Decreto IVA

Art. 43 d.P.R. 633/1972

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Il d.lgs. 5 novembre 2024, n. 173, come modificato dal d.l. 31 dicembre 2025, n. 200, ha confermato l'abrogazione del presente articolo.

Abrogato dal 1 gennaio 2027

Corte costituzionale

5 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 81/1987

    Altra decisione
    27 marzo 1987

    La intervenuta modifica con effetto retroattivo - con d.P.R. 29 gennaio 1979, n. 24, modificato dal d.P.R. 31 marzo 1979, n.94 - del regime e delle ipotesi di conciliazione amministrativa in materia di violazione della normativa sull' I.V.A., rende necessaria la restituzione degli atti al giudice a quo al fine del riesame della rilevanza della questione sollevata alla luce delle sopravvenute innovazioni normative. (Questioni di legittimita` costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 76, 77 Cost.: a) degli artt. 43, primo comma, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e 7, secondo comma, d.l. 23 dicembre 1976, n. 852 convertito, con modificazioni, con L. 21 febbraio 1977, n. 31, nella parte in cui non distinguono, ai fini dell'applicazione della pena pecuniaria, il caso della definitiva omissione della dichiarazione da quello, meno grave, dell'omessa dichiarazione seguita da spontaneo, ancorche` tardivo adempimento; b) dell'art. 58, quarto comma, del citato d.P.R. n. 633 del 1972, nella parte in cui non consente al contribuente che presenti in ritardo la dichiarazione di evitare la pena pecuniaria versando all'Ufficio dell'imposte una somma pari ad un sesto del massimo della pena stessa, come invece e` previsto per il contribuente che abbia del tutto omesso la dichiarazione, la cui violazione sia stata accertata ex art. 52 dello stesso d.P.R. a seguito di accessi, ispezioni o verifiche).

    Art. 3 cost. · Art. 76 cost. · Art. 77 cost. · Art. 43 d.P.R. 633/1972

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 111/1986

    Questione infondata
    23 aprile 1986

    Con l'assegnare al legislatore delegato il compito di adeguare la disciplina delle sanzioni tributarie già esistenti, e predeterminate dalla legge, alle riforme che la stessa legge-delega prevedeva, il legislatore delegante ha circoscritto la discrezionalità governativa alla sola scelta dei precetti da sanzionare e delle sanzioni da adottare, con l'ulteriore, espresso limite della necessità di commisurare e graduare queste ultime alla entità delle violazioni (e ciò nella prospettiva di un perfezionamento del sistema sanzionatorio). Sicché, considerato in modo non avulso dal complesso del sistema - ed in riguardo soltanto alle sanzioni amministrative (dai limiti di rilevanza della questione essendo esclusa ogni considerazione concernente quelle penali) - l'art. 10, n. 11, della legge di delega 9 ottobre 1971, n. 825, appare conforme all'art. 76 della Costituzione. (Infondatezza, in riferimento all'art. 76 Cost., della questione di legittimità costituzionale degli artt. 10, comma secondo, n. 11, della legge 9 ottobre 1971, n. 825 e 43 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, sotto il profilo che la delega al Governo in materia di sanzioni per la violazione di obblighi tributari non avrebbe riguardato "oggetti definiti" ne' fissato alcun principio e criterio direttivo, in via derivata assumendosi altresì illegittima la disciplina delle sanzioni per le violazioni di obblighi connessi alla dichiarazione I.V.A.).

    Art. 76 cost. · Art. 10 Delega legislativa al Governo della Repubblica per la riforma tributaria · Art. 43 d.P.R. 633/1972

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 135/1983

    Questione infondata
    5 maggio 1983

    Vanno restituiti ai giudici a quibus gli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale degli artt. 43, primo comma, e 58, quarto comma, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 43 Cost., sotto il profilo che le norme denunciate determinerebbero una ingiustificata disparità di trattamento col prevedere la stessa sanzione sia per chi definitivamente omette la dichiarazione sia per chi la presenti con ritardo, in quanto è sopravvenuto il d.P.R. 29 gennaio 1979, n. 24 che ha modificato le norme denunciate nei sensi auspicati dall'ordinanza di rimessione.

    Art. 27 cost. · Art. 102 cost. · Art. 3 cost. · Art. 53 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (4)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Che cosa è cambiato dal 1 gennaio 2027

Confronto con la versione in vigore dal 1 aprile 1998 al 1 gennaio 2027. 7 parole tolte, 21 parole aggiunte.

tolto: ARTICOLO ABROGATOaggiunto: IL D.LGS. 5 NOVEMBRE 2024, N. 173, COME MODIFICATO DAL D. tolto: LGS. 18 DICEMBRE 1997aggiunto: L. 31 DICEMBRE 2025, N. tolto: 471 aggiunto: 200, HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1972-10-26;633~art43 · fonte del testo

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