Art. 201 — Finanziamento di opere pubbliche e piano economico-finanziario

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Gli enti locali e le aziende speciali sono autorizzate ad assumere mutui, anche se assistiti da contributi dello Stato o delle regioni, per il finanziamento di opere pubbliche destinate all'esercizio di servizi pubblici, soltanto se i contratti di appalto sono realizzati sulla base di progetti "chiavi in mano" ed a prezzo non modificabile in aumento, con procedura di evidenza pubblica e con esclusione della trattativa privata. Per le nuove opere di cui al comma 1 il cui progetto generale comporti una spesa superiore al miliardo di lire, gli enti di cui al comma 1 approvano un piano economico-finanziario diretto ad accertare l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della connessa gestione, anche in relazione agli introiti previsti ed al fine della determinazione delle tariffe. Il piano economico-finanziario deve essere preventivamente assentito da una banca scelta tra gli istituti indicati con decreto emanato dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Le tariffe dei servizi pubblici di cui al comma 1 sono determinati in base ai seguenti criteri:

  • a)la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare la integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico-finanziario;
  • b)l'equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti ed il capitale investito:
  • c)l'entita' dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli investimenti e della qualita' del servizio.

Testo in vigore dal 28 settembre 2000 al 2 marzo 2001

Norme correlate

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urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267~art201 · fonte del testo

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