in funzione dell'eventuale sviluppo della sequenza dei gravami: del resto, il rischio paventato dal giudice 'a quò, circa l'inutilità dell'istruttoria, non si traduce nella inutilizzabilità in ogni caso degli atti compiuti, i quali, viceversa, nei limiti in cui conservino rilevanza probatoria, restano disponibili nell'ipotesi di cassazione della sentenza di riforma della decisione non definitiva. Non sono conseguentemente pertinenti, per non comparabilità tra discipline, i richiami, quali 'tertia comparationis' agli artt. 295, 129-bis, 187, secondo e terzo comma, 189 e 190-bis, stesso codice, mentre, per quanto riguarda la lamentata lesione del principio di buon andamento, va rilevato che esso, per costante giurisprudenza della Corte, è bensì riferibile anche agli organi di amministrazione della giustizia, ma riguarda esclusivamente le leggi concernenti l'ordinamento degli uffici giudiziari e il loro funzionamento sotto l'aspetto amministrativo, rimanendo del tutto estraneo al tema dell'esercizio della funzione giurisdizionale. - Sulla irragionevolezza, quale unico limite alla discrezionalità del legislatore nel conformare il processo, v. 'ex plurimis', S. n. 471/1992. - Sul principio di buon andamento e imparzialità della amministrazione ed esercizio della funzione giurisdizionale, v., da ultimo, S. nn. 84/1996, 313/1995 e O. n. 69/1996. red.: A.M. Marini
Art. 279 c.p.c. · Art. 3 cost. · Art. 97 cost.