Legge sull’equo canone

Art. 39 — Diritto di riscatto

Qualora il proprietario non provveda alla notificazione di cui all'articolo precedente, o il corrispettivo indicato sia superiore a quello risultante dall'atto di trasferimento a titolo oneroso dell'immobile, l'avente diritto alla prelazione puo', entro sei mesi dalla trascrizione del contratto, riscattare l'immobile dall'acquirente e da ogni altro successivo avente causa. Ove sia stato esercitato il diritto di riscatto, il versamento del prezzo deve essere effettuato entro il termine di tre mesi che decorrono, quando non vi sia opposizione al riscatto, dalla prima udienza del relativo giudizio, o dalla ricezione dell'atto notificato con cui l'acquirente o successivo avente causa comunichi prima di tale udienza di non opporsi al riscatto. Se per qualsiasi motivo, l'acquirente o successivo avente causa faccia opposizione al riscatto, il termine di tre mesi decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.

Testo vigente dal 29 luglio 1978

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Corte di cassazione

4 pronunce che riguardano l’art. 39, dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15255/2026

    20 maggio 2026

    La sentenza che pronuncia sulla domanda avente ad oggetto l'esercizio del diritto di riscatto di immobile urbano destinato ad uso non abitativo, ai sensi dell'art. 39 della legge n. 392 del 1978, ancorché non divenuta definitiva, deve essere assoggettata all'imposta proporzionale di registro (aliquota dell'8 per cento) ex art. 1 del d.P.R. n. 131 del 1986 e degli artt. 1, comma 1, e 8, lett. a, dell'allegata Tariffa - Parte prima, senza che possa ritenersi applicabile - per il fatto che la sentenza subordina il trasferimento della proprietà al pagamento del prezzo entro il termine di tre mesi dal passaggio in giudicato della decisione - la diversa disciplina di cui all'art. 27, comma 1, del citato d.P.R. n. 131 del 1986.

    Art. 39

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14532/2026

    16 maggio 2026

    In tema di locazione di immobili urbani ad uso non abitativo, è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 38 e 39 della l. n. 392 del 1978, nella parte in cui non riconoscono al conduttore di un immobile in comproprietà il diritto di prelazione e il conseguente riscatto anche nell'ipotesi di alienazione di una sola quota dell'immobile locato - prospettata per la violazione dell'art. 3, sotto il profilo dell'irragionevole disparità di trattamento rispetto al conduttore di un immobile di proprietà esclusiva - non potendosi realizzare, nel primo caso, a differenza che nel secondo, la finalità della piena coincidenza tra la titolarità dell'attività imprenditoriale e la proprietà dell'immobile all'interno del quale è svolta, propria dell'istituto della prelazione nell'ambito dei rapporti in questione.

    Art. 39 · Art. 38 Legge sull’equo canone · Art. 3 cost.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 8324/2026

    3 aprile 2026

    La Sezione Terza civile ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 51, comma 4, del d.lgs. 1° agosto 2003, n. 259, per violazione degli artt. 3 e 41 della Costituzione, nella parte in cui non prevede – in caso di locazione o concessione a diverso titolo, reale o personale, dei beni immobili, o di porzione di essi, destinati alla installazione e all’esercizio degli impianti di reti di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui al comma 1 - che il diritto di prelazione e retratto, di cui agli artt. 38 e 39 della legge 27 luglio 1978, n. 392, possa essere esercitato pur quando l’atto dispositivo, relativo a tali beni immobili o porzione di essi, abbia ad oggetto la costituzione, in favore di terzi, di un diritto reale “minore”, e segnatamente l’usufrutto o la superficie. Con riferimento all’art. 3 Cost., la S.C. ha osservato come la scelta del legislatore appaia, innanzitutto, «di dubbia ragionevolezza» , atteso che «se, per un verso, la norma suddetta ha inteso “riconfermare” per il locatario il diritto di prelazione e recesso, nonché estenderlo a chi abbia a diverso titolo - rispetto alla locazione - la titolarità di un diritto personale o reale sulle “res” destinate alla installazione ed all’esercizio degli impianti di reti di comunicazione elettronica ad uso pubblico, essa, per altro verso, non ha previsto, con scelta contraddittoria, la possibilità di far valere tale diritto nel caso in cui l’atto dispositivo, in favore del terzo abbia natura diversa dal trasferimento della proprietà». In merito alla dedotta violazione dell’art. 41 Cost., la Corte ha precisato che «la mancata previsione anche degli atti costitutivi di diritti reali minori, segnatamente l’usufrutto e la superficie (i soli che appaiono compatibili con la presenza delle suddette installazioni sulle aree “de quibus”), tra quelli in relazione ai quali il diritto di prelazione e recesso potrà essere esercitato, rischia di trasformarsi in un facile escamotage per quegli operatori che, senza operare alcun investimento nel settore, hanno la possibilità, così, di acquisire la disponibilità degli impianti di reti di comunicazione elettronica attraverso atti diversi dalla compravendita» , tale da determinare un effetto distorsivo della concorrenza, «per giunta in un settore, qual è quello dello “sviluppo dei sistemi di telecomunicazione”, nel quale vengono in rilievo - secondo la giurisprudenza costituzionale - “rilevanti interessi nazionali”, essendo i relativi impianti “necessari al paese” (così C. cost., sent. 307 del 2003, in particolare il § 7. del Considerato in diritto)» .

    Art. 39 · Art. 3 cost. · Art. 41 cost. · Art. 38 Legge sull’equo canone

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20033/2025

    18 luglio 2025

    Ai fini della liquidazione delle spese di lite, il valore delle controversie in materia di prelazione urbana, avendo la relativa domanda natura reale in considerazione del possibile esercizio dell'azione di riscatto ex art. 39 l. n. 392 del 1978, si determina ai sensi dell'art. 15, comma 1, c.p.c., moltiplicando per duecento la rendita catastale.

    Art. 39 · Art. 91 c.p.c. · Art. 15 c.p.c. · Art. 38 Legge sull’equo canone

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per articolo da Iuspedia.

Corte costituzionale

6 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 296/1992

    Questione infondata
    22 giugno 1992

    Questione già dichiarata non fondata. - S. n. 228/1990.

    Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 39 Legge sull’equo canone · Art. 26 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 487/1990

    Questione infondata
    22 ottobre 1990

    Questione già dichiarata non fondata. - S. n. 228/1990.

    Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 39 Legge sull’equo canone · Art. 26 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 228/1990

    Questione infondata
    8 maggio 1990

    L'art. 39, comma primo, L. 27 luglio 1978 n. 392, facendo decorrere dalla data di trascrizione della vendita dell'immobile locato il termine semestrale per l'esercizio del diritto di riscatto da parte del conduttore, adotta un criterio non irragionevole di bilanciamento fra l'interesse del terzo al consolidamento dell'acquisto ed il 'favor conductoris' sotteso al diritto potestativo di riscatto, al cui titolare impone un onere di verifica periodica dei registri immobiliari non eccessivamente gravoso al punto da compromettere il suo diritto di azione. (Non fondatezza, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., della questione di legittimità costituzionale dell'art. 39, comma primo, cit.). - S. nn. 311/1988 e 732/1988, nonché (con riguardo ad ipotesi specifica) S. n. 185/1988.

    Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 39 Legge sull’equo canone

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (3)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:legge:1978-07-27;392~art39 · fonte del testo

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