Corte costituzionale

Sentenza n. 527/2000

Altra decisione · depositata il 22/11/2000 · relatore Gustavo Zagrebelsky

Norme in gioco

usata come parametro

Epigrafe

ha pronunciato la seguente Sentenza nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 2, commi 2 e 3,

della legge della Regione Marche, riapprovata il 30 giugno 1998,

recante "disciplina dei campeggi", promosso con ricorso del

Presidente del Consiglio dei Ministri, notificato il 21 luglio 1998,

depositato in cancelleria il 29 successivo e iscritto al n. 32 del

registro ricorsi 1998.

Visto l'atto di costituzione della Regione Marche;

Udito nell'udienza pubblica del 24 ottobre 2000 il giudice

relatore Gustavo Zagrebelsky;

Uditi l'avvocato dello Stato Gaetano Zotta per il Presidente del

Consiglio dei ministri e l'avvocato Roberto Nania per la Regione

Marche.

Motivazione

Ritenuto in fatto

1. - Con ricorso del 17 luglio 1998, regolarmente notificato e

depositato, il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato

questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, commi 2 e 3,

della delibera legislativa della Regione Marche (disciplina dei

campeggi) riapprovata il 30 giugno 1998, per contrasto con l'art. 6,

sesto comma, della legge 17 maggio 1983, n. 217 (legge quadro per il

turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione

dell'offerta turistica), avente carattere, secondo il ricorrente, di

principio fondamentale a norma dell'art. 117 della Costituzione.

La delibera legislativa regionale impugnata prevede che nei

campeggi possano essere installate anche unità abitative fisse,

bungalows e monolocali, mentre la norma statale, affermando che i

campeggi sono "esercizi ricettivi, aperti al pubblico, a gestione

unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta e il soggiorno di

turisti provvisti, di norma, di tende o altri mezzi autonomi di

pernottamento", impedisce la dislocazione di strutture abitative,

ancorché minime, stabilmente infisse sul terreno. L'inciso "di

norma" - secondo il ricorrente - non implicherebbe una possibilità

di deroga alla prescrizione che debba trattarsi di strutture mobili,

ma si riferirebbe a turisti muniti del solo sacco a pelo, oppure a

coloro che utilizzino attrezzature mobili non di loro proprietà, ma

affittate dal gestore del campeggio; mentre - si osserva nel ricorso

- gli esercizi ricettivi abilitati a essere sede di strutture fisse

sono qualificati dalla legge quadro, all'art. 6, settimo comma, come

"villaggi turistici".

2. - Nel giudizio così promosso si è costituita la Regione

Marche, sostenendo l'infondatezza della questione. Secondo la difesa

della regione, l'inciso "di norma" contenuto nell'art. 6, sesto

comma, della legge quadro statale, a differenza di quanto affermato

dal ricorrente, lascerebbe aperta la possibilità di installare nei

campeggi strutture fisse, sia pure in misura minima e non prevalente,

per provvedere all'accoglienza di turisti privi di tende o di altri

mezzi autonomi di pernottamento; gli esercizi abitativi destinati a

essere sede di strutture fisse non sarebbero dunque necessariamente i

"villaggi turistici" di cui al settimo comma del medesimo art. 6. La

distinzione tra campeggi e villaggi turistici poggia, secondo la

regione, su un criterio di prevalenza: nei campeggi devono prevalere

le strutture mobili, nei villaggi turistici quelle fisse. D'altra

parte la disciplina preesistente in materia (legge regionale

22 ottobre 1994, n. 42) prevedeva già, all'art. 6, comma 2, che nei

campeggi potessero essere installati allestimenti minimi, che

avessero una capacità non superiore al 25 per cento di quella

complessiva dell'esercizio. La nuova legge regionale ha solo elevato,

dal 25 al 30 per cento, tale limite massimo, e ha introdotto una

esemplificazione della nozione di "allestimento stabile minimo". E

norme di questo tipo, si osserva in conclusione, sono presenti nella

legislazione di quasi tutte le altre regioni italiane.

3. - In prossimità dell'udienza, la Regione Marche ha depositato

una memoria, rilevando che a seguito della approvazione della legge

regionale 31 agosto 1999, n. 23 (disciplina dei campeggi) deve

ritenersi cessata la materia del contendere: la nuova legge, infatti,

reca una organica disciplina della intera materia e non contiene la

previsione impugnata, in quanto il nuovo art. 2, definendo la nozione

di campeggio, non prevede la possibilità di installare unità

abitative fisse. Nel merito, comunque, la regione ha ribadito,

sviluppando gli argomenti addotti nell'atto di costituzione,

l'infondatezza della questione.

4. - All'udienza pubblica del 24 ottobre 2000, l'Avvocatura dello

Stato e la Regione Marche hanno concluso per la cessazione della

materia del contendere. Considerato in diritto

1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato la

legge della Regione Marche recante "disciplina dei campeggi",

approvata il 17 febbraio 1998 e riapprovata a maggioranza assoluta,

dopo il rinvio governativo, in data 30 giugno 1998.

Il ricorrente si duole, in particolare, dell'art. 2, commi 2 e 3,

della delibera legislativa regionale, assumendone il contrasto con la

disciplina posta dall'art. 6, sesto comma, della legge 17 maggio

1983, n. 217 (legge quadro per il turismo e interventi per il

potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica):

quest'ultimo, infatti, nel definire i campeggi come "esercizi

ricettivi, aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati su

aree recintate per la sosta e il soggiorno di turisti provvisti, di

norma, di tende o altri mezzi autonomi di pernottamento", sta a

significare che per definirsi tali i campeggi non possono essere

utilizzati per dislocarvi unità abitative fisse e stabili, ancorché

di modesta volumetria, come monolocali, bungalows e simili strutture;

mentre la delibera legislativa regionale prevede che nei campeggi

possano essere insediate dette unità abitative. In ciò il

ricorrente ravvisa la violazione dell'art. 117 della Costituzione,

per la contraddizione tra la legge regionale e il principio

fondamentale posto dalla legge quadro.

2. - Dopo la proposizione del ricorso, è intervenuta la legge

regionale 31 agosto 1999, n. 23, che, nel porre una nuova e organica

"disciplina dei campeggi" complessivamente ricalcante quella

contenuta nella delibera legislativa del 1998, non ha tuttavia

ripetuto la disposizione oggetto della presente questione: il nuovo

art. 2, recante la definizione dei campeggi, stabilisce che essi sono

"esercizi ricettivi ... allestiti ed attrezzati su aree recintate per

la sosta e il soggiorno temporaneo di turisti di norma provvisti di

tende, caravan, autocaravan, mobilhouse, maxicaravan, o altri mezzi

mobili di pernottamento".

Con tale formulazione, allineata nella sostanza alla definizione

posta dalla legge quadro n. 217 del 1983 invocata dal ricorrente, la

regione resistente, disciplinando la materia con un nuovo e organico

provvedimento, ha definitivamente privato di ogni potenziale

efficacia la disposizione oggetto del presente giudizio; ciò, del

resto, conformemente all'obiettivo di "far cadere il giudizio innanzi

alla Corte costituzionale" manifestato nella relazione della giunta

proponente sulla iniziativa di legge regionale n. 378 presentata in

data 24 giugno 1999, dalla quale muove la nuova disciplina regionale.

Deve pertanto ritenersi, alla stregua della giurisprudenza di

questa Corte (tra molte, sentenze nn. 350 e 138 del 2000), che sia

venuta meno la materia del giudizio sulla disposizione legislativa

regionale impugnata.

Dispositivo

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

Dichiara cessata la materia del contendere in ordine alla

questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, commi 2 e 3,

della legge della Regione Marche (disciplina dei campeggi)

riapprovata il 30 giugno 1998, proposta, in riferimento all'art. 117

della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il

ricorso indicato in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,

Palazzo della Consulta, il 15 novembre 2000.

Il Presidente: Mirabelli

Il redattore: Zagrebelsky

Il cancelliere: Di Paola

Depositata in cancelleria il 22 novembre 2000.

Il direttore della cancelleria: Di Paola

ECLI:IT:COST:2000:527 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte

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