Lavoro
Ricorso al giudice del lavoro
ex artt. 409 e 414 c.p.c.
Ricorso ex artt. 409 e 414 c.p.c. con più domande nello stesso atto — licenziamento e reintegrazione, inquadramento, differenze retributive, straordinario, TFR, contributi — fatto a paragrafi titolati, istanze istruttorie a blocchi e conclusioni per gruppi.
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Dopo il deposito
- Art. 415: il giudice fissa l’udienza con decreto entro cinque giorni dal deposito; fra deposito e udienza non devono passare più di sessanta giorni. Ricorso e decreto vanno notificati entro dieci giorni dalla pronuncia del decreto, e fra notificazione e udienza devono intercorrere almeno trenta giorni (quaranta se la notificazione è all’estero).
- Art. 416: il convenuto si costituisce almeno dieci giorni prima dell’udienza; nella memoria deve proporre, a pena di decadenza, le domande riconvenzionali e le eccezioni non rilevabili d’ufficio, prendere posizione precisa sui fatti e indicare i mezzi di prova e i documenti.
- Art. 6 della l. 604/1966: il licenziamento si impugna a pena di decadenza entro sessanta giorni con qualsiasi atto scritto; l’impugnazione è inefficace se entro i successivi centottanta giorni non è depositato il ricorso o comunicata la richiesta di tentativo di conciliazione.
- Art. 441-bis: la causa con domanda di reintegrazione ha carattere prioritario e il giudice può ridurre i termini fino alla metà, fermo il termine di venti giorni fra notificazione e udienza.
- Art. 7 dello Statuto: il codice disciplinare va affisso in luogo accessibile a tutti; nessuna sanzione senza contestazione preventiva e senza aver sentito il lavoratore, che può farsi assistere dal sindacato; i provvedimenti più gravi del rimprovero verbale non si applicano prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione.
- Artt. 420 e 421: comparizione personale, tentativo di conciliazione con proposta del giudice, poteri istruttori d’ufficio anche fuori dei limiti del codice civile, accesso sul luogo di lavoro su istanza di parte. Le udienze di mero rinvio sono vietate.
- Art. 94 disp. att. c.p.c.: l’istanza di esibizione deve contenere la specifica indicazione del documento o della cosa e, quando è necessario, l’offerta della prova che la parte o il terzo li possiede.
- Artt. 429 e 431: la condanna per crediti di lavoro comprende interessi legali e maggior danno da svalutazione dal giorno della maturazione; le sentenze di condanna a favore del lavoratore sono provvisoriamente esecutive e si può procedere con la sola copia del dispositivo.
- Art. 2103, settimo comma, c.c.: l’assegnazione a mansioni superiori diviene definitiva, salvo diversa volontà del lavoratore, quando non sia avvenuta per ragioni sostitutive di altro lavoratore in servizio, dopo il periodo fissato dai contratti collettivi o, in mancanza, dopo sei mesi continuativi.
- Art. 5 del d.lgs. 66/2003: il lavoro straordinario deve essere computato a parte e compensato con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi; l’orario normale è di quaranta ore settimanali (art. 3).
- Art. 9 del d.lgs. 23/2015: per i datori sotto i requisiti dimensionali dell’art. 18, ottavo e nono comma, dello Statuto le indennità sono dimezzate; la Corte costituzionale, con la sentenza n. 118 del 2025, ha dichiarato illegittimo il tetto delle sei mensilità.
- Art. 2948 c.c.: cinque anni per le indennità di fine rapporto e, al n. 4, per ciò che si paga periodicamente; la Corte costituzionale, con la sentenza n. 63 del 1966, ha escluso che la prescrizione della retribuzione decorra durante il rapporto.
- D.lgs. 28/2010, art. 5: le controversie di lavoro non rientrano fra le materie a mediazione obbligatoria. Il tentativo di conciliazione dell’art. 410 c.p.c. è facoltativo e sospende i termini di decadenza.
- Il modello non calcola retribuzioni, differenze, indennità, interessi, rivalutazione né contributo unificato.
Ambito e revisione
Ricorso del lavoratore nel rito degli artt. 409 e seguenti, davanti al tribunale in funzione di giudice del lavoro, con più domande nello stesso atto: impugnazione del licenziamento e reintegrazione, superiore inquadramento, differenze retributive, lavoro straordinario, trattamento di fine rapporto, contributi, natura subordinata del rapporto. Le controversie di previdenza e assistenza e i procedimenti speciali seguono altre regole. Non calcola somme, indennità, interessi, rivalutazione né contributo unificato.
Ossatura ricavata dal testo vigente delle norme collegate, con il riferimento indicato per ogni campo. Nessun revisore professionale è ancora associato al modello: i file esportati restano contrassegnati come bozza.
Altre fonti consultate
- Costituzione, art. 36 (retribuzione proporzionata e sufficiente) ↗
- Codice civile, art. 2103 (mansioni) ↗
- Codice civile, art. 2108 (lavoro straordinario) ↗
- Codice civile, art. 2115 (contribuzioni) ↗
- Codice civile, art. 2120 (trattamento di fine rapporto) ↗
- D.lgs. 8 aprile 2003, n. 66, art. 3 (orario normale di lavoro) ↗
- D.lgs. 8 aprile 2003, n. 66, art. 5 (lavoro straordinario) ↗
- L. 15 luglio 1966, n. 604, art. 6 (termini di impugnazione) ↗
- L. 20 maggio 1970, n. 300, art. 18 (tutela in caso di licenziamento illegittimo) ↗
- D.lgs. 4 marzo 2015, n. 23, art. 3 (giusta causa e giustificato motivo) ↗
- Disp. att. c.p.c., art. 94 (istanza di esibizione) ↗
- D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 9 (contributo unificato nelle cause di lavoro) ↗