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[1]VITTORIO EMANUELE III per grazia di Dio e per volonta' della Nazione

[2]RE D'ITALIA

[3]Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato;

[4]Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

[5]Articolo unico.

[6]E' istituita a favore del comune di Carrara una tassa sui marmi escavati nel suo territorio e trasportati fuori di esso. Detta tassa e' applicata e riscossa dal comune all'uscita dei marmi dai suoi confini in base ad apposito regolamento, da deliberarsi dal Consiglio comunale ((sentite le parti sociali)).

[7]Ogni anno il Consiglio comunale, nel deliberare il bilancio preventivo del comune, stabilira', ((...)), la misura in cui la tassa stessa dovra' essere percetta per l'anno successivo, ((...)). Tuttavia, quando il comune dovesse assumere impegni continuativi da fronteggiarsi o da garantirsi col gettito della tassa, il Consiglio comunale potra' in anticipazione fissare per piu' anni la misura ((...)) della tassa stessa.

[8]Potra' il Comune, con deliberazione consiliare, secondo le forme della legge comunale e provinciale e da approvarsi dalla Giunta provinciale amministrativa, disporre che una parte del provento della tassa sia erogata a far fronte alle spese o agli impegni da incontrarsi per la costruzione ed esercizio del porto della Marina di Carrara, accordandosi l'eventuale applicazione della legge 12 febbraio 1903, n. 50; e dovra' erogare una parte del provento stesso, non inferiore al quarto, in contributi alla iscrizione degli operai dell'industria marmifera alla Cassa nazionale di previdenza per gli operai ed a favore della locale Cassa di soccorso.

[9]Dalla data dell'entrata in vigore della presente legge e' abrogato il R. decreto 19 settembre 1860 per la provvisoria istituzione di un diritto di pedaggio sui marmi a favore del comune di Carrara.

[10]Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

[11]Data a Roma, addi' 15 luglio 1911.

[12]VITTORIO EMANUELE.

[13]GIOLITTI.

[14]Visto, Il guardasigilli: FINOCCHIARO-APRILE.

Testo in vigore dal 1 gennaio 1998 al 28 marzo 1999

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Che cosa è cambiato dal 1 gennaio 1998

Confronto con la versione in vigore dal 17 maggio 1917 al 1 gennaio 1998. 29 parole tolte, 4 parole aggiunte in 2 capoversi.

… marmi dai suoi confini in base ad apposito regolamento, da deliberarsi dal Consiglio comunale tolto: e da approvarsi con R. decreto in conformita' dell'annessa tariffa. aggiunto: sentite le parti sociali.

Ogni anno il Consiglio comunale, nel deliberare il bilancio preventivo del comune, stabilira', tolto: entro i limiti massimi della tariffa medesimaaggiunto: ..., la misura in cui la tassa stessa dovra' essere percetta per l'anno successivo, tolto: mantenendo sempre le proporzioni stabilite dalla tariffa fra le varie categorieaggiunto: .... Tuttavia, quando il comune dovesse assumere impegni continuativi da fronteggiarsi o da garantirsi col gettito della tassa, il Consiglio comunale potra' in anticipazione fissare per piu' anni la misura tolto: minimaaggiunto: ... della tassa stessa.

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:legge:1911-07-15;749~art1 · fonte del testo

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