Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Art. 323 c.c.i.i. — Bancarotta semplice

E' punito con la reclusione da sei mesi a due anni, se e' dichiarato in liquidazione giudiziale, l'imprenditore che, fuori dai casi preveduti nell'articolo precedente:

  • a)ha sostenuto spese personali o per la famiglia eccessive rispetto alla sua condizione economica;
  • b)ha consumato una notevole parte del suo patrimonio in operazioni di pura sorte o manifestamente imprudenti;
  • c)ha compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare l'apertura della liquidazione giudiziale;
  • d)ha aggravato il proprio dissesto, astenendosi dal richiedere la dichiarazione di apertura della propria liquidazione giudiziale o con altra grave colpa;
  • e)non ha soddisfatto le obbligazioni assunte in un precedente concordato preventivo o liquidatorio giudiziale. La stessa pena si applica all'imprenditore in liquidazione giudiziale che, durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di liquidazione giudiziale ovvero dall'inizio dell'impresa, se questa ha avuto una minore durata, non ha tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla legge o li ha tenuti in maniera irregolare o incompleta. Salve le altre pene accessorie di cui al capo III, titolo II, libro I del codice penale, la condanna importa l'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e l'incapacita' ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a due anni.

Testo vigente dal 14 febbraio 2019

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urn:nir:stato:decreto.legislativo:2019-01-12;14~art323 · fonte del testo

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