L'articolo 57 e' sostituito dal seguente: "Art. 57 (Attribuzione temporanea di mansioni superiori). - 1. Per obiettive esigenze di servizio, il prestatore di lavoro puo' essere adibito a mansioni immediatamente superiori: a) nel caso di vacanza di posto in organico, per un periodo non superiore a tre mesi dal verificarsi della vacanza, salva possibilita' di attribuire le mansioni superiori ad altri dipendenti per non oltre tre mesi ulteriori della vacanza stessa; b) nel caso di sostituzione di altro dipendente con diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo di assenza, tranne quello per ferie. 2. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori, il dipendente ha diritto al trattamento economico corrispondente all'attivita' svolta per il periodo di espletamento delle medesime. Per i dipendenti di cui all'articolo 2, comma 2, in deroga all'articolo 2103 del codice civile l'esercizio temporaneo di mansioni superiori non attribuisce il diritto all'assegnazione definitiva delle stesse. 3. L'assegnazione alle mansioni superiori e' disposta, con le pro- cedure previste dai rispettivi ordinamenti, dal dirigente preposto all'unita' organizzativa presso cui il dipendente presta servizio, anche se in posizione di fuori ruolo o comando, con provvedimento motivato, ferma restando la responsabilita' disciplinare e patrimoniale del dirigente stesso. Qualora l'utilizzazione del dipendente per lo svolgimento di mansioni superiori sia disposta per sopperire a vacanze dei posti di organico, contestualmente alla data in cui il dipendente e' assegnato alle predette mansioni devono essere avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti. 4. Non costituisce esercizio di mansioni superiori l'attribuzione di alcuni soltanto dei compiti propri delle mansioni stesse, disposta ai sensi dell'articolo 56, comma 2. 5. In deroga a quanto previsto dal comma 1, gli incarichi di presidenza di istituto secondario e di direzione dei conservatori e delle accademie restano disciplinati dalla legge 14 agosto 1971, n. 821, e dall'articolo 2, terzo comma, del regio decreto-legge 2 dicembre 1935, n. 2081, convertito dalla legge 16 marzo 1936, n. 498. 6. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dalla data di emanazione, in ciascuna amministrazione, dei provvedimenti di ridefinizione degli uffici e delle piante organiche di cui agli articoli 30 e 31 e, comunque, a decorrere dal 30 giugno 1994. 7. Sono abrogati il decreto legislativo 19 luglio 1993, n. 247, nonche' l'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 10 novembre 1993, n. 470, e sono fatti salvi tutti gli atti connessi al conferimento e allo svolgimento di mansioni superiori adottati ai sensi delle disposizioni stesse".

Testo vigente dal 29 dicembre 1993

Corte costituzionale

L’articolo non è mai stato in discussione davanti alla Corte: è servito da metro per giudicarne altri.

  • Ordinanza n. 289/1996

    Parametro
    22 luglio 1996

    È manifestamente infondata, in relazione all'art. 36 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 33 del d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 (richiamato per il personale delle unità sanitarie dall'art. 83 del d.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761), nella parte in cui sancirebbe il principio generale di commisurazione del trattamento retributivo dell'impiegato alla qualifica funzionale, anziché alle mansioni svolte di fatto, e quindi impedirebbe l'applicabilità della disciplina regolamentare prevista dagli artt. 55 e 121 del d.P.R. 28 novembre 1990, n. 384, vietando di corrispondere al dipendente che svolge mansioni superiori il trattamento corrispondente alle funzioni svolte. Invero la disposizione impugnata si riferisce alla situazione normale degli uffici, nella quale le mansioni svolte dall'impiegato coincidono con la sua qualifica funzionale, sicché essa non pregiudica il trattamento economico del dipendente nei casi eccezionali di adibizione a mansioni superiori. Pertanto non sussiste alcun contrasto con fonti primarie che autorizzi il giudice a disapplicare gli artt. 55 e 121 del d.P.R. n. 384 del 1990 (o le corrispondenti disposizioni di cui all'art. 29 del d.P.R. n. 761 del 1979 o all'art. 57 del d.lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, modificato dall'art. 25 del d.lgs. 23 dicembre 1993, n. 546). - V. S. nn. 57/1989, 296/1990, 101/1995. red.: A. Franco

    Art. 33 Testo unico lo statuto degli impiegati civili dello Stato · Art. 36 cost. · Art. 57 Razionalizzazione della organizzazione delle Amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego · Art. 25 Ulteriori modifiche al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sul pubblico impiego

    Leggi la pronuncia
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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Citate insieme nelle massime

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urn:nir:stato:decreto.legislativo:1993-12-23;546~art25 · fonte del testo