Provvedimento abrogato dal d.l. 22 dicembre 2008, n. 200, convertito con modificazioni dalla l. 18 febbraio 2009, n. 9.
Abrogato dal 16 dicembre 2009
Provvedimento abrogato dal d.l. 22 dicembre 2008, n. 200, convertito con modificazioni dalla l. 18 febbraio 2009, n. 9.
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2 versioni dal 1908
Confronto con la versione in vigore dal 22 luglio 1908 al 16 dicembre 2009. 1048 parole tolte, 22 parole aggiunte in 26 capoversi.
tolto: Intendenza di finanza di Venezia
Atto di permutatolto: .
tolto: Repertorio n. 1632.
tolto: Regnando Sua Maesta'
tolto: VITTORIO EMANUELE III per grazia di Dio e per volonta' della Nazione
tolto: Re d'Italia
tolto: Questo giorno 19 giugno 1908, alle ore 14, nel palazzo ex-Fondaco dei Tedeschi, sede dell'Intendenza di finanza;
tolto: Innanzi a me Giordano Lanza Guido di Pietro, segretario delegato a ricevere gli atti in forma pubblica amministrativa ed alla continua e contestuale presenza dei signori Riccoboni Attilio fu Angelo, nato a Venezia, ed Izzo Vincenzo fu Alberico, nato a Napoli, domiciliati entrambi a Venezia, testimoni a me noti ed idonei;
tolto: Sono comparsi, l'ill.mo signor cav. uff. dottor Giuseppe Brotto, intendente di finanza di Venezia, e l'ill.mo signor sindaco di Venezia N. H. gran uff. conte avv. Filippo Grimani, onde addivenire alla stipulazione del seguente contratto di permuta.
tolto: Premettesi,
tolto: Con le leggi 11 agosto 1870, n. 5784, allegato B, e 2 luglio 1875, n. 2565, fu aperto un credito di L. 1,800,000 al comune di Venezia per la costruzione di Magazzini generali alla Sessola e Santa Marta in seguito all'abolizione delle franchigie doganali di Venezia.
tolto: In esecuzione di regolari progetti approvati dal Governo, il Comune costrui' i Magazzini generali per gli olii minerali alla Sessola ed una delle due parti di quelli a Santa Marta, non essendosi ritenuto opportuno di costruire l'altra parte, forse perche' l'istituzione non raggiunse lo scopo.
tolto: I lavori compiuti dal Comune vennero valutati dall'ufficio del genio civile inL. 1,593,738, ed il Governo pago' la somma di L. 1,177,759, equivalente ai tre quarti di quella erogata dallo stesso Comune per i lavori effettivamente da esso eseguiti, giusta quanto era stato determinato con il decreto Ministeriale 20 luglio 1875, n.40,90-7291.
tolto: Il Comune di Venezia richiese il pagamento delle residue lire 415,979, ma il Governo, eccependo che non erano state compiute tutte le opere progettate, respinse la domanda, che, portata avanti ai tribunali, non ebbe miglior fortuna, come risulta dalla sentenza 21-25 febbraio 1901 della Corte di cassazione di Firenze.
tolto: Con l'esecuzione dei lavori portuali, e con lo sviluppo commerciale del porto, si fece viva la convinzione che per l'ordinamento dei servizi ferroviari fosse necessario occupare la zona antistante ai Magazzini generali di Santa Marta, ed anche la prima fila dei fabbricati constituenti i medesimi.
tolto: Corsero senza effetto ripetute pratiche fra il Governo ed il Comune per risolvere la vertenza, imperocche' quest'ultimo sostenne sempre che avrebbe consentito l'abbandono completo dei Magazzini generali di Santa Marta ed annessi purche' gli venisse assicurato il pagamento del suo preteso credito.
tolto: Finalmente col memoriale del marzo 1906 il Comune propose di permutare i Magazzini generali di Santa Marta, aree ed impianti annessi, con le Sacche demaniali esistenti lungo il lato meridionale della Giudecca e con quelle completate o da completarsi in Malamocco e con quelle poste subito a sud dell'abitato di Malamocco.
tolto: Quest'ultima proposta venne presa in considerazione, e, richiesto al riguardo il parere dell'Ufficio del genio civile di Venezia, esso ritenne che fosse nell'interesse dello Stato, nei riguardi delta sistemazione del servizio ferroviario portuale, di rendersi proprietario delle aree e dei fabbricati offerti in permuta, ed anche perche' l'azienda ferroviaria per effetto di tale permuta potra' liberamente disporre della fronte della banchina di Santa Marta, potra' valersi dei binari di allacciamento con la stazione marittima ed utilizzare i Magazzini esistenti convenientemente ridotti.
tolto: Il predetto ufficio del genio civile ritenne che il Demanio trovasi possessore di terrapieni da esso creati mediante sottrazione di aree lagunari per prelevamenti ed imprescindibili necessita' esecutive nell'interesse dei lavori portuali, e che tali aree, o Sacche, che rappresentano ora un bene patrimoniale, non hanno alcun interesse ne' immediato, ne' prevedibile con gli eventuali sviluppi portuali di Venezia e con la sua laguna, e sono percio' alienabili.
tolto: L'opportunita' dell'alienazione al comune di Venezia di tali Sacche si manifesta evidente ove si consideri che tale citta' col suo territorio urbano non potrebbe estendersi altrimenti che verso la laguna, e quindi, ad evitare ulteriori interrimenti di questa, e' da preferirsi che ogni terrapieno eseguito concorra a beneficio del suo sviluppo edilizio.
tolto: Procadutosi alla valutazione dei beni permutandi da parte dell'ufficio del genio civile, pei magazzini generali annessi ed aree fu fissata la cifra di L. 2,335,228, e per le Sacche demaniali quella di L. 1,160,000, ma siccome il comune di Venezia, per cedere in permuta i magazzini stessi ed annessi doveva rimborsare al Governo quanto esso aveva gia' pagato per le costruzioni avvenute, cioe' L 1,177,758.92, cosi' fu pattuito che la somma stessa, anziche' versata materialmente, fosse dedotta dal valore complessivo attribuito agli enti che il Comune offre in vendita al Governo.
tolto: Portate a questo punto le trattative, la Direzione generale del demanio, con dispaccio 15 maggio 1908, n. 134,987, incaricava la intendenza di finanza di Venezia di tradurre in formale atto i patti concretati. All'uopo anche il comune di Venezia chiedeva ed otteneva l'approvazione del proprio Consiglio con deliberazione 29 maggio 1908, approvata dalla Giunta provinciale amministrativa in seduta del 17 giugno 1908, e si muniva del prefettizio decreto di autorizzazione alla permuta in data pure 17 giugno 1908, n. 11,244.
tolto: Tutto cio' premesso ed avuto come parte integrante del presente contratto, al quale sono inoltre allegati sub a la copia autentica della deliberazione consigliare, sub b quella della decisione della Giunta Provinciale amministrativa, sub c quella del prefettizio decreto suddetto 17 giugno 1908, sub d la tavola delle zone, che il Comune cede allo Stato e sub e usque e le tavole delle zone, che lo Stato cede in cambio al Comune, gli illustrissimi signori cavaliere uff. dott. Giuseppe Brotto, intendente di finanza, e N. H. uff. Filippo Grimani, sindaco di Venezia, i quali hanno dichiarato che nella stipulazione, che andranno a fare, intendono di obbligare esclusivamente le due Amministrazioni che rappresentano; hanno convenuto quanto appresso:
tolto: Art. 1.
tolto: Il Governo non si oppone a che il comune di Venezia nel suo interesse abbandoni la costruzione della seconda parte dei Magazzini generali a Santa Marta.
tolto: Ove pero' in avvenire fosse riconosciuta la necessita' di costruire in Venezia i Magazzini generali, vi si provvedera' col concorso dello Stato e del Comune alle condizioni ed entro i limiti stabiliti dalle leggi 11 agosto 1870, n. 5784 (all. B) e 2 luglio 1875, n. 2565.aggiunto: -art. 1 PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N. 200, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9
barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.
Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.
urn:nir:stato:legge:1908-07-05;416~art1 · fonte del testo
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