Codice di procedura penale

Art. 324 c.p.p. — Procedimento di riesame

La richiesta di riesame e' presentata, nella cancelleria del tribunale indicato nel comma 5, entro dieci giorni dalla data di esecuzione del provvedimento che ha disposto il sequestro o dalla diversa data in cui l'interessato ha avuto conoscenza dell'avvenuto sequestro. La richiesta e' presentata con le forme previste dall'articolo 582. Se la richiesta e' proposta dall'imputato non detenuto ne' internato, questi, ove non abbia gia' dichiarato o eletto domicilio ((...)), deve indicare il domicilio presso il quale intende ricevere l'avviso previsto dal comma 6; in mancanza, l'avviso e' notificato mediante consegna al difensore. Se la richiesta e' proposta da un'altra persona e questa abbia omesso di dichiarare il proprio domicilio, l'avviso e' notificato mediante deposito in cancelleria. La cancelleria da' immediato avviso all'autorita' giudiziaria procedente che, entro il giorno successivo, trasmette al tribunale gli atti su cui si fonda il provvedimento oggetto del riesame. Con la richiesta di riesame possono essere enunciati anche i motivi. Chi ha proposto la richiesta ha, inoltre, facolta' di enunciare nuovi motivi davanti al giudice del riesame, facendone dare atto a verbale prima dell'inizio della discussione. Sulla richiesta di riesame, in composizione collegiale, decide il tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento nel termine di dieci giorni dalla ricezione degli atti. 90 90a Il procedimento davanti al tribunale si svolge in camera di consiglio nelle forme previste dall'articolo 127. Almeno tre giorni prima, l'avviso della data fissata per l'udienza e' comunicato al pubblico ministero e notificato al difensore e a chi ha proposto la richiesta. Fino al giorno dell'udienza gli atti restano depositati in cancelleria. Si applicano le disposizioni dell'articolo 309, commi 9, 9-bis e 10. La revoca del provvedimento di sequestro puo' essere parziale e non puo' essere disposta nei casi indicati nell'articolo 240 comma 2 del codice penale. 274 278 Il giudice del riesame, nel caso di contestazione della proprieta', rinvia la decisione della controversia al giudice civile, mantenendo nel frattempo il sequestro.

Gli interventi su questo articolo(4)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51

90

Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l'art. 247, comma 1) che "Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall'articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3".

D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188

90a

con decorrenza dal 2 giugno 1999

Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 ha disposto (con l'art. 247, comma 1) che "Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3".

D.L. 17 marzo 2020, n. 18

274

Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 ha disposto (con l'art. 83, comma 9) che "Nei procedimenti penali il corso della prescrizione e i termini di cui agli articoli 303, 308 309, comma 9, 311, commi 5 e 5-bis, e 324, comma 7, del codice di procedura penale e agli articoli 24, comma 2, e 27, comma 6, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 rimangono sospesi per il tempo in cui il procedimento e' rinviato ai sensi del comma 7, lettera g), e, in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2020".

Successivamente la Corte Costituzionale

278

Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 25 maggio - 6 luglio 2021, n. 140 (in G.U. 1ª s.s. 7/7/2021, n. 27), ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 83, comma 9 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, (che ha modificato il comma 7 del presente articolo) "nella parte in cui prevede la sospensione del corso della prescrizione per il tempo in cui i procedimenti penali sono rinviati ai sensi del precedente comma 7, lettera g), e in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2020".

Testo vigente dal 4 aprile 2024

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Corte di cassazione

1 pronuncia che riguarda l’art. 324 c.p.p., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. pen., Sez. III, sent. n. 30372/2024

    24 luglio 2024

    La Terza Sezione ha affermato che la notificazione a indagato non detenuto dell’avviso di fissazione dell’udienza camerale per il riesame di misura cautelare reale, prevista dall’art. 324, comma 6, cod. proc. pen., deve essere eseguita, nel caso in cui non sia possibile effettuarla presso il domicilio in precedenza dichiarato o eletto, mediante consegna al difensore di fiducia o d’ufficio, a norma dell’art. 157-bis, comma 1, cod. proc. pen.

    Art. 324 c.p.p. · Art. 157-bis c.p.p.

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per articolo da Iuspedia.

Corte costituzionale

8 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 339/2008

    Questione infondata
    10 ottobre 2008

    È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 324 cod. proc. pen., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non prevede che l'avviso della data fissata per l'udienza di riesame del sequestro probatorio sia notificato anche alla persona offesa che abbia nominato un difensore e al difensore stesso. Dall'intera impostazione del codice di procedura penale discende, infatti, che alla persona offesa sono attribuiti poteri limitati e circoscritti rispetto a quelli riconosciuti al pubblico ministero e all'indagato, stante la veste di soggetto eventuale del procedimento o del processo, ma non di parte. Ne consegue, pertanto, che colui il quale venga offeso dal reato è privo del diritto alla prova che l'art. 190 cod. proc. pen. limita esclusivamente alle parti, ragione per cui deve escludersi che la persona offesa - a differenza del pubblico ministero, dominus delle indagini e figura preposta istituzionalmente alla raccolta delle prove - possa interloquire in merito al sequestro probatorio, diretto appunto ad assicurare il mantenimento delle fonti di prova. L'evidente eterogeneità delle situazioni di imputato e pubblico ministero da un lato e persona offesa dall'altro, nonché la discrezionalità del legislatore nel modulare la configurazione della tutela di quest'ultima in vista delle necessità proprie del processo penale e delle esigenze di speditezza di quest'ultimo, esclude, pertanto, che la notifica alla persona offesa della data dell'udienza di riesame del sequestro probatorio sia costituzionalmente imposta. - Sui rapporti tra azione civile e processo penale, v. citate: sentenze nn. 443/1990, 171/1982 e 166/1975; ordinanza n. 124/1999, nelle quali la Corte ha affermato che «ogni separazione dell'azione civile dall'ambito del processo penale non può essere considerata come una menomazione o una esclusione del diritto alla tutela giurisdizionale, essendo affidata al legislatore la scelta della configurazione della tutela medesima, in vista delle esigenze proprie del processo penale». V. pure citate sentenze nn. 353/1994 e 192/1991, nelle quali si è ribadito che «l'assetto generale del nuovo processo è ispirato all'idea della separazione dei giudizi, penale e civile, essendo prevalente, nel disegno del codice, l'esigenza di speditezza e di sollecita definizione del processo penale rispetto all'interesse del soggetto danneggiato di esperire la propria azione nel processo medesimo». - Sull'estensione delle facoltà e poteri della persona offesa, v. sentenze citate nn. 413/1994 e 353/1991.

    Art. 324 c.p.p. · Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 368 c.p.p.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 153/2007

    Questione inammissibile
    4 maggio 2007

    È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 324 cod. proc. pen., censurato, in riferimento all'art. 111, secondo comma, Cost., nella parte in cui, secondo l'interpretazione offerta dalla Corte di cassazione, vincolante per il rimettente quale giudice del rinvio, limita i poteri del tribunale del riesame, in caso di impugnazione del decreto di sequestro preventivo, "alla sola astratta possibilità di sussumere il fatto in una determinata ipotesi di reato, senza possibilità di verificare, sulla base dei fatti, per come indicati dal PM e esaminati alla luce delle argomentazioni difensive, se sia ravvisabile il fumus del reato prospettato dall'accusa". Infatti, la questione finisce per risolversi in un'impropria richiesta alla Corte di interpretare il principio di diritto che il rimettente è tenuto ad applicare, come dimostra il carattere discorsivo del petitum , insuscettibile di tradursi nei contenuti necessariamente specifici di una pronuncia additiva. Inoltre, il rimettente non ha verificato le effettive preclusioni scaturenti dal principio di diritto affermato nella sentenza rescindente, che si limita a fissare, nel solco di un risalente e consolidato indirizzo, la preclusione, per il giudice del riesame delle misure reali, di un accertamento sul merito dell'azione penale, nell'ottica di evitare un sindacato sulla concreta fondatezza dell'accusa.

    Art. 324 c.p.p. · Art. 111 cost. · Art. 627 c.p.p. · Art. 321 c.p.p.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 387/1998

    Questione inammissibile
    27 novembre 1998

    È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata, in riferimento all'art. 24 Cost., nei confronti degli artt. 318 e 324 cod. proc. pen., nella parte in cui, riguardo al procedimento di riesame di sequestro conservativo disposto su istanza della parte civile, non prevedono che anche a quest'ultima sia notificato l'avviso della fissata udienza camerale. Con le stesse ordinanze di rimessione, infatti, il giudice 'a quò ha contestualmente annullato il provvedimento oggetto del riesame e pertanto, essendosi già fatta applicazione della norma impugnata in entrambi i giudizi di provenienza, la questione difetta palesemente di rilevanza. red.: S. Pomodoro

    Art. 318 c.p.p. · Art. 324 c.p.p. · Art. 24 cost. · Art. 26 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (3)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Che cosa è cambiato dal 4 aprile 2024

Confronto con la versione in vigore dal 17 marzo 2020 al 4 aprile 2024. 11 parole tolte.

… dall'imputato non detenuto ne' internato, questi, ove non abbia gia' dichiarato o eletto domicilio tolto: o non si sia proceduto a norma dell'articolo 161 comma 2aggiunto: ..., deve indicare il domicilio presso il quale intende ricevere l'avviso previsto dal comma …

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1988-09-22;447~art324 · fonte del testo

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