Il principio, già affermato dalla Corte relativamente al personale scolastico assunto prima di una certa data, secondo cui non può essere preclusa, senza violare l'art. 38, secondo comma, della Costituzione, la possibilità, per i lavoratori che al compimento del sessantacinquesimo anno - quale che sia la data di assunzione - non abbiano ancora maturato il diritto a pensione, di derogare a tale limite per il collocamento a riposo, al solo scopo di completare il periodo minimo di servizio richiesto dalla legge per il conseguimento di tale diritto, non può che avere valenza generale: infatti, le considerazioni relative alla necessità di bilanciare l'interesse del lavoratore al conseguimento del diritto alla pensione con altri interessi anch'essi di rilievo costituzionale (quali la politica dell'occupazione giovanile) che, nel passato, indussero la Corte a dichiarare non fondate analoghe questioni, non possono ora ritenersi sufficienti a tale fine, sia perché il momento attuale appare caratterizzato da una generale tendenza a rendere possibile il prolungamento dell'età lavorativa in coincidenza con l'aumento dell'età media della popolazione (v. per esempio legge 28 febbraio 1990, n. 37, che ha reso applicabili ai dipendenti civili dello Stato le disposizioni dell'art. 15 della legge n. 477 del 1973, relativa al personale scolastico), sia perché, comunque, la facoltà in questione va riconosciuta - ai fini del rispetto dell'invocato precetto costituzionale - soltanto per il tempo strettamente necessario al raggiungimento dell'anzianità minima per il diritto alla pensione. A maggior ragione ciò va detto nei casi in cui (come nella fattispecie di cui al giudizio a quo) il mancato raggiungimento del limite pensionistico discende da altra norma di legge, la quale, allo scopo di agevolare determinate categorie di soggetti meritevoli di particolari benefici, dispone l'elevazione, per esse, a cinquantacinque anni del limite massimo d'età per l'accesso all'impiego. Va dunque dichiarata l'illegittimità costituzionale, per contrasto con l'art. 38, secondo comma, Cost. - restando assorbito il profilo di censura relativo all'art. 3 Cost. - dell'art. 4, primo comma, del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092, nella parte in cui non consente al personale statale ivi considerato, che al raggiungimento del limite di età per il collocamento a riposo non abbia compiuto il numero di anni richiesto per ottenere il minimo della pensione, di rimanere in servizio su richiesta fino al conseguimento di tale anzianità minima, e comunque non oltre il settantesimo anno di età. - Per l'affermazione del principio, nell'attuale quadro normativo, riguardo al collocamento a riposo del personale scolastico: S. n. 444/1990. - Sulla norma impugnata, nel senso della infondatezza della questione: S. n. 461/1989.
Art. 4 Testo unico sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato