Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Tributi locali (comunali, provinciali, regionali)

Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972

Sottovoce della voce 181 nella classificazione del Massimario

87 massime, da pronunce dal 4 gennaio 2025 al 25 maggio 2026

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Massime della Corte di cassazione

87 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16170/2026

    Art. 15 l.r.

    Sicilia n. 21 del 2003 - Applicabilità del regime di favore nei confronti delle società - Necessità dell’ubicazione della sede legale, degli uffici amministrativi, degli stabilimenti di produzione o delle unità operative nel territorio della Regione siciliana per l’intero quinquennio successivo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2003 - Sussistenza. In tema di IRAP, la condizione di applicazione dell'esenzione di cui all'art. 15, comma 2, della l.r. Sicilia n. 21 del 2003, consistente nell'ubicazione della sede legale, degli uffici amministrativi, degli stabilimenti di produzione e/o unità operative nel territorio della Regione siciliana, deve necessariamente persistere per l'intero quinquennio successivo al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2003.

    Rv. 678463-01Rassegna di maggio 2026, p. 266Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15868/2026

    Riconoscimento dell’esenzione per gli “alloggi sociali” - Alloggi gestiti dall’IACP - Presunzione di regolare gestione - Sussistenza - Conseguenze.

    In tema di esenzione dall'ICI prevista per i cd. "alloggi sociali", in relazione al requisito della "regolare assegnazione" opera una presunzione iuris tantum secondo cui gli alloggi dello IACP sono gestiti in conformità alla legge e, quindi, sono regolarmente assegnati, con la conseguenza che grava sull'ente impositore l'onere di fornire la prova contraria, in assenza della quale trova applicazione la detrazione fiscale.

    Rv. 678692-01Rassegna di maggio 2026, p. 263Art. 55 Norme per l'edilizia residenzialeDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 14919/2026

    e IMU - Avvisi di liquidazione e accertamento - Obbligo di motivazione - Ambito - Esplicazione delle ragioni del mancato riconoscimento di possibili esenzioni - Necessità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di ICI e IMU, l'art. 11, comma 2-bis, del d.lgs. n. 504 del 1992, disponendo che gli avvisi di liquidazione e accertamento devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che li hanno determinati, non comporta l'obbligo di indicare anche l'esposizione delle ragioni giuridiche relative al mancato riconoscimento di ogni possibile esenzione prevista dalla legge ed astrattamente applicabile, poiché è onere del contribuente dedurre e provare l'eventuale ricorrenza di una causa di esclusione dell'imposta. (Nella specie, la S.C. ha applicato il principio ad un recupero di IMU relativa all'anno 2015).

    Rv. 678412-01Rassegna di maggio 2026, p. 250Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 14919/2026

    Avviso di accertamento - Allegazione di delibere comunali - Necessità - Esclusione.

    In tema di IMU, le delibere comunali relative all'applicazione del tributo ed alla determinazione delle relative tariffe non rientrano tra i documenti che devono essere allegati agli avvisi di accertamento, ai sensi dell'art. 7 della l. n. 212 del 2000, in quanto detto obbligo riguarda gli atti richiamati nella motivazione che non siano conosciuti o altrimenti conoscibili dal contribuente, ma non anche gli atti generali, come le delibere del consiglio comunale che, essendo soggette a pubblicità legale, si presumono conoscibili.

    Rv. 678412-02Rassegna di maggio 2026, p. 251Art. 7 Statuto del contribuente · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15032/2026

    Avviso di accertamento per omesso versamento - Motivazione - Contenuto - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di TARI, la verifica dell'adeguatezza della motivazione dell'avviso di accertamento va condotta in base alla disciplina dettata, per l'accertamento dei tributi di competenza degli enti locali, dall'art. 1, comma 162, della legge n. 296 del 2006, sicché, ove l'accertamento venga effettuato per omesso versamento, deve ritenersi sufficiente l'indicazione della superficie accertata o della tariffa ritenuta applicabile, in quanto tali elementi, integrati con gli atti generali, quali i regolamenti o altre delibere comunali, sono idonei a rendere comprensibili i presupposti della pretesa tributaria. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva affermato l'idoneità motivazionale dell'avviso di accertamento che, pur recando un'erronea indicazione del numero finale della particella catastale dell'immobile in taluni riquadri, individuava il soggetto destinatario, l'estensione delle superfici tassate e la relativa ubicazione, nonché le aliquote applicate).

    Rv. 678409-01Rassegna di maggio 2026, p. 252Art. 7 Statuto del contribuenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15096/2026

    Avviso d'accertamento - Motivazione - Indicazione dati catastali - Necessità - Esclusione - Condizioni - Fattispecie.

    In tema di TARSU, l'obbligo motivazionale deve intendersi assolto ove dall'avviso di accertamento emerga una fedele e chiara ricostruzione di tutti gli elementi costitutivi dell'obbligazione tributaria, così da consentire un'adeguata, efficace e piena difesa in giudizio del contribuente, sicché l'omessa indicazione degli estremi catastali dell'immobile non invalida l'avviso se il bene resta comunque identificabile attraverso altri elementi (l'indirizzo o, come nella specie, l'indicazione topografica associata alla individuazione della superficie), così da non rendere incerto o equivoco l'oggetto della tassazione.

    Rv. 678410-01Rassegna di maggio 2026, p. 253Art. 7 Statuto del contribuenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 14808/2026

    e TASI - Vincolo idrogeologico - Vocazione edificatoria - Esclusione - Insussistenza - Piano stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI) - Conseguenze.

    In tema di IMU e di TASI, mentre la sussistenza di un vincolo idrogeologico non esclude la vocazione edificatoria delle aree edificabili secondo lo strumento urbanistico generale approvato, incidendo solo sulla valutazione del relativo valore venale, così da ridurre la base imponibile del tributo, per le aree ricadenti nei piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI), di cui all'art. 67 del d.lgs. n. 152 del 2006, la vocazione edificatoria deve essere desunta dalle relative disposizioni, atteso il carattere immediatamente vincolante di detti piani per le amministrazioni comunali e la loro prevalenza sugli strumenti urbanistico-edilizi adottati.

    Rv. 678405-01Rassegna di maggio 2026, p. 248Art. 65 t.u.a. · Art. 67 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 14838/2026

    e TASI - Vincoli idrogeologici, da esondazione e da inalazioni nocive - Edificabilità di fatto - Incidenza - Sul relativo valore venale - Limiti.

    In tema di IMU e TASI, l'esistenza di vincoli idrogeologici, da esondazione e da inalazioni nocive, che condizionino di fatto l'edificabilità del suolo, non esclude la natura fabbricabile dell'area, rilevante ai sensi dell'art. 2 del d.lgs. n. 504 del 1992 e desunta dalla qualificazione attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, ma incide unicamente sulla valutazione in concreto del relativo valore venale, riducendo, quindi, la base imponibile, salvo che le limitazioni alle facoltà del proprietario, discendenti dai predetti vincoli, comprimano fino ad annullare la relativa vocazione edificatoria, traducendosi in vincoli di inedificabilità assoluta.

    Rv. 678406-01Rassegna di maggio 2026, p. 248Art. 65 t.u.a. · Art. 66 t.u.a. · Art. 67 t.u.a. · Art. 20 Testo unico in materia edilizia. (Testo A)Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 13662/2026

    Onere dichiarativo della variazione degli elementi di imposizione - Variazione a seguito di rideterminazione della base imponibile - Sussistenza - Esclusione.

    L'onere dichiarativo della variazione degli elementi di imposizione, previsto per l'ICI dall'art. 10, comma 4, del d.lgs. n. 504 del 1992, e per l'IMU dall'art. 13, comma 12-ter, del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 214 del 2011, successivamente ribadito dall'art. 1, comma 769, della l. n. 160 del 2019, non sussiste nell'ipotesi in cui la variazione consista nella rideterminazione, ad opera dell'ente territoriale, della base imponibile per effetto del mutamento del valore dell'area fabbricabile derivante dalla nuova stima operata ai sensi dell'art. 59, comma 1, lett. g), del d.lgs. n. 446 del 1997.

    Rv. 678393-01Rassegna di maggio 2026, p. 237Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 13663/2026

    Coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali - Esenzione da imposta - Obbligo dichiarativo - Sussistenza - Finalità - Efficacia.

    In tema di IMU, a partire dall'anno di imposta 2016, per effetto dell'art. 1, comma 13, della l. n. 208 del 2015, i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali sono esenti da imposta, sussistendo l'obbligo della dichiarazione del contribuente - che, in assenza di variazioni, ha effetti ultrattivi - per rivendicare l'esenzione che derivi da dati non desumibili dalla banca dati catastali o qualora i presupposti dell'esonero derivino da circostanze fattuali di cui l'ente impositore non abbia già conoscenza qualificata perché originata da fonti inerenti la propria attività amministrativa, non necessariamente per finalità tributaria.

    Rv. 678394-01Rassegna di maggio 2026, p. 237Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da Iuspedia.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 160/2024Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 31 Testo unico in materia edilizia. (Testo A)

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, terzo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), nella parte in cui non fa salvo il diritto di ipoteca iscritto a favore del creditore, non responsabile dell'abuso edilizio, in data anteriore alla trascrizione nei registri…

  • Ordinanza n. 187/2017Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 10 Statuto del contribuente

    Dispositivo: dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), sollevata dalla Commissione tributaria regionale della Toscana in riferimento agli artt. 3, 24, 53, 111 e 117, primo comma, della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte cos…

  • Sentenza n. 232/2009Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 65 t.u.a. · Art. 67 t.u.a.

    Dispositivo: riuniti i giudizi; riservata a separate pronunce la decisione sull'impugnazione dell'intero testo del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nonché di singole disposizioni dello stesso decreto; 1) dichiara inammissibili gli interventi in giudizio dell'Associazione Italiana per il World Wide Fund for Nature (WWF Italia) - Onlus, della Biomasse Italia s.p.a.,…

  • Ordinanza n. 377/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 7 Statuto del contribuente

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7, comma 2, lettera a), della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), sollevata dalla Commissione tributaria regionale di Venezia, in riferimento agli articoli 3, primo comma, e 97 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe. Cosi deciso in Roma,…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 12, da gennaio 2025 a maggio 2026. Fonti e metodologia

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