[1]Testo unico-art. 5. (Indennita' spettante ai superstiti)

[2]In caso di morte del dipendente statale in attivita' di servizio, l'indennita' di buonuscita, nella misura che sarebbe spettata al dipendente, compete, nell'ordine, al coniuge superstite e agli orfani, ai genitori, ai fratelli e sorelle.136 Al coniuge superstite con orfani minorenni spetta l'indennita' intera, salvo quanto previsto dal comma seguente. Se con il coniuge superstite concorrono orfani minorenni di precedente matrimonio o dei quali, comunque, il coniuge superstite non abbia la rappresentanza legale ovvero orfani maggiorenni, l'indennita' e' ripartita come segue: se concorre un solo orfano, nella misura del 60 per cento al coniuge superstite e del 40 per cento all'orfano; se concorrono piu' orfani, nella misura del 40 per cento al coniuge superstite e del 60 per cento, in parti uguali, agli orfani. Per la determinazione delle quote previste dal comma precedente, si considerano concorrenti anche gli orfani minorenni non indicati nel comma stesso; le loro quote sono attribuite al coniuge superstite. Nel caso di concorso tra orfani soli o tra fratelli e sorelle, l'indennita' e' suddivisa in parti uguali; se i superstiti aventi diritto sono i genitori, l'indennita' e' attribuita al padre; si fa luogo, tuttavia, alla suddivisione in parti uguali nel caso in cui la madre, all'atto del decesso del dipendente, vivesse effettivamente separata dal marito senza riceverne gli alimenti.5

Gli interventi su questo articolo(4)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

L. 29 aprile 1976, n. 177

1

con decorrenza dal 1 gennaio 1976

La L. 29 aprile 1976, n. 177 ha disposto (con l'art. 7, comma 3) che "Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano per le cessazioni dal servizio con decorrenza dal 1 gennaio 1976 e successive".

Corte Costituzionale

3

La Corte Costituzionale, con sentenza 27 novembre-3 dicembre 1984, n. 255 (in G.U. 1a s.s. 5/12/1984, n. 335) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 5, primo comma, del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032 ("testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato"), nella parte in cui prevede che gli orfani maggiorenni abbiano diritto all'indennita' di buonuscita solo quando conseguano il diritto alla pensione di riversibilita'".

Corte Costituzionale

5

La Corte Costituzionale, con sentenza 26 marzo-4 aprile 1996, n. 106 (in G.U. 1a s.s. 10/04/1996, n. 15) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 5 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032 (Approvazione del testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato), nella parte in cui esclude che, nell'assenza delle persone ivi indicate, l'indennita' di buonuscita formi oggetto di successione per testamento o, in mancanza, per legge".

Corte Costituzionale

6

La Corte Costituzionale, con sentenza 18 luglio 1997, n. 243 (in G.U. 1a s.s. 23/07/1997, n. 30) ha dichiarato "ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimita' costituzionale dell'art. 5, primo comma, del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032 (Testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato), come sostituito dall'art. 7 della legge 29 aprile 1976, n. 177, nella parte in cui non prevede che, nel caso di morte del dipendente statale in attivita' di servizio, l'indennita' di buonuscita competa, nell'assenza degli altri soggetti ivi indicati, ai fratelli ed alle sorelle del de cuius solo a condizione che gli stessi vivessero a carico di lui".

Testo vigente dal 24 luglio 1997

Corte costituzionale

Questa norma è stata dichiarata illegittima. La declaratoria la rimuove con effetto retroattivo: vale anche per i rapporti sorti prima, se non esauriti.

  • Sentenza n. 243/1997

    Ha colpito questo articolo
    18 luglio 1997

    Illegittimità costituzionale conseguenziale dell'art. 5, primo comma, del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032, come sostituito dall'art. 7 della l. 29 aprile 1976, n. 177, nella parte in cui non prevede che, nel caso di morte del dipendente statale in attività di servizio, l'indennità di buonuscita compete, nell'assenza dei soggetti ivi indicati, ai fratelli e alle sorelle del 'de cuius' solo a condizione che gli stessi vivessero a carico di lui, attesa l'irrazionalità di una vocazione anomala, si assume di specifiche esigenze di solidarietà familiare, che sola possa giustificare la deviazione dai principi generali stabiliti per le successioni legittimate al titolo II del libro secondo del codice civile. red. F. Mangano

    Art. 3 Nuove norme in materia previdenziale per il personale degli Enti locali · Art. 27 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale · Art. 5 Testo unico prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato · Art. 7 Collegamento delle pensioni del settore pubblico alla dinamica delle retribuzioni. Miglioramento del trattamento di quiescenza del personale statale e degli iscritti alle casse pensioni degli istituti di previdenza

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 106/1996

    Ha colpito questo articolo
    4 aprile 1996

    È costituzionalmente illegittimo, per violazione all'art. 3, comma primo, Cost., l'art. 5, comma 1, d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032 (Approvazione del T.U. delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato), nella parte in cui esclude che, nell'assenza delle persone ivi indicate (nell'ordine, il coniuge superstite, gli orfani, i genitori, i fratelli e le sorelle), l'indennità di buonuscita formi oggetto di successione per testamento o, in mancanza, per legge, in quanto - postoché l'indennità di buonuscita deve essere ricondotta nella categoria generale dei trattamenti di fine rapporto nel settore pubblico, ai quali va riconosciuta, in stretta analogia con quelli del settore privato, l'essenziale natura di retribuzione differita, pur se legata ad una concorrente funzione previdenziale - in assenza delle persone indicate nella disposizione 'de qua', a favore delle quali opera una riserva legale di destinazione, perde qualsiasi rilevanza la concorrente funzione previdenziale, espandendosi in tutta la sua portata la natura retributiva dell'indennità stessa; con la conseguenza che, essendo questa già entrata nel patrimonio del dipendente al momento della sua morte, non è ragionevole escludere legislativamente che essa formi oggetto di successione ereditaria, testamentaria o legittima, così come previsto, per effetto di precedenti dichiarazioni di illegittimità costituzionale, relativamente al trattamento di fine rapporto dei dipendenti privati ed all'indennità premio di servizio del personale degli enti locali. - S. nn. 3/1966, 8/1972, 156/1973, 208/1986, 220/1988, 471/1989, 319/1991, 63/1992, 439/1992, 99/1993, 243/1993. red.: S. Di Palma

    Art. 5 Testo unico prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 255/1984

    Ha colpito questo articolo
    3 dicembre 1984

    L'art. 5, primo comma, del d.P.R. n. 1032 del 1973, avendo, in combinato disposto con l'art. 82, primo comma, del d.P.R. n. 1092 dello stesso anno, determinato l'abrogazione dell'art. 5, secondo comma, della legge n. 1407 del 1956 (che attribuiva il diritto all'indennità di buonuscita alle orfane maggiorenni di dipendenti statali sotto la sola condizione di nubilato), sia pure nell'ottica di una parificazione del trattamento riservato, in parte qua, ai figli superstiti, senza distinzione di sesso (potendo, alla stregua del detto combinato disposto, sia gli orfani che le orfane maggiorenni divenire titolari del menzionato diritto in presenza dell'identica condizione consistente nella titolarità del diritto a pensione di riversibilità) eccede dai limiti della delega di cui all'art. 6 della legge n. 775 del 1970 (che avrebbe consentito soltanto rimaneggiamenti della previgente normativa intesi alla semplificazione e allo snellimento delle procedure) ed è pertanto costituzionalmente illegittimo, con la conseguenza che, non potendo la relativa declaratoria avvenire in senso ripristinatorio dell'abrogata normativa (poiché si rinnoverebbe in tal guisa l'anteriore disparità di trattamento tra le figlie e i figli maggiorenni), ne' in quello radicale, idoneo a travolgere l'intero riferimento - contenuto nella norma impugnata - agli "orfani... che conseguano il diritto alla pensione di riversibilità" (poiché ne risulterebbe, per altro verso, altresì violato lo stesso principio di eguaglianza, negandosi agli orfani in genere il diritto all'indennità di buonuscita, a beneficio di altre categorie di superstiti, non considerate dalla legge n. 1407 del 1956 e quindi posposti agli orfani stessi), la soluzione costituzionalmente obbligata va ravvisata in quella idonea a caducare la parte della norma impugnata che ricollega il diritto degli orfani maggiorenni all'indennità di buonuscita alla circostanza che i medesimi conseguano il diritto alla pensione di riversibilità, anticipando, in tal modo il più favorevole regime introdotto con la successiva legge n. 177 del 1976 (art. 7, secondo comma).

    Art. 5 Testo unico prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (5)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

Rinviano a questo articolo

Gli articoli che nel proprio testo richiamano questo.

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Che cosa è cambiato dal 24 luglio 1997

Confronto con la versione in vigore dal 11 aprile 1996 al 24 luglio 1997.

Il testo dell’articolo è rimasto uguale. La nuova versione è stata registrata con la nota ufficiale qui sotto.

La nota di aggiornamento ufficiale

  • Corte Costituzionale

    La Corte Costituzionale, con sentenza 18 luglio 1997, n. 243 (in G.U. 1a s.s. 23/07/1997, n. 30) ha dichiarato "ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimita' costituzionale dell'art. 5, primo comma, del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032 (Testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato), come sostituito dall'art. 7 della legge 29 aprile 1976, n. 177, nella parte in cui non prevede che, nel caso di morte del dipendente statale in attivita' di servizio, l'indennita' di buonuscita competa, nell'assenza degli altri soggetti ivi indicati, ai fratelli ed alle sorelle del de cuius solo a condizione che gli stessi vivessero a carico di lui".

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urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1973-12-29;1032~art5 · fonte del testo

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