Art. 9 — Reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto

Il Governo e' delegato ad emanare, entro otto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, procedendo all'abrogazione del titolo I del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516, e delle altre norme vigenti incompatibili con la nuova disciplina. Il decreto legislativo sara' informato ai seguenti principi e criteri direttivi:

  • a)prevedere un ristretto numero di fattispecie, di natura esclusivamente delittuosa, punite con pena detentiva compresa tra sei mesi e sei anni con esclusione del ricorso a circostanze aggravanti ad effetto speciale, caratterizzate da rilevante offensivita' per gli interessi dell'erario e dal fine di evasione o di conseguimento di indebiti rimborsi di imposta, aventi ad oggetto:
  • 1)le dichiarazioni annuali fraudolente fondate su documentazione falsa ovvero su altri artifici idonei a fornire una falsa rappresentazione contabile;
  • 2)l'emissione di documenti falsi diretti a consentire a terzi la realizzazione dei fatti indicati nel numero 1);
  • 3)l'omessa presentazione delle dichiarazioni annuali e le dichiarazioni annuali infedeli;
  • 4)la sottrazione al pagamento o alla riscossione coattiva delle imposte mediante compimento di atti fraudolenti sui propri beni o altre condotte fraudolente;
  • 5)l'occultamento o la distruzione di documenti contabili;
  • b)prevedere, salvo che per le fattispecie concernenti l'emissione o l'utilizzazione di documentazione falsa e l'occultamento o la distruzione di documenti contabili, soglie di punibilita' idonee a limitare l'intervento penale ai soli illeciti economicamente significativi;
  • c)prevedere che le soglie di cui alla lettera b) siano articolate in modo da:
  • 1)escludere l'intervento penale al di sotto di una determinata entita' di evasione, indipendentemente dai valori dichiarati;
  • 2)comportare l'intervento penale soltanto quando il rapporto tra l'entita' dei componenti reddituali o del volume di affari evasi e l'entita' dei componenti reddituali o del volume di affari dichiarati sia superiore ad un determinato valore;
  • 3)comportare, in ogni caso, l'intervento penale quando l'entita' dei componenti reddituali o del volume di affari evasi raggiunga, indipendentemente dal superamento della soglia proporzionale, un determinato ammontare in termini assoluti;
  • 4)prevedere nelle ipotesi di omessa dichiarazione una soglia minima di punibilita' inferiore a quella prevista per i casi di infedelta';
  • d)prevedere sanzioni accessorie adeguate e proporzionate alla gravita' delle diverse fattispecie, desunta in particolare dalle caratteristiche della condotta e della sua offensivita' per gli interessi dell'erario;
  • e)prevedere meccanismi premiali idonei a favorire il risarcimento del danno;
  • f)prevedere la non punibilita' di chi si sia uniformato al parere del comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive, istituito ai sensi dell'articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413;
  • g)uniformare la disciplina della prescrizione dei reati a quella generale, salvo le deroghe rese opportune dalla particolarita' della materia penale tributaria;
  • h)individuare la competenza territoriale sulla base del luogo in cui il reato e' stato commesso, ovvero, ove cio' non fosse possibile, del luogo in cui il reato e' stato accertato;
  • i)prevedere l'applicazione della sola disposizione speciale quando uno stesso fatto e' punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa;
  • l)coordinare le nuove disposizioni con il sistema sanzionatorio amministrativo, in modo da assicurare risposte punitive coerenti e concretamente dissuasive.

Testo vigente dal 28 giugno 1999

Corte costituzionale

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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:legge:1999-06-25;205~art9 · fonte del testo

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