Corte di cassazione · Massimario

Agenzia (contratto di)

Voce 005 della classificazione del Massimario

10 massime, da pronunce dal 23 giugno 2025 al 26 maggio 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Diritti dell'agente4 massime
  • Scioglimento del contratto3 massime
  • Obblighi dell'agente1 massima
  • In genere (nozioni, caratteri, distinzioni)2 massime

Massime della Corte di cassazione

10 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 16294/2026

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Vendite concluse direttamente dal proponente - Legittimità - Facoltà di concludere singoli affari - Diritto alle cosiddette provvigioni indirette - Deroga - Ammissibilità - Fondamento.

    In tema di contratto di agenzia, la conclusione diretta di affari da parte della preponente nella zona di competenza esclusiva dell'agente è legittima e non costituisce giusta causa di recesso di quest'ultimo, purché non continuativa e sistematica, bensì riferita a singoli affari, anche se di rilevante entità; in tali casi, stante il carattere dispositivo della norma contenuta nell'art. 1748, comma 2, c.c., il diritto dell'agente alla provvigione c.d. indiretta può essere pattiziamente escluso o limitato dalle parti, tramite l'inserimento di una clausola che ne preveda la non spettanza in relazione ad alcune categorie di clienti con i quali la parte preponente si riserva di contrattare direttamente.

    Rv. 679328-01Rassegna di maggio 2026, p. 208Art. 1748 c.c. · Art. 1750 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 16294/2026

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Vendite concluse direttamente dal proponente - Art. 1748, comma 2, c.c. - Clausola che riserva al preponente la facoltà di riconoscere o meno la provvigione indiretta - Nullità - Fondamento - Conseguenze.

    Nel contratto di agenzia, la clausola che riservi al preponente la facoltà di riconoscere o meno all'agente la provvigione c.d. indiretta sugli affari conclusi direttamente dal primo è nulla, ex art. 1355 c.c., risolvendosi in una condizione meramente potestativa; tale nullità, tuttavia, non inficia la validità del contratto, che resta valido, con conseguente sussistenza del diritto dell'agente alla suddetta provvigione, la quale, in tal caso, trova la sua fonte nell'art. 1748, comma 2, c.c..

    Rv. 679328-02Rassegna di maggio 2026, p. 209Art. 1322 c.c. · Art. 1355 c.c. · Art. 1748 c.c. · Art. 1419 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 10443/2026

    Portafoglio clienti - Elemento essenziale dell'attività dell'agente - Conseguenze - Variazioni da parte del preponente - Limiti - Principi di correttezza e buona fede.

    In tema di contratto di agenzia, il portafoglio clienti costituisce elemento essenziale dell'attività promozionale dell'agente, sicché le variazioni operate dal preponente, pur consentite dagli accordi economici collettivi, devono essere previste entro limiti predeterminati ed esercitate nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede; in tale prospettiva, il requisito della determinatezza o determinabilità dell'oggetto dell'obbligazione impone la preventiva conoscibilità dell'impegno assunto e dei criteri della sua determinazione.

    Rv. 678529-01Rassegna di marzo 2026, p. 168Art. 1175 c.c. · Art. 1346 c.c. · Art. 1375 c.c. · Art. 1742 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 3183/2026

    Scioglimento del contratto › Indennità

    Indennità di fine rapporto - Agente costituito in forma di società commerciale - Spettanza - Sussistenza - Diritto del socio a vedersi "segregare" una parte dell'attivo - Esclusione - Fondamento.

    In caso di agente costituito in forma di società commerciale, il credito per indennità di fine rapporto costituisce un introito che, una volta contabilizzato, entra a far parte del patrimonio sociale, non sussistendo, pertanto, un diritto del socio a vedersi segregare una parte dell'attivo al fine di vedere soddisfatti i propri diritti connessi alla (futura e ipotetica) liquidazione, totale o parziale, della propria partecipazione sociale.

    Rv. 677597-03Rassegna di febbraio 2026, p. 27Art. 1751 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 1226/2026

    Obblighi dell'agente

    Patto che trasferisce, in modo generalizzato, il rischio dell'inadempimento del cliente all'agente - Nullità per frode alla legge - Sussistenza - Acquisto e successiva rivendita della merce e previsione di un maggiore corrispettivo - Validità - Esclusione - Fondamento - Aggiramento del divieto dello "star del credere".

    Nel contratto di agenzia, il patto con il quale si trasferisce, in modo generalizzato, sull'agente il rischio dell'inadempimento del cliente è nullo per frode alla legge, anche quando sia stipulato sotto forma di acquisto e successiva rivendita della merce e con la previsione di un maggiore corrispettivo, perché, mirando ad aggirare il divieto dello "star del credere", conduce ad uno snaturamento del contratto di agenzia

    Rv. 677524-01Rassegna di gennaio 2026, p. 93Art. 1344 c.c. · Art. 1746 c.c. · Art. 1749 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 34286/2025

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Vendite concluse direttamente dal proponente - Legittimità - Limiti - Facoltà di concludere singoli affari - Diritto alle cosiddette provvigioni indirette - Natura episodica - Prescrizione del diritto - Applicabilità della prescrizione ordinaria e non della prescrizione breve - Fondamento.

    In materia di rapporto di agenzia, il proponente non può operare con continuità nella zona di competenza dell'agente ma, ai sensi dell'art. 1748, comma 2, c.c., ha solamente la facoltà di concludere direttamente singoli affari, anche se di rilevante entità, dal cui compimento sorge il diritto dell'agente medesimo a percepire le cosiddette provvigioni indirette; ne consegue che, ove l'intervento del proponente sia meramente isolato, il diritto al pagamento della provvigione ha, a sua volta, natura episodica e non periodica e, come tale, è soggetto alla prescrizione ordinaria di cui all'art. 2946 c.c. e non alla prescrizione breve ex art. 2948, n. 4, c.c..

    Rv. 677222-01Rassegna di dicembre 2025, p. 155Art. 1748 c.c. · Art. 2946 c.c. · Art. 2948 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 26571/2025

    Scioglimento del contratto › Indennità

    Indennità per la cessazione del rapporto di agenzia - Redditi di lavoro autonomo - Configurabilità - Conseguenze - Assoggettamento a ritenuta d'acconto.

    Alla luce del combinato disposto degli artt. 49, commi 4 e 12, lett. f), del d.P.R. n. 597 del 1973, e 25, comma 1, terza proposizione, del d.P.R. n. 600 del 1973 (nel testo sostituito dall'art. 43 del d.P.R. n. 897 del 1980, applicabile ai redditi prodotti dal 1 gennaio 1982), le indennità percepite per la cessazione di rapporti di agenzia costituiscono reddito di lavoro autonomo, come tali assoggettate a ritenuta di acconto.

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti › Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972)

    Rv. 676644-01Rassegna di ottobre 2025, p. 110Art. 25 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 26190/2025

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Obbligo dell'agente di restituire le provvigioni riscosse ex art. 1748, comma 6, c.c. - Presupposti - Fattispecie.

    In tema di contratto di agenzia, l'obbligo dell'agente di restituire le provvigioni riscosse, ai sensi dell'art. 1748, comma 6, c.c., sorge esclusivamente a fronte della certezza dell'impossibilità di esecuzione del contratto fra terzo e preponente per cause non imputabili a quest'ultimo, restando a tal fine irrilevante ogni diversa vicenda relativa alla fase esecutiva dell'affare concluso con il terzo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso la ricorrenza dell'obbligo di restituzione, sul presupposto che oggetto della controversia tra preponente e agente fosse la corretta determinazione della misura delle provvigioni così come pattuita, senza alcun riferimento alla regolare esecuzione del contratto promosso dall'agente).

    Rv. 676495-01Rassegna di settembre 2025, p. 110Art. 1742 c.c. · Art. 1748 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 26191/2025

    Disciplina dei contratti a termine - Applicabilità - Esclusione - Conseguenze - Clausola di tacita rinnovazione del contratto - Legittimità - Recesso ingiustificato ante tempus del preponente - Conseguenze - Indennità sostitutiva del preavviso - Esclusione - Diritto al risarcimento del danno - Sussistenza.

    La speciale normativa che limita la possibilità di stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato non si applica al rapporto di agenzia, di modo che, a fronte di una clausola che preveda la tacita rinnovazione "di anno in anno salvo disdetta", la reiterata rinnovazione del contratto non determina la configurabilità di un unico contratto di agenzia a tempo indeterminato, e pertanto, nell'ipotesi di rinnovo automatico del contratto per mancato invio della disdetta e di successivo recesso ingiustificato ante tempus del preponente, l'agente ha diritto non all'indennità sostitutiva del preavviso ma al risarcimento del danno derivante dal recesso medesimo.

    Rv. 676585-01Rassegna di settembre 2025, p. 110Art. 1750 c.c. · Art. 1751 c.c. · Art. 2096 c.c. · Art. 2118 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 16802/2025

    Scioglimento del contratto › Recesso

    Giusta causa - Nozione - Inadempimento "di non scarsa importanza" - Necessità.

    Nel rapporto di agenzia, la regola dettata dall'art. 2119 c.c. deve essere applicata tenendo conto della diversa natura del rapporto rispetto a quello di lavoro subordinato nonchè della diversa capacità di resistenza che le parti possono avere nell'economia complessiva dello stesso; in tale ambito, il giudizio circa la sussistenza, nel caso concreto, di una giusta causa di recesso deve essere compiuto dal giudice di merito, tenendo conto delle complessive dimensioni economiche del contratto e dell'incidenza dell'inadempimento sull'equilibrio contrattuale, assumendo rilievo, in proposito, solo la sussistenza di un inadempimento colpevole e di non scarsa importanza che leda in misura considerevole l'interesse dell'agente, tanto da non consentire la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.

    Rv. 675660-01Rassegna di giugno 2025, p. 136Art. 1751 c.c. · Art. 2119 c.c.Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da Iuspedia.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 97/2016Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1751, primo comma, del codice civile, nel testo sostituito dall'art. 4 del decreto legislativo 10 settembre 1991, n. 303 (Attuazione della direttiva 86/653/CEE relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti, a norma dell'art. 15 della legge 29 dicembre 1990, n. 428…

  • Ordinanza n. 58/1971Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: avvalendosi della procedura in camera di consiglio consentita dagli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9; secondo comma, delle Norme integrative, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8 dell'accordo economico collettivo 30 giugno 1938 (per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerci…

  • Ordinanza n. 185/1970Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1751, comma primo, del codice civile, sollevata, con le ordinanze di cui in epigrafe, in riferimento agli artt. 3 e 36 della Costituzione. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 novembre 1970. GIUSEPPE BRANCA - MICHE…

  • Sentenza n. 75/1970Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1751, comma primo, del codice civile, sollevata con le ordinanze indicate in epigrafe in riferimento agli artt. 3, 4 e 36 della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 1970. GIUSEPPE BRANCA - MICHELE FRAGALI - COSTANTINO MORTATI - GIU…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 12, da gennaio 2025 a maggio 2026. Fonti e metodologia

Iuspedia

Prima di continuare

Iuspedia si fa conoscere con annunci su Google, e per sapere se funzionano serve il codice di Google Ads nelle pagine. Nella colonna degli articoli, poi, possono comparire banner animati del circuito Awin, che si caricano dai loro server. Accendiamo l’uno e gli altri solo se sei d’accordo. Puoi dire di no: il sito funziona lo stesso, i banner restano immagini servite da noi, e la scelta si cambia in ogni momento da «Preferenze e cookie», in fondo a ogni pagina.

Solo cookie tecnici
Anche misurazione degli annunci su google, banner animati dei circuiti pubblicitari