[1]Costituiscono motivo di risoluzione dei contratti di affitto:

  • a)il trasferimento;
  • b)l'uso irregolare dell'alloggio;
  • c)la destituzione o le dimissioni dall'impiego;
  • d)il collocamento a riposo, la cessazione comunque dal servizio attivo del personale militare per gli alloggi di cui agli art. 343 (comma 2°), 345 lett. b) e la morte del locatario.

[2]Il regolamento previsto dall'art. 393 determinera' in quali casi e per quale periodo di tempo l'alloggio concesso potra' essere mantenuto dopo il collocamento a riposo del locatario o conservato, in caso di sua morte, in uso alla vedova od ai figli minorenni.

[3]La risoluzione dei contratti di locazione e', con ordinanza motivata, dichiarata, secondo i casi, dal Presidente dell'Istituto sentito il Comitato centrale o dai presidenti delle rappresentanze di esso sentiti i rispettivi comitati ovvero dai rappresentanti di cui al 4° comma dell'art. 355. Allo stesso modo si procede in caso di morosita' e di abusiva od irregolare occupazione di case o di locali dell'Istituto.

[4]Per gli alloggi poi locati a soci del cessato Istituto romano cooperativo, i casi di risoluzione dei contratti sono quelli previsti dallo statuto.

[5]Tali ordinanze hanno forza di titolo esecutivo a tutti gli effetti di legge e alla eventuale esecuzione dello sfratto si provvedera' in via amministrativa a mezzo del personale stesso dell'Istituto il quale potra' richiedere direttamente l'assistenza della forza pubblica.

Testo vigente dal 5 agosto 1938

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Versioni nel tempo

Di questo articolo abbiamo una versione sola

Le versioni storiche sono pubblicate solo per alcune raccolte di atti, e quella da cui viene questo atto non è fra quelle. Stiamo recuperando la multivigenza atto per atto: quando arriva, qui compare la storia completa con le date.

urn:nir:stato:regio.decreto:1938-04-28;1165~art386 · fonte del testo

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