Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Contratti in genere

Interpretazione

Sottovoce della voce 058 nella classificazione del Massimario

10 massime, da pronunce dall’8 gennaio 2025 al 15 giugno 2026

Massime della Corte di cassazione

10 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 19987/2026

    L'anticipato versamento di una somma di denaro assume funzione di caparra confirmatoria quando le parti intendono perseguire gli scopi pratici previsti dall'art. 1385 c.c., ed è pertanto compito del giudice di merito accertare l'effettiva volontà negoziale mediante l'esame del complessivo regolamento contrattuale e dell'intera vicenda negoziale, non essendo sufficiente il mero nomen iuris adottato dalle parti; la manifesta sproporzione per eccesso dell'importo versato costituisce indice altamente significativo della possibile estraneità della pattuizione allo schema tipico della caparra confirmatoria. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione che aveva attribuito natura di caparra confirmatoria a una somma pari a circa il 92,59% del prezzo convenuto, senza adeguato accertamento della reale volontà negoziale delle parti).

    Rv. 678563-01Rassegna di giugno 2026, p. 89Art. 1385 c.c. · Art. 1362 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 16138/2026

    In tema di assicurazione contro i danni da eventi atmosferici, la clausola che subordina l'indennizzabilità dei danni verificatisi all'interno del fabbricato alla presenza di "rotture, brecce o lesioni" va interpretata, ex art. 1369 c.c., quale clausola di delimitazione causale del rischio assicurato, la cui logica è quella di escludere i danni non dovuti alla violenza esercitata dal fenomeno meteorologico sulla struttura dell'immobile (ad es. i danni causati dall'acqua penetrata attraverso aperture dimenticate aperte, lucernari mal chiusi, serramenti mal costruiti), rispetto ai quali l'evento atmosferico è stato solo occasione, ma non causa del danno. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, pur avendo accertato che il passaggio dell'acqua all'interno del fabbricato era stato determinato dalla deformazione del tetto cagionata dalla grandine, aveva negato l'indennizzo).

    Classificata anche sotto: Assicurazione › Assicurazione contro i danni

    Rv. 678216-01Rassegna di maggio 2026, p. 170 ↗Art. 1369 c.c. · Art. 1882 c.c. · Art. 1370 c.c. · Art. 1362 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 15781/2026

    Accertamento del giudice di merito › Incensurabilità in cassazione

    Limiti - Deduzione di un errore di diritto o del vizio di motivazione - Ammissibilità - Condizioni - Mera prospettazione di un possibile significato alternativo delle disposizioni negoziali - Inammissibilità.

    La parte che, con il ricorso per cassazione, intenda denunciare un errore di diritto o un vizio di ragionamento nell'interpretazione di una clausola contrattuale, non può limitarsi a richiamare le regole di cui agli artt. 1362 e ss. c.c., avendo invece l'onere di specificare i canoni che in concreto assuma violati e, in particolare, il punto ed il modo in cui il giudice del merito si sia dagli stessi discostato, non potendo le censure risolversi nella mera contrapposizione tra l'interpretazione del ricorrente e quella accolta nella sentenza impugnata, poiché quest'ultima non deve essere l'unica astrattamente possibile ma solo una delle plausibili interpretazioni, sicché, quando di una clausola contrattuale sono possibili due o più interpretazioni, non è consentito, alla parte che aveva proposto l'interpretazione disattesa dal giudice di merito, dolersi, in sede di legittimità, del fatto che fosse stata privilegiata l'altra.

    Rv. 678917-01Rassegna di maggio 2026, p. 99 ↗Art. 360 c.p.c. · Art. 1362 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 15831/2026

    Atti negoziali - Interpretazione - Incensurabilità in cassazione - Condizioni - Criterio ermeneutico seguito - Individuazione - Necessità.

    L'interpretazione degli atti negoziali è tipico accertamento devoluto al giudice del merito, come tale incensurabile in sede di legittimità, purché risulti chiaramente individuabile il criterio ermeneutico che ha indirizzato l'opera interpretativa con riferimento agli artt. 1362 e ss. c.c., in modo da permettere la verifica circa l'assolvimento del dovere d'interpretazione secondo i canoni legali.

    Rv. 678921-03Rassegna di maggio 2026, p. 105 ↗Art. 1362 c.c. · Art. 360 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14320/2026

    Di buona fede

    Il principio di buona fede oggettiva, nella sua duplice specificazione come regola di lealtà e come canone di salvaguardia, non ha una portata limitata al momento esecutivo del contratto, ma costituisce, analogamente al dovere di diligenza, criterio legale di determinazione della prestazione che ne forma oggetto, in funzione della sua conformazione all'interesse creditorio, con la conseguenza che la sua violazione rileva in sede esecutiva come fattispecie di inesatto adempimento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata che, interpretando la clausola di un contratto di ormeggio, che prevedeva la possibilità di variazione del posto barca con altro avente "le medesime caratteristiche dimensionali", nel senso che la concedente fosse obbligata ad attribuire un posto sostitutivo avente le medesime caratteristiche anche qualitative del precedente, aveva ravvisato l'inadempimento nella condotta di sostituzione del posto barca con altro avente caratteristiche qualitative deteriori).

    Rv. 678056-01Rassegna di maggio 2026, p. 157 ↗Art. 1174 c.c. · Art. 1175 c.c. · Art. 1374 c.c. · Art. 1375 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 13834/2026

    Nel contratto di assicurazione della r.c.a., la clausola di esclusione della garanzia per sinistri causati da conducenti "non abilitati alla guida" è ambigua, in quanto la suddetta espressione è teoricamente idonea a ricomprendere sia le ipotesi di abilitazione mai conseguita o revocata, sia le ipotesi di abilitazione conseguita, ma con limitazioni o condizioni non osservate dal conducente, e va, pertanto, interpretata in senso sfavorevole al predisponente, ai sensi dell'art. 1370 c.c.

    Classificata anche sotto: Assicurazione › Veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria)

    Rv. 678068-02Rassegna di maggio 2026, p. 145 ↗Art. 1370 c.c. · Art. 116 c.d.s. · Art. 117 c.d.s. · Art. 1362 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 5477/2026

    Art. 45 del c.c.n.l. 14 settembre 2000 per il personale del comparto Regioni ed Autonomie locali - Facoltà degli enti di istituire mense di servizio o di attribuire buoni pasto sostitutivi - Esercizio - Configurabilità di un diritto a favore dei dipendenti - Esclusione - Fondamento.

    L'art. 45 del c.c.n.l. per il personale del comparto Regioni e Autonomie locali del 14 settembre 2000, nel prevedere che gli enti del comparto possono istituire mense di servizio o attribuire buoni pasto sostitutivi, non ha attribuito ai dipendenti un diritto soggettivo, né quanto all'istituzione del servizio, né alle modalità sostitutive, essendo rimessa la relativa determinazione ad una scelta discrezionale dell'Amministrazione, come desumibile dal tenore letterale della norma e dalla previsione della necessaria compatibilità dei relativi costi con le risorse finanziarie dell'ente.

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Impiegati di enti pubblici in genere

    Rv. 678081-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 292 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 788/2026

    Lesione - Menomazione - Rapporto tra i due concetti - Rilevanza della menomazione ai fini della valutazione dell’invalidità permanente - Clausola di un contratto di assicurazione che prevede l’aumento dell’indennizzo “per la lesione” - Ambiguità - Interpretazione ex art. 1370 c.c.

    In tema di assicurazione contro gli infortuni, i concetti di "lesione" e "menomazione", per la dottrina medico-legale, sono tra loro in rapporto di causa ed effetto, e solo il secondo va preso in esame ai fini della valutazione dell'invalidità permanente; ne consegue che la clausola inserita in un contratto di assicurazione contro gli infortuni, la quale preveda che in presenza di determinati postumi sia aumentato l'indennizzo-base previsto dal contratto "per la lesione", è di per sé ambigua, e va interpretata ex art. 1370 c.c. in senso sfavorevole all'assicuratore, oppure avendo riguardo non alla lesione iniziale, ma ai postumi che ne sono derivati.

    Classificata anche sotto: Risarcimento del danno › Valutazione e liquidazione

    Rv. 677561-02Rassegna di gennaio 2026, p. 71 ↗Art. 1370 c.c. · Art. 1366 c.c. · Art. 1904 c.c. · Art. 1908 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 27704/2025

    Interpretazione complessiva delle clausole

    Convenzioni negoziali contenute in due o più atti scritti - Obblighi del giudice - Esame di tutti gli accordi inter partes risultanti dai documenti - Necessità - Relazione tra le clausole ed i documenti - Accertamento - Necessità.

    In tema di interpretazione del contratto, qualora la medesima vicenda negoziale e i relativi effetti abbiano formato oggetto di due o più atti scritti, il giudice è tenuto, ai sensi dell'art. 1363 c.c., ad esaminare tutte le convenzioni intercorse tra le parti così come risultanti dai documenti all'uopo formati, stabilendo, altresì, il rapporto tra clausole e documenti, se di chiarimento, di integrazione, di modificazione, di trasformazione o di annullamento delle precedenti pattuizioni.

    Rv. 676461-01Rassegna di ottobre 2025, p. 59 ↗Art. 1362 c.c. · Art. 1363 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 353/2025

    Accertamento del giudice di merito › Incensurabilità in cassazione

    Questione relativa all'erronea interpretazione di clausole contrattuali - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie.

    L'interpretazione del contratto è riservata al giudice di merito ed è censurabile in sede di legittimità solo per erronea o insufficiente motivazione, ovvero per violazione dei canoni di ermeneutica contrattuale, la quale deve dedursi con la specifica indicazione nel ricorso per cassazione del modo in cui il ragionamento del giudice si sia discostato dai suddetti canoni; altrimenti, la ricostruzione del contenuto della volontà delle parti si traduce nella mera proposta di un'interpretazione diversa da quella censurata, come tale inammissibile in sede di legittimità. (Nella specie, in applicazione di detto principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso con cui - in una causa di risarcimento danni per inadempimento delle obbligazioni assunte da un professionista incaricato dell'isolamento termico di un edificio - si censurava l'interpretazione della Corte territoriale, che aveva escluso la natura novativa degli accordi conclusi tra le parti per l'eliminazione dei vizi, perché tale critica non si era articolata attraverso la prospettazione di un'obiettiva contrarietà al senso comune di quello attribuito al testo e al comportamento interpretato o della macroscopica irrazionalità o intima contraddittorietà dell'interpretazione complessiva dell'atto, bensì mediante la mera indicazione dei motivi per cui la lettura interpretativa criticata non era ritenuta condivisibile, rispetto a quella considerata preferibile).

    Rv. 673743-01Rassegna di gennaio 2025, p. 66 ↗Art. 1362 c.c. · Art. 360 c.p.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Ordinanza n. 298/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 360 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, nel testo sostituito dall'art. 2 del decreto legislativo n. 40 del 2006 (Modifiche al codice di procedura civile in materia di processo di cassazione in funzione nomofilattica e di arbitrato, a norma dell'articolo 1, comma 2, della L. 14 maggio 2005,…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 13, da gennaio 2025 a giugno 2026. Fonti e metodologia

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