Art. 66 — Definizione amministrativa delle trasgressioni
Provvedimento abrogato dal d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla l. 6 agosto 2008, n. 133.
Abrogato dal 22 dicembre 2008
Provvedimento abrogato dal d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla l. 6 agosto 2008, n. 133.
Abrogato dal 22 dicembre 2008
Questa norma è stata dichiarata illegittima. La declaratoria la rimuove con effetto retroattivo: vale anche per i rapporti sorti prima, se non esauriti.
Il potere discrezionale attribuito all'autorità amministrativa di determinare la somma da versarsi a titolo di conciliazione amministrativa e di decidere se un soggetto possa essere ammesso alla medesima o meno, non contrasta con gli artt. 3 e 113 della Costituzione. Invero siffatti poteri, essendo soggetti ai ricorsi amministrativi e giurisdizionali, mediante i quali può essere eliminato l'eventuale vizio di disparità di trattamento, non danno luogo a facoltà arbitrarie. Essi soddisfano invece l'esigenza di adeguare il disposto normativo alla particolarità del caso concreto, il che è indispensabile per realizzare nei suo veri termini il principio d'eguaglianza che si traduce, in siffatti casi, in un principio di giusta proporzione (cfr. anche sent. 95/1967 e 55/1969).
Art. 66 Testo unico la finanza locale
Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.
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4 versioni dal 1931
Confronto con la versione in vigore dal 21 novembre 1969 al 22 dicembre 2008. 201 parole tolte, 23 parole aggiunte.
tolto: Prima dell'apertura del dibattimento innanzi l'autorita' giudiziaria di primo grado, il trasgressore, con domanda da lui sottoscritta e che e' considerata irrevocabile, puo' chiedere che l'applicazione della pena dell'ammenda, nei limiti del minimo e del massimo, stabiliti dalla legge, sia fatta dall'amministrazione delle imposte di consumo. La domanda non e' valida se contiene riserve o condizioni, e se il trasgressore non ha fatto il deposito della somma richiesta a garanzia dell'imposta, della pena dell'ammenda e delle spese, secondo le norme che saranno stabilite nel regolamento. La decisione spetta al podesta' od alla commissione consorziale in caso di gestione unica e complessiva fatta per consorzi di comuni, e si estende, ove del caso, alle imposte e alle spese. Contro l'indicata decisione e' ammesso il ricorso gerarchico di cui all'art. 90 del presenteTesto Unico e non compete gravame davanti l'autorita' giudiziaria. Le trasgressioni possono definirsi altresi' amministrativamente, in via breve, secondo le norme da determinarsi nel regolamento. Per la definizione in via breve puo' essere competente il direttore degli Uffici delle imposte di consumo per l'oblazione sino aL. 10.000 e il capo di ogni ufficio per l'oblazione non superiore a L. 1000. Detti impiegati debbono essere espressamente delegati dal sindaco.aggiunto: Testo-art. 66 PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133
barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.
Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.
RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.
urn:nir:stato:regio.decreto:1931-09-14;1175~art66 · fonte del testo
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