Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 73/1994

    Questione inammissibile
    3 marzo 1994

    Difetta di rilevanza, essendosi censurata una norma ormai abrogata che non esplica più il suo effetto nel giudizio 'a quò, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 del regio decreto 3 marzo 1934 n. 383, nella parte in cui prevede la decadenza automatica dell'impiegato di enti locali in seguito a condanna penale passata in giudicato, per determinati reati, senza la previsione di un procedimento disciplinare, in violazione del principio di proporzione tra infrazione e sanzione. Nel giudizio 'a quò, infatti, trova applicazione la legge 7 febbraio 1990, n. 19, che ha stabilito che "il pubblico dipendente non può essere destituito di diritto a seguito di condanna penale" e che "è abrogata ogni contraria disposizione di legge", salva l'inflizione della destituzione all'esito del procedimento disciplinare e con previsione della riammissione in servizio, a domanda, per i pubblici dipendenti che, anteriormente alla data di entrata in vigore della legge, siano incorsi nella destituzione di diritto. (Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3 Cost., dell'art. 9 del regio decreto 3 marzo 1934 n. 383). - Con riferimento alla norma oggetto dell'attuale questione O. n. 302/1990. Cfr. inoltre S. nn. 971/1988, 197/1993, 134/1992 e 415/1991, nonché O. n. 403/1992. red.: F.S. rev.: S.P.

    Art. 3 cost. · Art. 9 Testo unico della legge comunale e provinciale · Art. 26 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Che cosa è cambiato dal 13 giugno 1990

Confronto con la versione in vigore dal 17 marzo 1934 al 13 giugno 1990. 95 parole tolte, 13 parole aggiunte in 3 capoversi.

tolto: Le condizioni previste come causa di incapacita' o di incompatibilita' per un determinato ufficio impediscono la nomina all'ufficio stesso, se preesistano, e ne determinano la decadenza, ove sopravvengano.aggiunto: Testo unico-art. 9

tolto: Tuttavia la perdita del requisito della buona condotta morale o politica non e' causa di decadenza dall'ufficio, ma da' luogo all'applicazione dei provvedimenti previsti dalla legge.

tolto: Qualora l'incompatibilita' riguardi soltanto il cumulo degli uffici, l'interessato ha facolta' di dichiarare, nel termine di giorni quindici dalla partecipazione dell'ultima nomina, per quale di essi intenda optare. Se l'interessato non fa la dichiarazione nel termine stabilito, decade dalla seconda nomina.aggiunto: ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 8 GIUGNO 1990, N. 142

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

La nota di aggiornamento ufficiale

  • L. 8 giugno 1990, n. 142

    La L. 8 giugno 1990, n. 142 ha disposto (con l'art. 64, comma 1, alinea) l'abrogazione del presente articolo "Salvo quanto previsto dall'articolo 59, comma 2".

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:regio.decreto:1934-03-03;383~art9 · fonte del testo

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