[1]Appartengono in primo grado alla cognizione dei Tribunali delle acque pubbliche:

  • a)le controversie intorno alla demanialita' delle acque;
  • b)le controversie circa i limiti dei corsi o bacini, loro alveo e sponde;
  • c)le controversie, aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica;
  • d)le controversie di qualunque natura, riguardanti la occupazione totale o parziale, permanente o temporanea di fondi e le indennita' previste dall'articolo 46 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, in conseguenza dell'esecuzione o manutenzione di opere idrauliche, di bonifica e derivazione e utilizzazione di acque.

[2]Per quanto riguarda la determinazione peritale dell'indennita' prima dell'emissione del decreto della espropriazione resta fermo il disposto dell'articolo 33 della presente legge;

  • e)le controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione e da qualunque provvedimento emesso dall'autorita' amministrativa a termini dell'articolo 2 del testo unico delle leggi 25 luglio 1904, n. 523, modificato con l'articolo 22 della legge 13 luglio 1911, n. 774;
  • f)i ricorsi previsti dagli articoli 25 e 29 del testo unico delle leggi sulla pesca, approvato con R. decreto 8 ottobre 1931, n. 1604.

Testo vigente. Di questo atto non abbiamo le versioni precedenti

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Corte di cassazione

1 pronuncia che riguarda l’art. 140, dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. interl. n. 23018/2023

    28 luglio 2023

    La Sezione Terza civile, in tema di domanda di risarcimento dei danni subiti dal proprio fondo a causa dell’incendio propagatosi da un canale di proprietà e gestito da un consorzio di bonifica, ha disposto, ai sensi dell’art. 374, comma 2, c.p.c., la trasmissione del ricorso al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione relativa alla corretta interpretazione dell’art. 140, lett. e), del r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775, sulla quale esiste un contrasto che, fermo l’ossequio formale all’insegnamento già espresso da Cass. S.U. n. 1066 del 2006, si incentra sull’individuazione della competenza rispetto a quelle situazioni nelle quali la derivazione delle conseguenze dannose sia ricondotta a mera incuria colpevole, od a comportamenti omissivi della pubblica amministrazione, che non implichino scelte discrezionali, neppure implicite, nella gestione delle acque, ovvero potendosi postulare una lettura della richiamata disposizione attributiva della competenza in senso ampio, che non si fondi sul criterio di imputazione della responsabilità.

    Art. 140 · Art. 374 c.p.c.

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per articolo da Iuspedia.

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urn:nir:stato:regio.decreto:1933-12-11;1775~art140 · fonte del testo

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