Le disposizioni contenute nel decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, recante Codice delle comunicazioni elettroniche prevalgono in caso di conflitto con le disposizioni del presente decreto. All'articolo 86, comma 3, del Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Gli elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocita' e le altre infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di cui agli articoli 87 e 88, nonche' le opere di infrastrutturazione per la realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocita' in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga, effettuate anche all'interno di edifici, da chiunque posseduti, non costituiscono unita' immobiliari ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, e non rilevano ai fini della determinazione della rendita catastale.". ((L'articolo 54, comma 1,)) del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che gli operatori che forniscono reti di comunicazione elettronica possono essere soggetti soltanto alle prestazioni e alle tasse o canoni espressamente previsti dal comma 2 della medesima disposizione, restando quindi escluso ogni altro tipo di onere finanziario, reale o contributo, comunque denominato, di qualsiasi natura e per qualsivoglia ragione o titolo richiesto.

Testo vigente dal 25 febbraio 2023

Corte di cassazione

1 pronuncia che riguarda l’art. 12, dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 5504/2026

    11 marzo 2026
    • Poste e radiotelecomunicazioni pubbliche

    In tema di oneri a carico delle imprese di telecomunicazioni per l'impianto di reti o per l'esercizio di servizi di comunicazione elettronica, l'art. 93 del d.lgs. n. 259 del 2003 e la norma di interpretazione autentica di cui all'art. 12, comma 3, del d.lgs. n. 33 del 2016 prevedevano il divieto di oneri o canoni diversi da quelli stabiliti per legge soltanto se imposti unilateralmente dall'amministrazione, mentre il successivo art. 8-bis, comma 1, lett. c, del d.l. n. 135 del 2018 (con con modif. dalla l. n. 12 del 219), con norma priva di efficacia retroattiva perché di portata innovativa, ha esteso il suddetto divieto anche agli oneri concordati e, quindi, ai rapporti di natura privatistica e a quelli di natura concessoria in cui il corrispettivo sia determinato in base a una convenzione.

    Art. 12 · Art. 8-bis Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione

    Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 202 ↗

L’unica massima su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegna di marzo/aprile 2026 ↗.

Norme correlate

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Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

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Che cosa è cambiato dal 25 febbraio 2023

Confronto con la versione in vigore dal 13 febbraio 2019 al 25 febbraio 2023. 3 parole tolte, 3 parole aggiunte.

… 1998, n. 28, e non rilevano ai fini della determinazione della rendita catastale.". L'articolo tolto: 93, comma 2 aggiunto: 54, comma 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, si interpreta …

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:decreto.legislativo:2016-02-15;33~art12 · fonte del testo

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