Non è fondata con riferimento agli artt. 24, comma secondo, 53, comma primo, e 101, comma primo, Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 33, comma 1, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), nella parte in cui subordina la trattazione della controversia in pubblica udienza alla istanza di almeno una delle parti, in quanto - posto che, trovando l'amministrazione della giustizia fondamento nella sovranità popolare in base all'art. 101, comma 1 Cost., deve ritenersi implicita nei principi costituzionali che disciplinano l'esercizio della giurisdizione la regola generale della pubblicità dei dibattimenti giudiziari, la quale, peraltro, può subire eccezioni in riferimento a determinati procedimenti, quando abbiano obiettiva e razionale giustificazione; e che nel nuovo processo tributario i due riti, in pubblica udienza e in camera di consiglio, coesistono in rapporto di alternatività - l'ammissibilità del rito camerale non risulta lesiva dell'art. 101, comma 1, sia per la natura documentale del processo tributario (nel quale la pubblicità degli atti e della decisione, mediante il deposito della stessa in segreteria, garantisce sufficientemente le esigenze di conoscenza delle vicende tributarie e di controllo dell'opinione pubblica), sia per l'interesse generale alla rapidità del medesimo; in quanto il termine di dieci giorni liberi prima della data di trattazione, entro il quale l'istanza di discussione in pubblica udienza deve essere depositata in segreteria e notificata alle altre parti costituite, non può ritenersi lesivo del diritto di difesa, potendo le parti provvedere ad assolvere siffatti oneri sin dal primo atto difensivo e, comunque, durante tutto il non breve periodo di tempo intercorrente tra la fissazione dell'udienza di trattazione e i dieci giorni liberi prima di tale data; ed in quanto la pubblicità degli atti di causa e della decisione tributaria e la necessità di una congrua motivazione della stessa valgono ad escludere la violazione, in mancanza della pubblica udienza, del canone della trasparenza della imposizione tributaria e del principio costituzionale della corrispondenza del prelievo alla capacità contributiva desumibili dall'art. 53, comma primo, Cost.. - S. nn. 50/1989, 543/1989; O. nn. 587/1989, 121/1994. red.: S. Di Palma
Art. 33 Disposizioni sul processo tributario · Art. 24 cost. · Art. 53 cost. · Art. 101 cost.