Art. 6 — Addizionale regionale all'IRPEF

A decorrere dall'anno 2012 ciascuna regione a Statuto ordinario puo', con propria legge, aumentare o diminuire l'aliquota dell'addizionale regionale all'IRPEF di base ((fino ad azzerarla)). La predetta aliquota di base e' pari a 1,23 per cento ((...)). La maggiorazione non puo' essere superiore:

  • a)a 0,5 punti percentuali per gli anni 2012 e 2013;
  • b)a 1,1 punti percentuali per l'anno 2014;
  • c)a 2,1 punti percentuali a decorrere dall'anno 2015. 2 Fino al 31 dicembre 2011, rimangono ferme le aliquote della addizionale regionale all'IRPEF delle regioni che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono superiori alla aliquota di base, salva la facolta' delle medesime regioni di deliberare la loro riduzione fino alla medesima aliquota di base. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 7 AGOSTO 2026, N. 147)). La maggiorazione oltre i 0,5 punti percentuali non trova applicazione sui redditi ricadenti nel primo scaglione di cui all'articolo 11 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' per l'attuazione del presente periodo. In caso di riduzione, l'aliquota deve assicurare un gettito che, unitamente a quello derivante dagli altri tributi regionali di cui all'articolo 12, comma 2, non sia inferiore all'ammontare dei trasferimenti regionali ai comuni, soppressi in attuazione del medesimo articolo 12. Per assicurare la razionalita' del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressivita' cui il sistema medesimo e' informato, le regioni possono stabilire aliquote dell'addizionale regionale all' IRPEF differenziate esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale. ((Le regioni possono stabilire una soglia di esenzione in ragione del possesso di specifici requisiti reddituali, intesa come limite di reddito al di sotto del quale l'addizionale regionale all'IRPEF non e' dovuta e al di sopra del quale la stessa si applica al reddito complessivo.)) Le regioni, nell'ambito della addizionale di cui al presente articolo, possono disporre, con propria legge, detrazioni in favore della famiglia, maggiorando le detrazioni previste dall'articolo 12 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. Le regioni adottano altresi' con propria legge misure di erogazione di misure di sostegno economico diretto, a favore dei soggetti IRPEF, il cui livello di reddito e la relativa imposta netta, calcolata anche su base familiare, non consente la fruizione delle detrazioni di cui al presente comma. Al fine di favorire l'attuazione del principio di sussidiarieta' orizzontale di cui all'articolo 118, quarto comma, della Costituzione, le regioni, nell'ambito della addizionale di cui al presente articolo, possono inoltre disporre, con propria legge, detrazioni dall'addizionale stessa in luogo dell'erogazione di sussidi, voucher, buoni servizio e altre misure di sostegno sociale previste dalla legislazione regionale. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4, 5 e 6 si applicano a decorrere dal 2015. L'applicazione delle detrazioni previste dai commi 5 e 6 e' esclusivamente a carico del bilancio della regione che le dispone e non comporta alcuna forma di compensazione da parte dello Stato. In ogni caso deve essere garantita la previsione di cui al comma 3, ultimo periodo. La possibilita' di disporre le detrazioni di cui ai commi 5 e 6 e' sospesa per le regioni impegnate nei piani di rientro dal deficit sanitario alle quali e' stata applicata la misura di cui all'articolo 2, commi 83, lettera b), e 86, della citata legge n. 191 del 2009, per mancato rispetto del piano stesso. Restano fermi gli automatismi fiscali previsti dalla vigente legislazione nel settore sanitario nei casi di squilibrio economico, nonche' le disposizioni in materia di applicazione di incrementi delle aliquote fiscali per le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari. L'eventuale riduzione((o azzeramento)) dell'addizionale regionale all'IRPEF ((sono esclusivamente)) a carico del bilancio della regione e non ((comportano)) alcuna forma di compensazione da parte dei fondi di cui all'articolo 15.
Gli interventi su questo articolo(1)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

2

Il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto (con l'art. 28, comma 1) che "Tale modifica si applica a decorrere dall'anno di imposta 2011". Ha inoltre disposto (con l'art. 28, comma 2) che "L'aliquota di cui al comma 1, si applica anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano".

Testo vigente dal 12 agosto 2026

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 243/2017

    Questione infondata
    24 novembre 2017

    È dichiarata manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 86, della legge n. 191 del 2009 e 6, comma 10, del d.lgs. n. 68 del 2011, sollevate dalla Commissione tributaria provinciale di Campobasso - in riferimento all'art. 53 Cost. - in quanto l'incremento automatico annuale di 0,30 punti percentuali dell'addizionale regionale all'IRPEF, rispettivamente previsto e confermato dalle disposizioni censurate in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi del piano di rientro dal disavanzo sanitario, sarebbe privo di collegamento con la capacità contributiva dei cittadini. La normativa censurata interviene sulla disciplina dell'addizionale regionale all'IRPEF esclusivamente sotto il profilo dell'aliquota, rimesso all'ampia discrezionalità del legislatore, senza superare il limite della non arbitrarietà o irrazionalità delle relative scelte, atteso che l'incremento annuale, riferito a una fonte di gettito destinato alla Regione, si colloca nel contesto di una "complessa procedura" e di un'ampia serie di misure, le quali dipendono da una situazione oggettiva di rilevante e perdurante disavanzo nel principale comparto di spesa regionale e mirano a risanare la gestione del servizio per assicurare, contemporaneamente, la tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica e, in ultima analisi, per garantire i livelli essenziali di assistenza, non essendo invece condivisibile il rilievo secondo cui il disavanzo dipende esclusivamente da condotte dolose o colpose imputabili ai responsabili del servizio sanitario. ( Precedenti citati: sentenze n. 10 del 2015, n. 116 del 2013, n. 223 del 2012, n. 111 del 1997 e ordinanze n. 23 del 2005, n. 449 del 1998 e n. 352 del 1995, sulla discrezionalità del legislatore nella determinazione dell'entità dell'onere tributario; sentenze n. 192 del 2017, n. 190 del 2017, n. 106 del 2017, n. 14 del 2017, n. 266 del 2016, n. 278 del 2014, n. 110 del 2014, n. 85 del 2014, n. 219 del 2013 e n. 51 del 2013, sulla disciplina dei piani di rientro dai deficit sanitari ).

    Art. 6 Federalismo fiscale enti territoriali · Art. 53 cost. · Art. 97 cost. · Art. 24 cost.

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Che cosa è cambiato dal 12 agosto 2026

Confronto con la versione in vigore dal 1 gennaio 2014 al 12 agosto 2026. 34 parole tolte, 62 parole aggiunte in 2 capoversi.

A decorrere dall'anno 2012 ciascuna regione a Statuto ordinario puo', con propria legge, aumentare o diminuire l'aliquota dell'addizionale regionale all'IRPEF di base aggiunto: fino ad azzerarla. La predetta aliquota di base e' pari a 1,23 per cento tolto: sino alla rideterminazione effettuata ai sensi dell'articolo 2, comma 1, primo periodoaggiunto: .... La maggiorazione non puo' essere superiore:

… delle medesime regioni di deliberare la loro riduzione fino alla medesima aliquota di base. tolto: Resta fermo il limite della maggiorazione di 0,5 punti percentuali, se la regione abbia disposto la riduzione dell'IRAP aggiunto: PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 7 AGOSTO 2026, N. 147. La maggiorazione oltre i 0,5 punti percentuali non trova applicazione sui redditi ricadenti … relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale. Le regionitolto: , aggiunto: possono stabilire una soglia di esenzione in ragione del possesso di specifici requisiti reddituali, intesa come limite di reddito al di sotto del quale l'addizionale regionale all'IRPEF non e' dovuta e al di sopra del quale la stessa si applica al reddito complessivo. Le regioni, nell'ambito della addizionale di cui al presente articolo, possono disporre, con propria legge, … aliquote fiscali per le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari. L'eventuale tolto: riduzione aggiunto: riduzioneo azzeramento dell'addizionale regionale all'IRPEF tolto: e' aggiunto: sono esclusivamente a carico del bilancio della regione e non tolto: comporta aggiunto: comportano alcuna forma di compensazione da parte dei fondi di cui all'articolo 15.

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011-05-06;68~art6 · fonte del testo

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